La lunga nascita di un libro

Nelle Ombre dei Sogni è un romanzo che ha aspettato tanto prima di vedere la luce, e se l’auto-pubblicazione non si fosse evoluta e sviluppata così intensamente forse non sarebbe mai uscito dalle pareti di casa mia.

Fantasticare, occupare il tempo di un’attesa altrimenti noiosa dipanando nella mia mente le avventure di qualche personaggio immaginario sono attività che ricordo da sempre. Fin da piccola mi piaceva giocare fingendo di essere qualcun altro: un giorno ero una principessa imprigionata in una torre remota, il giorno dopo una mamma, il giorno ancora seguente vivevo nello spazio e viaggiavo da una stella all’altra per l’intero universo. A tutti i bambini diverte questo tipo di gioco, a me ha continuato ad interessare anche col passare degli anni.

Pur senza essere vecchia, non appartengo alla generazione cresciuta con il cellulare in mano. Mi ricordo quando da ragazza aspettavo in fila alla posta o al supermercato e non c’era niente da fare se non guardarsi intorno. Oppure quando in piedi su un autobus, troppo schiacciata contro gli altri passeggeri per tenere in mano un libro, si sperava soltanto di arrivare presto alla propria fermata. Ebbene, la maggior parte di quelle parentesi di attesa della mia vita io le occupavo fantasticando.

WritingGeneralmente una storia si esauriva nell’occasione in cui era nata, per lasciare il posto a nuovi pensieri durante l’attesa successiva. Ma qualche vicenda diventava inaspettatamente appassionante, al punto che la portavo con me per diversi giorni di seguito, sviscerandola e prolungandola, figurandomi cosa sarebbe successo dopo quello che mi ero immaginata fino a quel momento.

Nelle Ombre dei Sogni è nato proprio così, partendo dalla tormentata e tragica storia di Louise. Molto presto quello che accadeva alla giovinetta cominciò a rendere meno vaga la sua personalità e ciò che la circondava, finché i vari pensieri sparsi iniziarono a concretizzarsi in un abbozzo di trama. Ero appena laureata all’epoca, alla mia prima esperienza lavorativa, e dopo il lavoro mi rimaneva parecchio tempo libero per hobby e passioni. Pian piano quel tempo venne impegnato nello scrivere e dopo alcuni mesi di serate davanti al computer tenevo fra le mani un libro, pensato e realizzato proprio da me.

Mentre lo scrivevo non pensavo di pubblicarlo, scrivere rappresentava solo un modo di dare ordine a tutti i dettagli che avevano arricchito nella mia mente le vicende di Kay e Louise. Quando vidi che in fondo non ne era uscito un lavoro del tutto disprezzabile, provai persino a stamparne una dozzina di copie e spedirle ad alcune case editrici perché lo valutassero: per la prima volta avevo capito che quel romanzo poteva interessare anche a qualcun altro.

Dagli editori però non ottenni alcuna risposta, nel frattempo mi sposai e poi ebbi due figli. Passarono così gli anni, ricchi di eventi (alcuni belli, altri meno) e di altri progetti ed idee. Il mio libro era diventato solo un volume in più nello scaffale alto della libreria, una storia della quale mi accadeva qualche volta di rileggere uno spezzone ma che non immaginavo sarebbe mai diventata nulla di più.

Poi un giorno, circa un anno e mezzo fa, mio marito mi parlò di Amazon e della possibilità di pubblicare il mio libro in formato elettronico. L’idea era intrigante e mi spinse a riprendere in mano il mio manoscritto. Erano trascorsi più di dieci anni da quando lo avevo scritto, il mondo era un po’ cambiato, io soprattutto ero cambiata. In alcuni punti la trama mi sembrava adesso debole, le coincidenze forzate, il comportamento dei personaggi irrealistico. Così trascorsero altri mesi, intensi e faticosi, in cui la sera, dopo aver dato la buonanotte ai bambini, mi sedevo davanti al computer e cambiavo quello che mi sembrava costituisse un punto debole nella struttura del romanzo.
revisionFondamentalmente Nelle Ombre dei Sogni non è molto diverso da quella prima stesura del 2002, eppure tanti particolari sono cambiati, a partire dal titolo stesso. Alcuni personaggi hanno avuto più spazio, qualche episodio che non armonizzava con gli altri è stato eliminato, Kay ha stemperato molta della sua ingenuità originaria (che le veniva dalla mia ingenuità e giovinezza), le scene finali sono state ampliate e riviste. Anche stilisticamente ho apportato tagli, modifiche, revisioni.

Ma alla fine, dopo diversi anni di pausa e molti mesi carichi di impegno, ce l’ho fatta. Ho scritto il mio primo libro. Un libro che spero possa trasmettere ai lettori emozioni paragonabili a quelle che ha suscitato in me, che possa trasportarli in un mondo diverso (non necessariamente migliore) facendo vivere loro esperienze che difficilmente potrebbero sperimentare nella vita reale.

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