“Il Bambino di Betlemme” di Martha Whitmore Hickman – Presentazione

Mio figlio ha letto questo libro a scuola, scegliendolo fra quelli disponibili nella biblioteca di classe, e ne è rimasto così ben impressionato che avrebbe voluto farlo sfogliare anche alla sorellina. Purtroppo sembra che il volume sia attualmente fuori catalogo, noi siamo stati fortunati perché le maestre gli hanno permesso di portare a casa la copia della scuola e così lo abbiamo letto tutti insieme, giudicandolo poi davvero indicato per questo periodo di feste. Come ho detto questo titolo è fuori catalogo, ma ho scelto di parlarne comunque perché lo ritengo un racconto ben scritto e ben illustrato che varrebbe la pena possedere, o anche solo leggere prendendolo a prestito in una biblioteca civica. E mi è sembrato l’argomento ideale per un post nella giornata odierna, in cui si celebra la festa dell’Immacolata.

Il Bambino di Betlemme - copertina
Il Bambino di Betlemme – copertina

Come facilmente intuibile il libro racconta la storia della nascita di Gesù, ispirandosi ai Vangeli di Matteo e Luca ma rivisitandone il linguaggio in modo da comporre un testo semplice e chiaro, breve e facilmente comprensibile anche dai bambini. Confrontandolo con altri titoli dedicati allo stesso argomento, mi è sembrato che “Il Bambino di Betlemme” abbia il pregio di saper mantenere un tono quasi fiabesco pur adottando uno stile immediato, a tratti persino naif. Esemplare in questo senso il passo che descrive l’Annunciazione: l’autrice scrive che dopo aver saputo del disegno di Dio su di lei, Maria aveva il canto nel cuore, un’immagine davvero poetica che trasmette tutta la gioia per l’arrivo di questo Bimbo non ancora nato.

Ad una parte scritta molto ben strutturata si accostano poi delle illustrazioni davvero suggestive, opera dell’italiano Giuliano Ferri. Queste tavole a pagina intera se non addirittura a doppia pagina (il libro ha 32 pagine e dimensioni paragonabili a quelle di un foglio A4), realizzate con acquerello e matita, hanno una grazia senza tempo che pur nella sua modernità ricrea perfettamente l’atmosfera di un Medio Oriente antico e remoto. I toni polverosi del terreno e le sfumature delicate del cielo fanno da sfondo alle figure tondeggianti e stilizzate di persone, angeli e animali che con le loro chiare ed evidenti espressioni facciali trasmettono l’atmosfera gioiosa e i sentimenti positivi espressi dal testo.

Una delle pregevoli illustrazioni di Giuliano Ferri che corredano il testo del libro
Una delle pregevoli illustrazioni di Giuliano Ferri che corredano il testo del libro

I miei figli in questi deliziosi disegni appuntavano la propria attenzione soprattutto sui personaggi, io invece ne ho apprezzato tantissimo la luminosità diffusa, che sembrava voler trascinare il lettore fuori dal buio per mostrargli la luce del messaggio biblico. Ho notato inoltre che le illustrazioni sono “storicamente” molto precise, per esempio la mangiatoia appare raffigurata in modo molto simile a come erano effettivamente realizzate al tempo di Gesù: questa attenzione al dettaglio mi sembra davvero pregevole e mantenuta in tutto il libro ad eccezione, in parte, della scena coi Re Magi.

Il racconto infatti recita che i Magi siano giunti a Betlemme dopo aver seguito la stella per “molte settimane”, tuttavia Gesù è rappresentato in queste pagine come un bambino, invece che neonato. A parte questo minuscolo e trascurabilissimo dettaglio, giudico “Il Bambino di Betlemme” una versione dolce, comprensibile e fedele alla Bibbia della storia della Natività, capace di catturare lettori e ascoltatori allo stesso modo.

La mia esperienza: noi abbiamo letto il libro una sera, tutti seduti vicini e un po’ abbracciati sul divano di fronte al presepe; è stata un’esperienza intima che ci ha fatti sentire uniti e ci ha aiutati, in un clima di luci sfavillanti e regali, a ricordare meglio il vero significato del Natale. Penso che sarebbe molto suggestivo leggere questo racconto la mattina di Natale, appena svegli, prima ancora di far scartare ai bambini i doni che li aspettano sotto l’albero

Età per cui lo suggerisco: lettura ad alta voce dai 4 anni – lettura autonoma dai 6 anni

Valutazione: acquisto davvero consigliato! 03-reading-a-book

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