“Il Lupo e la Colomba” di Kathleen E. Woodiwiss – Recensione

[Titolo originale: The Wolf and the Dove]

Il mio giudizio in breve:

Libro la cui trama, abbastanza insolita quando l’autrice lo scrisse, si mantiene sempre avvincente ed intrigante; lettura piacevolissima ed appassionata che mostra come farsi amare oltre che desiderare.
lupoEColombaQuesto romanzo è tutt’altro che una novità editoriale (fu scritto nel 1974), ma quando quest’estate in spiaggia mi sono ritrovata con qualche mezz’ora libera di quando in quando ho pensato che il tempo fosse troppo poco per dedicarmi ad una storia nuova e ho preferito quindi rileggere un volume che da anni non sfogliavo, benché lo ricordassi come molto bello. La scelta è caduta così su “Il lupo e la colomba”, al quale ho poi deciso di dedicare un post perché mi sono resa conto che in questi anni il mio giudizio è considerevolmente cambiato: io ho letto parecchi altri romance, ancora di più ne sono stati scritti in tutto il mondo, facendo evolvere lo schema che questi libri seguono di solito, e di conseguenza l’opera della Woodiwiss appare oggi come un romanzo “datato”. La cosa si vede, coi suoi pro e contro, ma secondo me sono di più i pro!

Il libro è ambientato in epoca medievale e narra la storia d’amore tra Aislinn di Darkenwald, discendente di una nobile famiglia sassone, la cui dimora è stata invasa e saccheggiata dai conquistatori normanni, e Wulfgar, uno degli invasori. La trama si dipana dunque subito dopo la battaglia di Hastings, un periodo storico dove gli uomini erano guerrieri e conquistatori e le donne non avevano assolutamente i diritti che sono ormai un dato di fatto nel mondo moderno. Ho giudicato dunque intrigante leggere di come un’eroina riesca in queste condizioni a conquistare un guerriero feroce, ben lontano dalla disinvolta galanteria della Reggenza o dal castigato moralismo vittoriano.

Certo la scelta di un simile periodo storico porta con sé una indiscutibile violenza di fondo: villaggi incendiati, persone ridotte (di fatto se non legalmente) in schiavitù, servi disobbedienti che vengono frustati o incatenati coi cani, battaglie, feriti da curare. In un romanzo d’amore non si cerca la violenza (per lo meno, io non la cerco) ma in “Il lupo e la colomba” essa non è gratuita, è il giusto complemento di un momento in cui aspri combattimenti si trascinavano per l’Inghilterra, con tutte le conseguenze immaginabili. Può forse infastidire leggere di un protagonista che incatena al letto la bella eroina, ma credo che tutto sommato la Woodiwiss abbia tratteggiato un affresco medievale meno cruento di quanto non sia stato realmente. Insomma, un giusto compromesso fra la veridicità storica e l’atmosfera attesa in un romance.

I personaggi sono vivaci e ben caratterizzati (anche se non sempre credibili in rapporto all’epoca in cui vivono), l’interazione fra loro una delle migliori che abbia mai visto. Entrambi i protagonisti sono arguti, volitivi, segnati dal proprio passato, perciò le loro schermaglie hanno quasi sempre una buona dose si approfondimento. Più prevedibile è invece il comportamento dei cattivi, soprattutto verso il finale, e la lora interazione mi sembra meno riuscita rispetto alle altre proprio perché un po’ scontata, sottotono rispetto all’ottima rappresentazione che la Woodiwiss fa dei protagonisti.

Copertina di un'edizione americana, che personalmente giudico più evocativa ed appropriata rispetto a quella della più recente versione italiana
Copertina di un’edizione americana, che personalmente giudico più evocativa ed appropriata rispetto a quella della più recente versione italiana

Wulfgar è esasperante nel suo proclamare eterno odio verso le donne, ma al contempo è stuzzicante percepire la tenerezza (ed il bisogno di amore) sepolti in profondità nel suo carattere ed è intrigante non capire spesso che cosa sta pensando o quali siano i suoi scopi, il che lo rende misteriosamente attraente. Aislinn è uno dei migliori esempi di eroina romantica che mi vengano in mente: coraggiosa, appassionata, testarda, non si può non ammirare la forza con cui reagisce a tutto ciò che la conquista normanna significa per lei. E anche se Aislinn sembra essere la prigioniera e Wulfgar il padrone, l’autrice è abile nel mostrarci come interiormente le loro condizioni siano opposte e come una donna decisa ed innamorata riesca ad avvicinarsi all’uomo solitario che conosceva solo il rifiuto.

Questo è in effetti secondo me uno dei maggiori pregi del libro: a differenza di tante storie più recenti, non è basato solo sull’attrazione fisica, unico motore dell’avvicinamento fra i protagonisti. Al contrario mostra come e perché i due riescano a superare i propri pregiudizi iniziali, quali episodi e comportamenti dell’altro li spingano a diventare meno freddi, a preoccuparsi l’uno dell’altra, a smussare qualche aspetto del proprio carattere (o delle proprie aspettative) per conciliarlo con le esigenze altrui. Lo scontro fisico fra i due è impari, Wulfgar potrebbe annientare la sua bella schiava come e quando vuole, ma è la forza d’animo di lei che prima lo diverte soltanto, poi lo attrae sempre più. Ed ecco dunque il loro rapporto approfondirsi, spesso sfociando in combattimenti verbali oltre che reali, fino a trasformarsi in amore.

Il romanzo, come tutti quelli dell’autrice, è molto corposo: non viene infatti approfondita solo la storia d’amore, ma anche lo sfondo storico e le vicende dei personaggi secondari, il tutto descritto in modo vividamente dettagliato. Generalmente mi piace lo stile della Woodiwiss (anche se alcune frasi a volte sembrano davvero “da romanzo” e risultano poco credibili in una situazione reale), anche se ho effettivamente trovato un po’ prolisse le digressioni/descrizioni di battaglie e combattimenti. Immagino che atraverso queste scene l’autrice volesse fornire un certo background storico all’ambientazione e forse la narrazione avrebbe sofferto senza di loro, ma personalmente avrei un po’ scremato quelle pagine. Un altro aspetto in cui trovo che le ripetizioni siano eccessive è il reciproco dirsi quanto l’altro è stupendo: dopo un inizio ricco di colpi di scena, per troppe volte ci viene ripetuto come sia incantevole Aislinn e come – dopo le nozze – i due protagonisti stiano costantemente bene insieme. Lo avevamo capito, possiamo parlare d’altro.

Qual è concludendo il mio giudizio su “Il lupo e la colomba”? Sicuramente si tratta di una lettura piacevole, che alterna con abilità momenti romantici ad altri più divertenti o avventurosi, il tutto senza perdere di vista l’obiettivo finale atteso fin dalla prima pagina (ovvero un lieto fine “a tutto tondo”, comprensivo di ricongiungimenti familiari e punizione dei cattivi o loro pentimento). La sensazione che mi ha lasciato quest’ultima rilettura del libro è che riprenda nello stile i film di cappa e spafa degli anni ’30 o ’40, con una gran distesa di personaggi e di azione, belle scenografie, dialoghi frizzanti, come una fotografia appena ritoccata della realtà. E sinceramente non mi sento di chiedere altro ad un romanzo imperniato sulle vicissitudini d’amore di una damigella sassone e del suo prode cavaliere normanno.

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