“Martina nel mondo della fantasia” di Gilbert Delahaye e Marcel Marlier – Presentazione

L’argomento di questo post è in realtà un’intera collana di racconti scritti ed illustrati da Gilbert Delahaye e Marcel Marlier, incentrati sulle avventure di una bambina chiamata Martina. I titoli disponibili sono molti: per citarne alcuni posso ricordare “Martina nel mondo della fantasia”, “Martina stella del balletto”, “Martina al carnevale di Venezia”, “Martina impara a disegnare”.

Martina nel mondo della fantasia - copertina
Martina nel mondo della fantasia – copertina

 

Io ho acquistato due di questi volumi, comprandoli con grande felicità appena mi è capitato di sfogliarne uno nella libreria di un centro commerciale perché dall’illustrazione sulla copertina ho subito riconosciuto lo stile di un libro che avevo amato nella mia infanzia, “Tante storie tutte per me”, pubblicato negli anni ’70 da La Sorgente, che raccoglieva una mezza dozzina di favole di Marlier. Non ricordavo nel dettaglio le storie (rammentavo soltanto un racconto incentrato sull’imparare a cucinare, uno che parlava di una festa di compleanno ed un terzo legato alle lezioni di danza classica) ma la sensazione che si trattasse di storie bellissime mi era rimasta nel cuore e mi ha spinta impulsivamente all’acquisto. Che dire, in questo caso è proprio vero che i ricordi rendono tutto più gradevole, e sfogliando i volumi appena comperati me ne sono presto resa conto.

I libri (in formato paragonabile ad un foglio A4) hanno una bella copertina rigida e lucida su cui campeggia uno dei disegni delle pagine interne (generalmente fra quelli che più simboleggiano l’argomento trattato). Le pagine, pur senza essere cartonate, sono abbastanza consistenti e lucide, ottime per far risaltare le illustrazioni, ma sono in media solo una ventina (a volte 18, a volte 22), questo perché le storie non sono mai molto articolate né lunghe.

Ed ecco il punto dolente di questi libri, che in effetti non ricordavo ma che sicuramente era già presente nella raccolta degli anni ’70: le trame sono sempre semplicissime, troppo persino per dei bambini. Il testo è abbastanza piatto, non ci sono grandi dialoghi perché gli scambi di battute sono ridotti all’osso e non vi sono colpi di scena di nessun tipo, almeno non nei libri letti da noi che sono oltre sei.

Anche quando la storia ha un impianto originale ed insolito, come in “Martina nel mondo della fantasia”, nel quale la bambina viene catapultata nel libro che sta leggendo ed aiuta il protagonista a ritrovare alcune piume fatate, i dialoghi sono assolutamente banali e nessuna delle situazioni viene sviluppata seriamente. Al contrario, le parti scritte sembrano poco più che dettagliate didascalie per le belle illustrazioni, al punto che in effetti vi sono dei salti fra un momento e l’altro del racconto, assolutamente non omogeneo nel suo insieme.

Un altro volume della collana: Martina stella del balletto, racconto già presente nel volume degli anni '70 "Tante storie tutte per me"
Un altro volume della collana: Martina stella del balletto, racconto già presente nel volume degli anni ’70 “Tante storie tutte per me”

Gli stessi aspetti si riscontrano anche negli altri libri che ho letto, proprio come se il punto focale di ogni volume fossero i disegni, completati in un secondo momento con una storia molto lineare e semplice che in qualche modo li colleghi fra loro. Le trame risultano dunque assolutamente lineari, essenziali, poco accattivanti per i bambini – che di solito amano racconti più movimentati ed avventurosi.

In “Martina adora suo fratello” per esempio tutto si può riassumere come una lite tra fratello e sorella in cui accidentalmente uno dei due si ferisce e dunque la sorella maggiore viene presa dai sensi di colpa. Uno spunto interessante, che potrebbe risultare anche utile per spiegare ai bambini come gestire la rabbia, ma che nel libro non viene sufficientemente sviluppato e non acquista alcuna profondità. Ancora più banali finiscono per risultare i racconti legati alla preparazione di una festa di compleanno, alla sistemazione del giardino di una casa di campagna, ai passi da seguire per imparare a cucinare.

Forse queste storie tanto lineari e un po’ scontate potrebbero piacere a bambini più piccoli, intorno ai tre anni di età, ma ho l’impressione che anche allora la preferenza sarebbe per favole più dinamiche in cui ai protagonisti accade davvero qualcosa di memorabile. In tutti i racconti di Martina letti da me a mia figlia, l’impressione è invece quella di assistere ad un momento di normale quotidianità, senza nulla di speciale a contraddistinguerlo.

Martina e l'asinello Chiuchino: un altro libro della collana pubblicata da Gallucci
Martina e l’asinello Chiuchino: un altro libro della collana pubblicata da Gallucci

In contrapposizione ad un testo poco strutturato ed altrettanto poco approfondito, le illustrazioni sono al contrario davvero stupende. Non solo sono dettagliatissime, piene di colori e di particolari, ma il loro stile quasi fotografico ed al contempo sfumato le fa apparire come veri e propri quadretti. Inoltre, benché vi si riconosca sempre il medesimo stile, sono molto ben contestualizzate: si nota la crescita della protagonista (a volte poco più che bimbetta, a volte ragazzina), i personaggi di contorno come il fratello o il cagnolino si riconoscono da un volume all’altro, mentre elementi tipici della singola storia non si ritrovano casualmente copiati altrove (per esempio, i nonni che compaiono nel volume dedicato al cucinare non somigliano ai pittori che insegnano alla protagonista a dipingere in un diverso volume).

La mia esperienza: entrambi i miei figli hanno apprezzato poco i vari libri di questa collana. Il maschio, più grande, ha trovato troppo piatte e noiose le storie, e non si è interessato più di tanto ai disegni. La bimba, più piccola, guardava le illustrazioni mentre io leggevo ma spesso si focalizzava solo su queste, trascurando il racconto che evidentemente non la appassionava per nulla.

Età per cui lo suggerisco: lettura ad alta voce dai 3 anni – lettura autonoma dai 6 anni

Valutazione: acquisto non consigliato, nonostante le incantevoli illustrazioni: se si sceglie questa collana lo si fa sicuramente più per il valore estetico che per i contenuti narrativi.Acquisto non consigliato

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