Opinioni su uno scrittore: Delly

Alcuni giorni fa avevo pubblicato una citazione tratta da un romanzo, Magalì, scritto oltre 70 anni fa ed ambientato ancora prima; una storia delicata sulle traversie di una bella e delicata fanciulla che superando ostacoli e difficoltà riesce a coronare il proprio amore per un uomo altrettanto nobile e affascinante. Un commento a quel breve post mi ha fatto riflettere su come l’autore di quel libro, Delly, conosciutissimo per decenni, sia oggi quasi dimenticato ed allora ho deciso di dedicare dello spazio proprio a questo scrittore del quale conservo molte opere negli scaffali della mia biblioteca domestica perché sono libri che non mi stanco mai di sfogliare.

Illustrazioni presenti nella storica edizione della Biblioteca delle signorine dei due volumi “Il segreto della Saracena”

Il motivo di questa preferenza è assolutamente sentimentale: se da un lato infatti mi piacciono i libri in questione perché sono dei rosa assolutamente romantici, dove i buoni sentimenti trionfano e i cattivi vengono puniti, dall’altro sono anche collegati alla mia adolescenza e ai bei ricordi che conservo di quelli che un tempo erano i volumi pubblicati nella collana “I libri della rosa“.

Ma veniamo all’argomento del post, ovvero una breve panoramica di Delly, che è in realtà lo pseudonimo adottato da Jeanne-Marie Petitjean de la Rosière e suo fratello Frédéric. Nati intorno alla metà degli anni ’70 dell’Ottocento, fratello e sorella scrissero un numero notevole di opere, la cui pubblicazione iniziò nel 1903 e non ebbe termine nemmeno con la morte degli autori nel 1947 e 1949. Questi romanzi raggiunsero presto una grande popolarità, divenendo a volte autentici successi editoriali al punto che in seguito la critica li considerò il prototipo delle storie rosa popolari.

I critici hanno generalmente mostrato di apprezzare poco questa numerosa produzione letteraria, giudicando lo stile di Delly poco elaborato e gli intrecci ripetitivi, basati sempre sulla giustapposizione quasi manichea di una fanciulla innocente, pia e religiosa angariata da personaggi più o meno malvagi che cercano di ostacolarla nel conseguimento dell’amore. In effetti non si può negare che questo sia lo schema presente in molti se non in tutti i libri firmati Delly, ma in fondo i romanzi rosa (soprattutto quelli ambientati in epoca regency piuttosto che medievale) si somigliano parecchio fra loro.

Se si sceglie di leggere un romanzo di Delly, bisogna accettare di non avere preconcetti verso questi suoi tratti distintivi, che al contrario possono costituire proprio il punto di forza della narrazione: in contrasto a tante trame moderne (ugualmente ripetitive e scontate) dove i protagonisti non provano altro che una reciproca attrazione fisica, in questi libri la spiritualità e la religione – o la mancanza di esse – hanno un forte peso e rappresentano il motore che sta alla base dei comportamenti dei vari personaggi.

Copertina dei due volumi che raccontano la storia di Eloisa e Lotario: "Nelle tue mani" e "Orgoglio domato"
Copertina dei due volumi che raccontano la storia di Eloisa e Lotario: “Nelle tue mani” e “Orgoglio domato”

Le eroine sono giovinette innocenti, pure, educate secondo i principi del cattolicesimo e ad essi fedeli, ma non sono delle sprovvedute. Spesso conoscono le difficoltà della vita (non tanto per averle vissute in prima persona ma per il loro altruistico interesse verso i più sventurati) e si adoperano attivamente per portare un po’ di sollievo e di felicità nell’esistenza di coloro che le circondano. Possono apparire un po’ troppo ingenue, e sicuramente non hanno molta esperienza del mondo, ma la loro fede, vivida e salda, le aiuta ad affrontare le insidie e a superare i momenti di crisi.

Come nella migliore tradizione romantica queste protagoniste sono sempre molto belle, ma il loro fascino non è mai disgiunto dalla purezza dei loro ideali e delle loro convinzioni, quasi che l’aspetto fisico fosse solo il riflesso esterno di un più radicato e seducente spendore intimo. Mentre le loro antagoniste, benché decisamente attraenti, appaiono vuote ed egoiste, preoccupate solo del proprio aspetto esteriore e del proprio prestigio sociale.

In contrasto con le protagoniste, che come già detto sono dotate di ogni virtù morale e di tutte le abilità ritenute all’epoca appannaggio delle beneducate signorine di buona famiglia, i protagonisti maschili, per quanto fisicamente belli ed affascinanti, presentano più chiaroscuri interiori. Spesso nella loro indole prevale un’amalgama di dispotismo ed edonismo che li spinge a delegare a qualche sottoposto (nel quale d’altra parte non ripongono eccessiva fiducia e di cui conoscono le manchevolezze morali) i compiti più noiosi in modo da dedicarsi all’ozio ed alla mondanità. Ed anche quando si comportano con grande rigore morale, preferendo compiere i doveri che ritengono legati al proprio rango piuttosto che lasciarsi andare ai piaceri garantiti dalla loro vita privilegiata, sono comunque alteri, orgogliosi, quasi sdegnosi nei confronti di chi ritengono inferiore. D’altra parte il fascino del “bello e dannato” è intramontabile e rende ancora più interessanti questi eroi un po’ controversi, che non accettano immediatamente l’amore ma poi si sentono tormentati quando si avvicinano alle sensibili e virtuose fanciulle di cui si sono scoperti innamorati.

