“Timeline ai confini del tempo” di Michael Crichton – Recensione

[Titolo originale: Timeline]

Il mio giudizio in breve:

Un libro avvincente ed accurato, che pur senza rappresentare un esempio di grande letteratura costituisce una piacevole lettura d’evasione. Intrigante l’idea del viaggio nel tempo, buona l’atmosfera medievale che è stata ricreata; il romanzo si legge tutto d’un fiato, ma non mi ha ugualmente coinvolta del tutto.

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Nel deserto dell’Arizona un uomo vaga senza meta, pronunciando parole prive di senso. Dopo ventiquattr’ore è morto e il suo corpo viene cremato dalle uniche persone che sembrano conoscerlo. All’altro capo del mondo una squadra di archeologi è al lavoro sulle rovine di un villaggio medievale della Dordogna, dove scopre una stanza rimasta sigillata per oltre seicento anni. Ma nel quartier generale della società finanziatrice del progetto gli studiosi faranno una scoperta ancora più sorprendente: il capo della misteriosa multinazionale ha inventato una vera macchina del tempo, che nello spericolato tentativo di ritrovare il professor Johnson, il capo della spedizione precipitato in un tunnel spaziotemporale, li proietterà in uno dei periodi più avventurosi e violenti della storia. Da quel momento i nostri eroi dovranno riuscire a sopravvivere nel bel mezzo della guerra dei Cent’Anni – tra soldataglia e affascinanti castellane, assedi e cruente battaglie – per cercare di tornare sani e salvi nel XXI secolo.

Sinossi accurata, che senza guastare la sorpresa dei lettori presenta efficacemente il libro, scritto da Crichton nel 1999. L’autore ha rivisitato il tema dei viaggi temporali (un classico della fantascienza) scegliendo di tralasciare i paradossi che un ritorno al passato potrebbe comportare nel presente, e concentrandosi invece sull’incredibile avventura vissuta dai giovani studiosi catapultati nel MedioEvo francese.

La narrazione si dipana fra la Dordogna e l’Arizona e benché anche nel presente avvenga una serie di imprevisti tutt’altro che facile da gestire per le persone coinvolte, personalmente ho apprezzato molto di più l’ambientazione passata. Nell’arco di due soli giorni il gruppo di protagonisti si trova suo malgrado al centro di sanguinose lotte per il potere, intrighi di palazzo, sfide a cavallo, un assedio al castello, persino una inaspettata storia d’amore.

Mi è piaciuto come l’autore ha presentato il medioevo, facendo percepire tutta la crudezza della vita di allora, soprattutto se vista con gli occhi di uomini e donne moderni. A dispetto dell’opinione comune che dipinge il medioevo come un periodo oscuro fatto di ignoranza e superstizione, Crichton mostra un momento storico ricco di contraddizioni, di povertà e violenza ma anche di nobili gesti e ideali portati avanti con coraggio. Si vede che dietro la stesura del romanzo c’è stata un’accurata ricerca e gli effetti di questa documentazione si manifestano nella ricchezza di particolari, nelle descrizioni di tanti aspetti diversi della vita trecentesca. Un libro insomma che nella parte storica appare preciso senza mai diventare pedante (cosa che invece trovo accada nelle spiegazioni “scientifiche” che traendo spunto dalle teorie quantistiche cercano di spiegare come sia stato possibile realizzare una macchina del tempo ma in realtà mescolano con un certo pressapochismo due concetti diversissimi, ovvero il viaggio nel passato e quello fra universi paralleli).

Se da un lato quindi Timeline mi ha appassionata per l’affresco dato di Castelgard e dei suoi abitanti, mi ha invece deluso l’eccessivo ripetersi di situazioni acrobatiche ed incredibili. Il fastidio, se così posso definirlo, inizia già quando si conoscono i protagonisti: personaggi molto caratterizzati ma non a tutto tondo quanto piuttosto per le sole abilità che risulteranno poi decisive nel passato. Non solo il gruppo di giovani studiosi è un assai atipico esempio di storici ed archeologi: sembra più che altro una riunione di super-eroi. C’è chi parla alla perfezione lingue e dialetti dell’epoca (come se non fosse stato sufficiente il traduttore universale simultaneo di cui erano stati forniti prima della partenza), chi sa destreggiarsi nell’arrampicata, chi non solo sa tirare di scherma ma si è dilettato persino nella quintana e nel duello a cavallo, chi conosce nel dettaglio le tecnologie – belliche e non – del medioevo.

Come intuibile queste capacità consentiranno a uno sparuto gruppo di uomini e donne moderni, catapultati in un luogo e tempo estraneo, nel culmine della guerra dei Cent’Anni, privi delle armi e tecnologie attuali, di cavarsi d’impaccio e sopravvivere a dispetto di tante avversità. Ci potrebbe anche stare, dopotutto siamo in un romanzo e non ci si può aspettare che i protagonisti vengano trucidati appena usciti dalle loro macchine del tempo, il problema secondo me risiede nel fatto che l’uso di queste straordinarie capacità atletiche, mentali e linguistiche si ripete pagina dopo pagina, incessantemente. E dove l’abilità di Marek, Chris e Kate non basta, l’autore li soccorre con un susseguirsi di colpi di fortuna a dir poco inverosimili.

Mi è piaciuto l’espediente di condensare la storia in 37 ore (il limite di tempo entro il quale i protagonisti si aspettavano che dal presente qualcuno giungesse a recuperarli), ma di fatto questo ha generato una sequenza ininterrotta di azioni al limite dell’impossibile. Cavalieri duramente addestrati, arceri appartenenti alle guardie scelte, impenetrabili prigioni sotterranee: gli eroi di Crichton sopravvivono a qualsiasi sfida. Peccato che dopo un po’ sia diventato quasi frustrante assistere a come i personaggi si riunissero e si salvassero di stretta misura da un pericolo mortale giusto per separarsi al paragrafo successivo, così che i reciproci tentativi di riformare il gruppo portassero a nuovi pericoli e nuove fughe miracolose.

Concludendo, reputo Timeline un buon romanzo, che in maniera avvincente e suggestiva alterna presente in Arizona e passato in Dordogna riuscendo a non avere quasi tempi morti (anche se ho trovato meno coinvolgente la parte moderna). L’autore è molto abile nel mantenere viva l’attenzione del lettore, spingendolo a continuare la lettura per scoprire cosa accadrà nelle pagine successive, purtroppo spesso gli eventi narrati assomigliano un po’ troppo alla sceneggiatura di un film dove il protagonista può saltare fra i tetti e arrampicarsi sui cornicioni meglio di un gatto …

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