La collana “A pagine aperte” di Emme Edizioni – Presentazione

In questo post non parlerò di un libro solo, bensì di un’intera collana: A pagine aperte, una serie di 4 volumi pubblicata dalla Emme Edizioni nel 2007 con testi di Smriti Prasadam e illustrazioni di Rebecca Finn. Peculiarità di questi 4 libri dedicati ai più piccoli è la presenza di porzioni ritagliate nelle varie pagine, in modo che costituiscano delle “finestre” attraverso cui sbirciare nelle facciate successive (o precedenti).

Due libri della collana: Il palazzo delle principesse e Il vascello dei pirati
Due libri della collana: Il palazzo delle principesse e Il vascello dei pirati

Il formato dei libri è il medesimo: circa quadrato, poco meno di 18×18 cm, con copertina rigida e pagine cartonate (12 per ciascun volume). Oltre alle piccole finestrelle (una o due) incise nelle varie facciate, ogni libretto si caratterizza per una diversa sagomatura, abbinata all’argomento trattato: un bastimento dalle vele squadrate per Il vascello dei pirati, un turrito edificio dall’aspetto arabeggiante per Il palazzo delle principesse, un massiccio torrione merlato per Il castello dei cavalieri, un grande fungo circondato d’erba per Il giardino delle fate.

Nelle 12 pagine che costituiscono ciascun volume non è narrata una storia vera e propria, quanto piuttosto una breve filastrocca in rima che descrive sommariamente la scena rappresentata in ciascuna ambientazione. Quando sfogliavo questi libri insieme ai miei figli, io spesso evitavo addirittura di leggere la breve coppia di rime, focalizzando piuttosto l’attenzione dei bambini sulle illustrazioni, davvero ricche e ben fatte.

Il castello dei cavalieri
Il castello dei cavalieri

Le pagine sagomate sono infatti interamente occupate dai disegni, molto sfumati e ricchi di dettagli. In ogni pagina si incontra uno scenario differente, legato al tema cui il libro è ispirato, e questo – unito all’interesse suscitato dalla possibilità di sbirciare nello scenario successivo – costituisce un validissimo sprone per i piccoli lettori. In un certo senso i disegni sono tanto ricchi da far somigliare il libro ad un minuscolo teatrino, in cui prendono vita piccoli quadri pieni di personaggi, animali e oggetti misteriosi.

Il primo volume che avevo acquistato era Il castello dei cavalieri: oltre a sbirciare dalle finestrelle (costruendovi buffi indovinelli del tipo “ma questi saranno bambini? no, sono soldati!”), le illustrazioni ci hanno permesso di introdurre tanti argomenti legati al mondo di castelli e cavalieri presentandoli in modo divertente a mio figlio, che all’epoca aveva poco meno di 2 anni. Il fossato in cui nuotano i pesci, i merli che rifiniscono la torre, le armature indossate dai giovani cavalieri, gli stendardi, le armi e gli scudi, il trono su cui è seduto il re, le principesse sedute al tavolo del banchetto, i sotterranei popolati persino da fantasmi e draghi: c’era sempre qualche dettaglio nuovo su cui soffermarsi. Il libro era piaciuto tanto a mio figlio che nel giro di qualche settimana comprammo anche gli altri tre della serie.

Il giardino delle fate
Il giardino delle fate

Ed ebbi così la possibilità di riscontrare quello che considero il maggiore, se  non unico, difetto della collana: una certa banalità delle ambientazioni più specifiche per le bambine rispetto alle controparti maschili. Come ho già detto il libro su castelli e cavalieri – grazie alle sue illustrazioni raffiguranti il cortile del castello, la sala dei banchetti, la stanza delle armi, le segrete, il campo dei tornei – è ricco di spunti interessanti, istruttivi ed insoliti. Altrettanto curioso e particolare risulta il libro sui pirati, che mostra un vascello sopra e sotto coperta e introduce alla vita dei bucanieri, affannosamente chini su mappe ingiallite e scolorite per cercare gli indizi che li conducano al sospirato tesoro. I due libri relativi a fate e principesse invece sono decisamente meno appassionanti. Le illustrazioni legate al palazzo delle principesse mostrano essenzialmente un susseguirsi di momenti giocosi (nella sala da ballo piuttosto che in giardino) ed ancora più ripetitiva risulta l’ambientazione del giardino fatato, costituita in pratica solo da erba, cespugli, fiori e piccole fatine svolazzanti. Sembra quasi che gli autori abbiano associato l’avventura e le emozioni a svaghi maschili (come i combattimenti fra cavalieri e le imprese da pirati), relegando i passatempi più femminili a un monotono riproporsi di danze e merende. Noi abbiamo cercato di ovviare all’inconveniente focalizzando la nostra attenzione sui dettagli, che per fortuna non mancano in nessuna illustrazione nemmeno nei volumi maggiormente “da bimba”: abbiamo dunque cercato gli elementi ricorrenti (scimmietta e uccellini nel palazzo delle principesse, fate con la tunichetta di un certo colore o con un fiore particolare fra i capelli nel giardino incantato) e abbiamo contestualizzato gli scenari abbinandoli ai diversi momenti della giornata.

La mia esperienza: Amazon (da cui ho acquistato 2 dei 4 volumi) suggerisce questi libri nella fascia d’età fra i 3 e 4 anni, tuttavia io credo che siano maggiormente indicati per bambini più piccoli. La storia infatti è poco più che un pretesto per guardare le belle illustrazioni, soffermandosi sui vari dettagli che le arricchiscono ed osservando con curiosità attraverso le finestrelle, senza scordarsi di indovinare cosa potrebbe essere il particolare che si intravvede solo in parte. Ma alla lunga questa attività finirà per annoiare i bambini, perciò ritengo che sia più sfruttabile ed apprezzato nel periodo fra i 2 e i 3 anni.

Età per cui lo suggerisco: lettura ad alta voce dai 2 anni  02-reading-a-book

Valutazione: acquisto consigliato, soprattutto per i volumi su cavalieri e pirati

Questi i titoli appartenenti alla collana:

  • Il vascello dei pirati
  • Il castello dei cavalieri
  • Il giardino delle fate
  • Il palazzo delle principesse
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