“Principesse (libro puzzle)” – Presentazione

Il libro oggetto di questo post è un libro puzzle, ovvero un volume in cui la storia ha un peso marginale rispetto alla presenza di alcuni puzzle, tipicamente uno per pagina, che sostituiscono la classica illustrazione stampata. Nel caso specifico “Principesse“, edito da Giunti, presenta 5 puzzle legati ciascuno ad una diversa principessa e a quello che si scopre essere un fiore per lei particolarmente importante.

Libro Puzzle Principesse - copertina
Libro Puzzle Principesse – copertina

Carola, principessa distratta, supera il disappunto di non riuscire bene in nulla coltivando una splendida azalea; la capricciosa principessa Gemma rinuncia ad essere perennemente imbronciata di fronte ad una profumatissima pianta di mimosa; Giulietta, curiosando fra gli scaffali di libri, giunge in un giardino dove fioriscono le ortensie; Tea riceve come graditissimo regalo una rosa; Erica si sposa tenendo fra le mani un bouquet composto dai fiori con cui condivide il nome.

A livello di trama questa sintetica descrizione esaurisce di fatto i contenuti del libro, in quanto l’aspetto narrativo non è sicuramente il punto di forza del volume. Ogni coppia di pagine infatti dedica la sola facciata di sinistra al racconto, mentre la facciata di destra è interamente occupata dal puzzle. Oltre alla breve storia riguardante la principessa, in ogni pagina è presente anche una filastrocca che descrive molto sinteticamente il fiore a lei collegato e un’immagine (relativamente piccola) che – essendo identica a quella riportata sul puzzle – fa da guida nel ricomporne i pezzi. Differente da questo schema è l’ultima pagina, che invece di introdurre la figura di una nuova principessa è dedicata ad una filastrocca finale in cui si scopre che le iniziali dei fiori preferiti dalle fanciulle, letti in sequenza, formano la parola amore.

Questo volume ha un formato grande, circa 22×22 cm, con la copertina rigida e le 12 pagine cartonate, spesse a sufficienza per ospitare i pezzi che costituiscono i puzzle. La dimensione permette sia di apprezzare i dettagli anche nelle illustrazioni più piccole, sia di avere un numero consistente di pezzi nei vari puzzle (oltre 30).

La prima delle cinque storie (e dei cinque puzzle) proposti nel volue
La prima delle cinque storie (e dei cinque puzzle) proposti nel volue

I disegni sono coloratissimi, ricchi di dettagli, ben collegati a qualche aspetto della breve storia che li accompagna. Come ho accennato prima i puzzle sono più complicati di quelli che solitamente si trovano nei libri di questo tipo: hanno un maggior numero di pezzi e talvolta forme strane, il che è sicuramente uno stimolo per ricomporli ma anche una difficoltà (se il pezzo è tondeggiante non è immediato per una bambina capire quale sia il “sotto”). Un validissimo aiuto alla fase di completamento del puzzle deriva comunque sia dalla presenza dell’immagine (più in piccolo) nella facciata accanto, sia soprattutto dal disegno in sfumature di un unico colore della scena da ricostruire. Personalmente trovo che questo riferimento sia davvero utile, perché avendo la reale dimensione dei pezzi del puzzle facilita la collocazione dei pezzi di forma strana o di piccole dimensioni che altrimenti lasciano abbastanza perplessi i bambini.

La mia esperienza: inizio con l’osservare – cosa prevedibile visto l’argomento che fa da filo conduttore del libro (fiori e principesse) – che il volume è dedicato alle bambine. Mia figlia comunque non lo ha apprezzato molto, credo perché i due aspetti di lettura e puzzle non sono ben bilanciati. Le storie sono, come ho già osservato, davvero semplici ed anche le filastrocche, orecchiabili grazie alle rime, sono molto corte, il che rende questa parte del libro adatta a bimbe piccole (diciamo intorno ai 3 anni circa). A quell’età però i puzzle risultano troppo difficili da completare, addirittura frustranti a causa del numero relativamente elevato di pezzi e della complessità del disegno, e quindi mia figlia non li riusciva mai a ricomporre. Dopo circa un anno la fattibilità dei puzzle è migliorata (per quanto siano ancora troppo complicati per lei sola e necessiti di aiuto), ma a questo punto sono le storie ad essere diventate poco interessanti perché troppo banali. Insomma, il libro mi da la sensazione di non essere apprezzato perché non c’è un’età giusta in cui sfruttarlo appieno.

Età per cui lo suggerisco: lettura ad alta voce dai 3 anni – lettura autonoma dai 6 anni

Valutazione: acquisto non particolarmente consigliato, il libro è soprattutto interessante per i puzzle (ma allora tanto vale comprare dei semplici puzzle)Acquisto non consigliato

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