“Angeli e Demoni” di Dan Brown – Recensione

[Titolo originale: Angels & Demons]

Il mio giudizio in breve:

Romanzo strano che non giustifica secondo me la notorietà di cui gode l’autore. L’inizio è lento, la parte intermedia avvincente e godibile, il finale mi ha delusa.

Angeli e Demoni

Decisamente questo non è un romanzo appena pubblicato, ma ad essere sincera non credo che recensirò spesso le ultime novità. A me piace studiare un po’ un libro prima di leggerlo (a meno che non ne conosca già l’autore) e quindi la maggior parte delle volte approdo ad una lettura quando è ormai storia vecchia. Questo “Angeli e Demoni” poi non è davvero l’ultima fatica di Dan Brown, al contrario è la prima avventura – almeno nell’ordine temporale del suo universo narrativo – in cui compaia il professor Langton. Mi è tornato in mente perché ieri stavo mettendo in ordine alcuni altri acquisti nella libreria e ho urtato questo volume, che mi è quasi caduto in testa (un bel modo di attirare l’attenzione!).

La trama è così nota che quasi mi vergogno a riportarla, perciò lo farò in maniera estremamente sintetica: senza alcun preavviso Roma viene sconvolta dal ritrovamento di uomini barbaramente uccisi e marchiati a fuoco. Questa sorte toccava agli Illuminati, l’antica setta di scienziati perseguitata in secoli oscuri dalla Chiesa cattolica, quindi per indagare sul raccapricciante mistero viene arruolato a forza il professor Robert Langdon, esperto di storia (e molti altri argomenti, come si scoprirà nell’evolversi della vicenda). Trasportato in Svizzera in tutta fretta, il professore scoprirà che l’uomo tanto orrendamente mutilato era uno scienziato, uno fra i pochi a conoscere il segreto di un’arma sperimentale di capacità distruttive inimmaginabili.

Un mix assolutamente vincente, almeno sulla carta: spionaggio, religione, antiche sette, iniziazioni di stampo massonico, tradimenti e congiure, armi potentissime, malvagi criminali con piani che riguardano il mondo intero. Diciamo che c’è tutto quanto possiamo aspettarci da un romanzo d’azione e forse anche qualcosa in più. Certo, questo rende la credibilità delle vicende narrate un po’ stentata; in particolare abbiamo un professore (in apparenza molto ferrato nella sua materia di studi ma per altri aspetti assolutamente ordinario) che trovandosi catapultato in imprese al limite della pazzia non solo le affronta ma le supera con inaspettata abilità.

Sono sincera: non amo questi super-eroi così sfacciatamente bravi (o fortunati) in qualsiasi impresa decidano di intraprendere, ma nemmeno li odio. Capisco quando il libro che ho in mano vira verso il genere “avventure strabilianti” e sono disponibile ad una serena sospensione dell’incredulità che mi permetta di godermi la lettura. Tanto per dire, ho apprezzato enormemente almeno una dozzina dei primi romanzi di Cussler con protagonista Dirk Pitt, che non è proprio il campione della quotidianità.

In “Angeli e Demoni” tuttavia non mi sembra che la sospensione dell’incredulità basti, l’impressione che mi ha lasciato è di una perenne esasperazione. I cattivi sono malvagi al limite del disumano (o del folle), i bravi così dotati da cavarsela sempre, i religiosi con una vera vocazione la vivono quasi come una maledizione tanta è l’impetuosità che li anima. Insomma, non sono solo le situazioni ma anche i personaggi a rivelarsi un po’ eccessivi. E nel raccontare le loro rocambolesche imprese, l’autore si è preso delle libertà che talvolta appaiono più come errori (non mi viene in mente un termine migliore per definirli) che semplici forzature.

Tanto per fare un esempio, molte delle cose dette riguardo al CERN non sono corrette (prima fra tutte la sua ipotetica distanza dall’areoporto di Ginevra, vista l’assurda velocità a cui viene compiuto il tragitto, mentre la struttura si trova a soli 10 minuti circa – guidando senza infrangere tutti i limiti possibili e immaginabili). Quando le mie conoscenze o esperienze mi hanno permesso di individuare questi errori (spesso nemmeno essenziali per lo svolgersi della storia), la nota stonata che avvertivo mi infastidiva, e mi ha portato persino a chiedermi quanto di ciò che l’autore presenta come “fatti” sia invece una sua più o meno personale rivisitazione della realtà.

Ma quello che soprattutto mi sconcertò durante la lettura fu, come dicevo nell’apertura di questo mio post, il ritmo altalenante della narrazione. L’inizio (e con questo intendo le prime 200 pagine circa, che non rappresentano esattamente una bazzecola) l’ho trovato davvero stentato, la storia fatica a decollare anche a causa dei continui cambi di scena (sia geografici che concettuali) dovuti alla necessità di presentare un gran numero di personaggi e di sotto-trame. La brevità dei capitoli (mediamente inferiori alle 10 pagine) semplifica la lettura, permettendo di non mescolare troppe situazioni in un unico capitolo, ma il problema viene solo spostato di livello perché sono i vari capitoli ad essere troppo slegati fra loro e troppo poco incisivi.

Le cose sono decisamente migliori nella parte centrale, che ho trovato intrigante e ricca di adrenaliniche corse contro il tempo un po’ su tutti i fronti. La grande quantità di dettagli – caratteristica dello stile di Brown – che in fase introduttiva appesantiva un po’ l’azione, qui diventa invece un ottimo aiuto per ricreare l’atmosfera giusta e consentire al lettore di immergersi (se non immedesimarsi) in ciò che accade.

La tensione accumulata purtroppo non si mantiene fino al termine del romanzo, che personalmente avrei chiuso cento pagine prima senza introdurre le ultime “rivelazioni” (che trovo deludenti e che secondo me guastano il carattere dei personaggi e dell’intera prospettiva scientifico-religiosa che si era data in precedenza). Come se l’autore non avesse potuto fare a meno di concludere con qualche altro colpo di scena, inserendo intrighi e fanatici in un libro che già ne abbondava.

Concludendo, “Angeli e Demoni” è secondo me un libro avvincente ed emozionante, capace di portare il lettore in un mondo travolgente come un giro sulle montagne russe. Tuttavia non mi sento di definirlo un buon libro a causa della trama un po’ esagerata, la scrittura spesso stereotipata, il ritmo discontinuo. Mi ricorda un film d’azione di Hollywood: anche se la trama non è sempre prevedibile, il risultato e i protagonisti lo sono, rendendo la pellicola piacevole ma certo non memorabile.

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