“Il Figlio del Diavolo” di Georgette Heyer – Recensione

[Titolo originale: Devil’s Cub]

Il mio giudizio in breve:

Romanzo irresistibile grazie ai dialoghi sempre interessanti e al farsi e disfarsi delle due coppie principali. Da leggere assolutamente ed anche da rileggere e collezionare. Forse il mio preferito  dell’autrice.

Copertine di due edizioni italiane del volume: a destra la prima traduzione Mondadori, a sinistra una più recente pubblicazione ad opera della casa editrice Sperling & Kupfer
Copertine di due edizioni italiane del volume: a destra la prima traduzione Mondadori, a sinistra una più recente pubblicazione ad opera della casa editrice Sperling & Kupfer

Il Figlio del diavolo” è il secondo episodio della trilogia dedicata alla familia Alastair, che la Heyer ha presentato ai suoi lettori in “La pedina scambiata” (recensito in questo post) e dei cui discendenti si parlerà nel romanzo “L’incomparabile Barbara“. In questo libro il protagonista è l’unico figlio dei duchi di Avon, Dominic, marchese di Vidal, terrore e speranza di ogni fanciulla da marito. Doverosamente ricco e presumibilmente bello (benché l’autrice ne dia un ritratto assai vago), il giovanotto mostra di aver ereditato dal padre il disprezzo per le regole della buona società, che lo rende un inguaribile libertino, e dalla madre il rapido accendersi (ed esplodere) della collera se gli accade di venir contrariato.

Una combinazione non delle più felici ma sicuramente delle più inquietanti, tanto che il nostro tenebroso eroe, trovandosi costretto a lasciare l’Inghilterra per un certo periodo ed esasperato dalla scoperta che la giovane donna di cui si è incapricciato lo avrebbe abbandonato poiché lui non intendeva offrirle il matrimonio, prende una drastica iniziativa. Dominic rapisce dunque la sorella maggiore della sua presto dimenticata fiamma, ma quest’azione avventata si dimostrerà solo la prima di una serie di inattese disavventure attraverso la Francia intera.

Che dire, questo romanzo è a mio giudizio perfetto. E’ una storia d’amore meravigliosa (e tutt’altro che sdolcinata) fra una donna pratica e ragionevole, cui la sensatezza impone di non lasciarsi andare ai sentimenti, e un uomo abituato a far sempre di testa propria che scopre di desiderare accanto una fanciulla completamente diversa da quanto i suoi gusti abituali avrebbero lasciato presagire. Ma il libro è molto più di questo: è un incantevole affresco storico, che offre un disincantato ritratto del periodo appena successivo al Terrore conferendogli tutto il brio e la spumeggiante vivacità che caratterizzarono il ben più spensierato Settecento. E’ un irresistibile susseguirsi di conversazioni argute e dialoghi divertenti, di situazioni inattese che l’abilissima penna della Heyer rende assolutamente credibili.

Il marchese di Vidal, per esempio, riesce ad essere contemporaneamente un protagonista indimenticabile ed un fosco, selvaggio anti-eroe. Da un lato ci viene presentato un giovane uomo, viziato dall’amore materno forse quanto dalla ricchezza e nobiltà della propria famiglia, che non esita a far fuoco contro i briganti uccidendoli o a rapire una fanciulla tutt’altro che consenziente minacciando di ubriacarla e soffocarla. Insomma, un individuo egoista, spericolato, attento solo al proprio piacere e incurante dell’opinione pubblica quanto dei sentimenti di chi ha intorno. Eppure questo stesso uomo, consapevole almeno in un caso di aver oltrepassato i limiti, è il primo ad offrire l’unica riparazione accettabile agli occhi della società ad una donna di cui non sa quasi nulla e a cui nulla sembra avvicinarlo.

La protagonista femminile, Mary, per una volta non è una fanciulla incantevole e dotata di ogni virtù: intelligente e piena di buon senso, posata anche di fronte alle difficoltà, graziosa più che bella, ecco finalmente un’eroina realistica. A prima vista un personaggio poco memorabile, forse, ma che acquista spessore e fascino dal confronto con la sventata ed irresponsabile Juliana, così spesso vittima di crisi isteriche e sempre pronta a paragonare la vita al melodramma. E con il progredire del romanzo Mary si rivela non solo inaspettatamente romantica, ma anche l’unica donna adatta ad un uomo come Dominic.

Copertine delle edizioni in lingua inglese del romanzo
Copertine delle edizioni in lingua inglese del romanzo

La trama si fonda su quella che è una delle più classiche situazioni romantiche – il passaggio dall’odio ed indifferenza reciproci alla consapevolezza che si trattava solo di amore – eppure Georgette Heyer è impagabile nel conferire profondità a questo spunto sin troppo abusato. I personaggi di Vidal e di Mary sono semplicemente adorabili, la chimica tra loro incredibile. Al contrario di tanti libri in cui i protagonisti finiscono in camera da letto soltanto per una forte attrazione fisica, ne “Il figlio del diavolo” la massima effusione a cui assistiamo è un bacio. Ma un bacio sospirato, atteso, la perfetta conclusione dopo il gioco degli equivoci che ha accompagnato la coppia per tutto il libro.

Tante sono le situazioni memorabili in cui l’autrice pone i protagonisti della storia, numerosissimi i personaggi di contorno che – su entrambe le sponde della Manica – portano avanti i propri conflitti e le proprie preoccupazioni contribuendo ad ampliare la trama e arricchirne lo svolgimento. Ma quello che (come sempre nei romanzi della Heyer) io ho apprezzato soprattutto sono i dialoghi: scambi di battute che non scadono mai nel banale, ma al contrario folgorano l’attenzione del lettore per la perfezione con cui completano la scena.

Se da un lato l’autrice eccelle nelle scene di gruppo, in cui più personaggi intrecciano in modo contraddittorio e finemente umoristico le proprie conversazioni, indimenticabili sono alcune delle battute che i due protagonisti si scambiano nella più assoluta naturalezza.

Elegante, frizzante, ironica: ecco come definirei la scrittura della Heyer e quindi, per estensione, questo splendido romanzo. Non c’è una sola nota stonata nel libro, non un dettaglio che resti fuori posto, solo la perfetta conclusione di ogni spunto aperto durante la narrazione. Comprate subito una copia di “Il figlio del diavolo”: sarà un acquisto – ed una lettura – di cui non vi pentirete!

 

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