“Tesoro” di Clive Cussler – Recensione

[Titolo originale: Treasure]

Il mio giudizio in breve:

Il libro che mi ha fatto conoscere ed apprezzare Cussler; un improbabile ma avvincente mix fra James Bond e Indiana Jones. Un ottimo romanzo di azione ed avventura, che tuttavia non verrà piacerà molto a chi detesta le scene mirabolanti risolte da un eroe sorprendentemente indistruttibile.

Tesoro

Prima di recensire il romanzo credo che sia necessaria una premessa: con Cussler (più che con altri scrittori) ci troviamo a parlare di libri di puro intrattenimento. Agli eventi fittizi che costituiscono il grosso della trama si mescolano anche nozioni di più ampio respiro (che si tratti di descrizioni a sfondo tecnologico oppure di accenni storici ed artistici) e si nota il lavoro di ricerca fatto dall’autore prima della stesura, ma l’insieme resta comunque un prodotto leggero. Non è Dante, Tolstoj o Jane Austen, d’altronde nemmeno i film sono tutti La corazzata Potëmkin o un’opera di Kurosawa. Detto questo, credo che a tutti piaccia almeno qualche volta riposare un po’ la mente ed in quest’ottica i romanzi di Cussler sono secondo me davvero validi.

Nient’altro che una moneta d’oro recuperata tra i ghiacci della Groenlandia. Da qui ha inizio una forsennata caccia al tesoro che in breve si estende ai quattro angoli della terra, coinvolgendo non solo archeologi ma ben presto anche uomini politici, grandi industriali, spie, avventurieri. Quel ritrovamento, infatti, è la prova inequivocabile che la Biblioteca d’Alessandria, data per distrutta nel 391 d.C. su ordine dell’imperatore Teodosio, esiste ancora, da qualche parte nel mondo. Quello scrigno di inestimabili tesori e segreti che possono sconvolgere gli equilibri economici e politici del pianeta non è quindi scomparso tra le fiamme. Gli scienziati si devono far da parte, la posta è troppo alta, la partita la giocheranno uomini d’azione, agenti segreti, mercenari…

Così Amazon descrive il libro e il riassunto è ineccepibile, a parte l’omissione su colui che è il protagonista indiscusso non solo di questo romanzo, ma di numerosi altri dell’autore: Dirk Pitt. “Tesoro” non è la prima avventura dell’affascinante ingegnere navale ad essere stata scritta, né la prima pubblicata, ma questo non ha grande importanza perché in ogni episodio Cussler riporta quanto basta di descrizioni o ricordi che permettono di inquadrare i personaggi principali ed i rapporti fra loro. Il libro dunque risulta del tutto indipendente.

Per non rovinare la suspense parlando della trama, preferisco focalizzarmi sull’incredibile protagonista, che contemporaneamente esaspera ed affascina. Dirk – ingegnere navale ed ex maggiore dell’aeronautica statunitense – è assolutamente ed indiscutibilmente irrealistico: alto, bello, intelligente, coraggioso, ricco, questo impagabile campione ha anche conoscenze quasi enciclopediche nei campi più svariati, ottimi agganci in politica, una disinvolta spregiudicatezza nell’affrontare le sfide e il pericolo. Come prevedibile le donne non possono che cadere ai piedi (e nel letto) di questo personaggio quasi perfetto, ma non si può biasimarle considerando come Pitt sappia uscire (se non incolume quanto meno vivo) dalle situazioni più impossibili, conservando sempre la tendenza a scambiare commenti sagaci con l’amico Al Giordino e ad opporsi con durezza ai soprusi dei malvagi.

Alcuni amici mi hanno detto di non apprezzare i libri di Cussler proprio per la presenza di un protagonista “esagerato”, che cammina compiaciuto nel mondo aggiustandone da solo tutti i guai. Io non mi trovo d’accordo: certo, nessuno con un minimo di buonsenso si immagina che un personaggio come Dirk Pitt possa esistere nella realtà, ma è altrettanto vero che se devo leggere un libro d’azione e avventura mi aspetto che il protagonista sia all’altezza delle imprese che è portato a compiere. Io sono anche una lettrice accanita di storie romantiche, dove nella quasi totalità dei casi le eroine sono le fanciulle più belle della terra, non solo incantevoli ma anche intelligenti, con forza di carattere, caritatevoli, generose, capaci di sopportare le avversità e dimenticare i torti subiti … nemmeno questo è credibile, non più della disinvoltura con cui Cussler permette a Dirk Pitt di cavarsi dai guai.

Ciò che più apprezzato durante la lettura è stato comunque il mix di spionaggio e ricerca, di azione quasi forsennata e misteri secolari. La storia risulta avvincente soprattutto perché Cussler integra tensioni, situazioni e desideri antichi e moderni presentando una sorta di puzzle in cui i fattori geopolitici, economici e storici si mescolano con un’alternanza che contribuisce a mantenere alto il ritmo dell’azione. Che poi Dirk Pitt ne esca come un seducente incrocio fra James Bond (con il suo piglio ironico e gli apparecchi di ultima tecnologia) ed Indiana Jones (sempre all’inseguimento di un tesoro archeologico di inestimabile valore, combattendo al contempo i cattivi di turno) è solo una piacevolissima conseguenza.

Il ritmo della narrazione è avvincente, la suspense mantenuta pressoché in tutto il libro, anche se ho trovato un po’ troppo dettagliate e ridondanti alcune descrizioni a sfondo tecnologico o relative ad automobili, aerei, navi ed altri mezzi che i diversi personaggi usano di volta in volta. D’altra parte la sotto-trama costituita dalla caccia al tesoro (letteralmente), con i suoi inaspettati colpi di scena – o di fortuna – contribuisce in senso opposto a tenere alta l’attenzione ed invoglia a proseguire la lettura.

Insomma, non penso che “Tesoro” (come nessun altro dei romanzi di Cussler) sia un esempio di fine letteratura, ma se si cerca un libro che permetta di passare qualche ora di svago, immaginandosi catastrofici scenari in cui la differenza è fatta da un uomo bello e intelligente, carismatico e volitivo che risolve i problemi come se fosse un miracoloso deus-ex-machina … beh, allora questo libro è assolutamente consigliato!

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