Copertina del romanzo "La casa degli usignoli"
Copertina del romanzo “La casa degli usignoli”

Una peculiarità dei romanzi di Delly che apprezzo molto è sicuramente la presenza di queste personalità forti, decise, capaci di sacrificarsi e pentirsi nel momento giusto. Le situazioni in cui i personaggi si muovono sono forse un po’ incredibili (spesso i malvagi si dimostrano ottusi e pur non indietreggiando neppure di fronte al delitto fanno scelte alquanto risibili quando si tratta di allontanare di scena i propri avversari), ma fa bene al cuore leggere di questi caratteri coerenti con se stessi, tenaci, fieri. Così come giudico piacevole assistere, almeno nei libri, al trionfo delle persone di buon cuore e dall’animo nobile.

Un altro aspetto secondo me positivo è lo stile della narrazione: anche se molti critici nel corso dei decenni lo hanno definito piatto, secondo me risulta scorrevole senza diventare stucchevole. Le descrizioni sono ben tratteggiate ma mai eccessivamente dettagliate, soprattutto quando l’ambientazione è orientaleggiante od esotica dipingono uno scorcio di realtà pittoresca come poteva apparire agli occhi dei viaggiatori europei di fine Ottocento.

I dialoghi sono ben impostati e il loro tono vivace, soprattutto quando si tratta di mostrare gli scontri di caratteri e volontà fra i protagonisti. Sicuramente manca il frizzante alternarsi di botta e risposta che si ha nei romanzi della Heyer, o il susseguirsi di brevi battute tipico dei libri contemporanei, eppure la pacatezza delle conversazioni non toglie nulla alla forza delle emozioni che vi sottendono. E’ un po’ come se i sentimenti non venissero sbandierati proprio perché se ne avverta meglio tutta la profondità.

Una caratteristica che al contrario non apprezzo molto nei romanzi di Delly è la staticità della struttura sociale presentata, che risulta di fatto immune dai fermenti politici, culturali ed economici realmente succedutisi in quel periodo. I nobili non si mescolano alle altre persone, che siano questi i comuni lavoratori ma anche i nuovi ricchi; le occupazioni ritenute consone per una fanciulla che debba guadagnarsi da vivere sono quelle che per tradizione non invadono il dominio maschile; la buona società è quasi cristallizzata in uno dei suoi momenti conclusivi di splendore.

 

I due volumi "Sfinge di smeraldo" e "Isabella figlia di re", con protagonisti Isabella e Wannael
I due volumi “Sfinge di smeraldo” e “Isabella figlia di re”, con protagonisti Isabella e Wannael

Un po’ deludente è anche la mancanza di trovate davvero originali, per cui dopo aver letto alcune delle opere dei due autori si arrivano a prevedere quelli che dovrebbero essere i colpi di scena degli altri. Con questo non intendo parlare di ripetitività, perché sebbene seguano uno schema comune le varie trame si differenziano abbastanza fra loro, anche grazie alle diverse ambientazioni: Mitzi è la disprezzata figlia di una ballerina, educata per ipocrita carità e poi chiamata a servizio nella casa dei suoi benefattori; Magalì è anche lei orfana, ma cresciuta in un ambiente ben diverso e differente è di conseguenza il suo ruolo in casa dei duchi di Staldiff; Elfrida dopo una fanciullezza trascorsa nelle selvagge ed esotiche terre degli Ogerok vede la sua vita minacciata dalle stesse persone che perseguitarono suo padre; Eloisa, sposa del capriccioso principe Lotario per volontà dei reciproci padri, passa dalla solitudine del suo castello impoverito e di un modesto convento ai fasti di una corte rigidamente regolata dal protocollo.

Insomma, non si può certo dire che queste storie si somiglino, tuttavia in ognuna si ritrovano momenti ed episodi comuni. Sempre vi è un importante riconoscimento finale, che permette di cambiare una situazione altrimenti in stallo. I cattivi della storia si rivelano come i persecutori non soltanto dell’eroe o dell’eroina, ma anche dei lori genitori (oppure dei protagonisti negli anni della loro gioventù). Molto spesso l’eroe, a testimonianza della sua indole estremamente dispotica ed egoista, appena conosciuta la fanciulla che anni dopo catturerà il suo cuore l’aveva maltrattata con qualche gesto eclatante (colpirla, tagliarle i ricci, strangolare il suo cucciolo). Analogamente nell’epilogo del romanzo, avendo mitigato per amore la sua natura volitiva e severa, addolcirà la punizione dei colpevoli per non addolorare la spiccata sensibilità della protagonista (da parte sua sempre pronta al perdono).

Disegno di apertura dell'edizione Salani del 1939 di "Mitzi"
Disegno di apertura dell’edizione Salani del 1939 di “Mitzi”

I miei romanzi preferiti:
Il segreto della Saracena (volume 1: Il re di Kidji – volume 2: Elfrida Norsten)
Nelle tue mani e Orgoglio domato (2 volumi)
Magalì
Mitzi
La casa degli usignoli

I libri che mi sono piaciuti meno:
L’erede dei duchi di Sailles
La piccola canonichessa
Il mistero di Ker-Even (2 volumi)

Annunci

One thought on “Opinioni su uno scrittore: Delly

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...