“Aspetta” di Antoinette Portis – Presentazione

Il libro di cui voglio parlare oggi è una pubblicazione recente (l’uscita risale al settembre del 2015), opera di un’autrice che non conoscevo ma che mi ha colpito per la grande abilità con cui è riuscita a sviluppare una storia e trasmettere un messaggio importante con un volume costituito quasi essenzialmente da figure e una risicatissima manciata di parole. Questo libro è “Aspetta” di Antoinette Portis, pubblicato dalla casa editrice Il Castoro nella sua collana dedicata ai bambini.

La copertina del volume "Aspetta" di Antoinette Portis
La copertina del volume “Aspetta” di Antoinette Portis

Il volume, con copertina rigida e composto da 32 pagine, si caratterizza per un’impostazione orizzontale dello spazio (le sue dimensioni sono di circa 25×17 cm) che ricorda vagamente le inquadrature cinematografiche ed è perfetta per delineare il percorso che non solo i protagonisti del “racconto” ma anche i lettori sono chiamati a seguire.

Lo scenario è tratto dalla quotidianità di ogni bambino: una mamma prende per mano suo figlio perché deve fare delle commissioni, attraversando la città, e quindi prendere il treno. Il libro si apre nel cuore di questa situazione comune e familiare, mostrando la strada, una donna che spia ansiosa l’orologio mentre suo figlio si volta per indicarle un cagnolino che procede nella direzione opposta.

Basta questa prima panoramica per dare un’idea di quello che sarà il tono di tutta la narrazione: la prima parola che incontriamo (“Presto!“) fa subito capire che il ritmo della storia sarà sostenuto e la pagina contiene le due parole che da sole tengono insieme l’intera componente testuale del libro: “Presto!” e “Aspetta“. La mamma incita dunque ad affrettarsi (come sottolinea il punto esclamativo), il bambino vorrebbe invece rallentare per osservare gli animali, salutare le persone, guardare il carretto del gelato.

Così come suggeriscono le battute pronunciate rispettivamente dalla madre e dal figlioletto, anche gli scenari a doppia facciata alternano il diverso ritmo di movimento e attesa che i due vorrebbero imprimere alla passeggiata: il punto di vista adulto è sottolineato da un’illustrazione che abbraccia la scena nel suo complesso, puntando lo sguardo verso il tragitto ancora da compiere, mentre uno zoom sui dettagli focalizza l’attenzione del lettore sui particolari che hanno attratto il bambino della storia. Questa sequenza di disegni ed esortazioni reciproche prosegue pagina dopo pagina, fino ad una conclusione tenera e dolce di questo tira e molla, in cui entrambi i protagonisti trovano qualcosa per cui valga la pena fermarsi un attimo, esaudendo la richiesta del bambino.

La pagina iniziale del libro
La pagina iniziale del libro

Se le parole sono ridotte all’osso, le illustrazioni sono il cuore del libro, una vera e propria narrazione visiva che mi ha fatto pensare ad una sequenza cinematografica. L’autrice ha saputo creare un piacevolissimo contrasto fra lo sfondo (morbido, a tratti amorfo, colorato con tinte delicate che sembrano quasi sfumare nel bianco della pagina) e le creature ed oggetti in primo piano, tutti delineati da un ben definito contorno nero. Queste scene offrono l’opportunità di seguire l’esempio del piccolo protagonista, fermandosi a notare i dettagli, contare le cose, studiare i colori o le forme, come se il lettore fosse spronato ad alimentare la sua capacità di rallentare ed osservare non solo dopo aver chiuso il libro, ma subito, nel mezzo della storia a cui assiste.

Per quanto le illustrazioni possano sembrare semplici, si intuisce che la Portis ha attentamente calibrato la gestione del tempo e dello spazio per sostenere il ritmo del racconto. La coppia mamma-figlio per esempio non è mai collocata in posizione centrale all’interno della doppia pagina: al contrario è sempre sposata verso il margine destro o sinistro, proprio come se fosse appena entrata nella scena o ne stesse per uscire. Mentre nei disegni che si focalizzano come uno zoom sui personaggi, animali ed oggetti che attirano l’attenzione del bambino, le inquadrature ravvicinate sembrano proprio rallentare questa affannosa corsa verso la destinazione materna.

E quando l’ultimo “Aspetta” blocca finalmente la mamma, il tempo sembra fermarsi del tutto: la donna si volta nella direzione indicata dal dito teso del figlio e il disegno quasi in primo piano evidenzia la gioia e la meraviglia di questa mamma che ha atteso, non sempre ma almeno nel momento più significativo.

Qui siamo quasi al termine della storia: sta iniziando a piovere!
Qui siamo quasi al termine della storia: sta iniziando a piovere!

Un aspetto che mi ha commossa e che ho molto apprezzato è stato che questa mamma tanto di fretta non sia comunque vista come un’antagonista o un personaggio negativo. Fin dalla copertina e poi per tutte le tavole interne, la donna è rappresentata con un viso sorridente, mentre tiene per mano il suo bambino (e lo copre con la giacchetta quando inizia a piovere): una figura insomma che, pur nella sua fretta, rimane positiva, materna, affettuosa.

Il volume viene suggerito per la fascia d’età dai 4 anni in poi, ma secondo me è perfetto per essere sfogliato anche da bambini più piccoli (intorno ai 3 anni e magari addirittura prima). Il fatto che il testo sia ridotto a sole tre parole farà si che tutti possano seguire con immediatezza la storia e anche i più piccini, che magari non capiranno appieno il messaggio trasmesso dall’autrice, si perderanno nei dettagli delle illustrazioni, notando i pesci che guizzano nell’acquario, gli operai al lavoro, i pedoni elegantemente vestiti, il meraviglioso doppio arcobaleno finale. Non c’è un vero limite superiore d’età, i bimbi più grandi potranno ovviamente sfogliarlo da soli anche se per loro risulterà probabilmente un po’ troppo semplificato nella struttura.

La mia esperienza: ho visto questo volume in libreria, non l’ho acquistato perché ero di fretta (!) ma mi sono ripromessa di farlo alla prima occasione perché credo che sia una tenera ed evocativa celebrazione dell’importanza di prendersi il proprio tempo e della gioia di aver trovato un attimo di calma per toccare la pioggia, guardare le farfalle, farsi leccare la mano da un cagnolino. Credo inoltre che i bambini non possano non apprezzare “Aspetta” perché ricorderà loro tutte le volte in cui sono stati spronati ad affrettarsi e costretti così a perdere le meraviglie innumerevoli intorno a loro.

Età per cui lo suggerisco: lettura ad alta voce dai 3 anni

Valutazione: acquisto davvero consigliato! 03-reading-a-book

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