“Gli Elfi di Cintra” di Terry Brooks – Recensione

[Titolo originale: The Elves of Cintra]

Il mio giudizio in breve:

Come il romanzo precedente, anche questo (incentrato soprattutto sugli elfi) non ha un vero finale; rispetto al primo volume è molta di più la componente d’azione, minore l’introspezione ed evoluzione dei personaggi. Nel complesso mi è piaciuto di più, anche per l’atmosfera meno cupa, nonostante ci siano alcuni episodi che paiono poco significativi allo sviluppo della trama.

GS2

 

Partendo proprio dove la narrazione si era interrotta ne “I figli di Armageddon” (questo il post della recensione), Brooks ne “Gli Elfi di Cintra” prende i personaggi già conosciuti e li spinge verso la conclusione, che tuttavia giungerà inevitabilmente nell’ultimo libro della serie. Pur soffrendo dunque della “sindorme” tipica di tutti gli episodi centrali di una trilogia (che di fatto non hanno un vero inizio né una vera fine), il romanzo riesce a mantenere un eccellente climax narrativo e pur concludendosi senza chiudere nessuna delle quattro storie principali non termina nemmeno con un cliff-hanger brusco come il suo prequel. Senza contare che i protagonisti – benché non raggiungano gli obbiettivi a cui puntano – compiono sicuramente dei passi avanti notevoli sulla strada verso il perseguimento dei loro fini.

Mentre il primo libro della trilogia ha seguito principalmente le vicende di Logan Tom e degli Spettri, questo secondo romanzo sviluppa soprattutto la sottotrama relativa agli elfi ed alla loro ricerca delle Pietre Magiche e del Loden, pur mantenendo una struttura narrativa per cui si alternano questi due gruppi primari (ognuno con le proprie avventure) e saltuariamente viene data attenzione a gruppi più piccoli che lentamente convergono gli uni verso gli altri. Come già nel primo volume, la storia è dunque abbastanza frammentata ma non troppo discontinua, l’unico appunto che mi sento di fare in merito è che la vicenda di Falco è davvero ridotta a poco più di una comparsata pochissimo approfondita: credo che un maggiore sviluppo avrebbe mantenuto più alta la tensione sul ruolo del Variante nel libro finale.

Una differenza rilevante che ho individuato rispetto a “I figli di Armageddon” risiede nell’atmosfera ricreata: benché sia ancora diffusa e ben percettibile la disperazione che incombe sui vari gruppi (specie dal momento che molti dei loro membri si trovano spesso a sfiorare la morte), si riscontra comunque un maggior senso di speranza. Anche l’ambientazione si è fatta meno cupa, pur restando quella devastata ed avvelenata di una terra post-apocalittica: sia le zone abitate o attraversate dagli elfi, sia le campagne e i deserti in cui si muovono gli Spettri appaiono (per quanto devastate) meno raccapriccianti delle città e dei luoghi descritti nel libro precedente.

E’ quasi come se l’aver spostato l’attenzione sulle vicende degli elfi avesse in qualche modo fatto virare anche la realtà circostante dagli scenari urbani (colmi solo di macerie, putrefazione e pericoli) ad un paesaggio più coerente col fantasy propriamente detto: fitte foreste, fiumi impetuosi, montagne inacessibili, grotte colme di magia primordiale.

Un altro aspetto che, pur nella continuità delle vicende narrate, distingue “Gli Elfi di Cintra” dal primo romanzo della trilogia è anche il peso conferito rispettivamente alle scene d’azione e a quelle di introspezione. Contrariamente a quanto accade per oltre metà de “I figli di Armageddon“, che costituisce di fatto una presentazione del mondo e dei personaggi, e dove quindi la componente avventurosa è di fatto circoscritta e limitata a qualche episodio per così dire sporadico, in questo secondo libro i momenti di suspense, gli scontri, i colpi di scena sono decisamente più numerosi.

Se questa caratteristica (che io valuto comunque come positiva) ha l’effetto di avvincere il lettore e mantenere sempre alto il ritmo della storia, comporta tuttavia un minor sviluppo dei personaggi, che personalmente non mi sembra crescano in maniera significativa in questo capitolo della trilogia. L’esempio più eclatante è forse Angela Perez: questa donna ispanica cresciuta in città e votata a salvare i bambini deve superare dubbi che l’hanno afflitta fin dall’inizio in questo mondo deteriorato e snaturato, eppure, nonostante l’epico confronto finale che avrà con il male, Brooks non ci mostra i passaggi che la portano a credere e soccorrere delle creature magiche che fino a pochi giorni prima non credeva neppure potessero esistere.

Nè mi sento di affermare che ottengono maggiore approfondimento gli altri personaggi, in particolare gli Spettri, che di fatto sono troppo numerosi perché ciascuno di loro riesca a ritagliarsi una vera individualità. Nonostante le difficoltà incontrate nel lasciare Seattle, il successivo viaggio di Logan con i ragazzi appare di una lentezza quasi frustrante e movimentato da episodi che personalmente giudico poco significativi nell’economia globale della storia. La breve parentesi di Fiamma e il ragazzo sfigurato o gli incontri di Logan con il Senatore e il Cavaliere del Verbo rinnegato non mi sono parsi davvero pertinenti, quanto piuttosto dei pretesti per movimentare il loro cammino e giustificare i flashback sul passato dei personaggi coinvolti.

Considerando che fra il primo romanzo e questo i personaggi agiscono da circa 500 pagine, ormai il lettore li conosce abbastanza bene e questi frammenti di vita (che fra l’altro si somigliano tutti perché descrivono sempre, declinata in varie sfumature, la storia di un’infanzia tragica, di bambini abbandonati che lottano per sopravvivere) arrivano troppo tardi nella narrazione per essere di reale valore. Hanno più che altro l’effetto di rallentare il ritmo, altrimenti davvero sempre serrato, della narrazione.

Un aspetto che invece giudico come decisamente positivo è il fatto che spesso vengono messi in discussione le motivazioni, l’affidabilità e le probabilità di riuscita di alcune delle figure (anche quelle chiave). Non solo gli eroi non sono perfetti, ma il tono della narrazione suggerisce che sicuramente alcuni – forse molti – dei personaggi principali non sopravviveranno attraverso l’intera trilogia, finendo per sacrificarsi per il bene degli altri. Questo fattore aggiunge una notevole tensione alle sequenze più avventurose e rende più realistiche le vicende descritte perché solo raramente si sa d’istinto che uno dei protagonisti prevarrà semplicemente perché è l’eroe.

Quello che probabilmente mi è piaciuto meno, ed è un giudizio comune ad entrambi i volumi de “I figli di Armageddon” e “Gli Elfi di Cintra“, sono i particolari “non originali” della storia, quelli che mi fanno pensare di aver già incontrato una trama simile in altre letture. Mi riferisco ovviamente alla componente religiosa dei Cavalieri del Verbo e del Variante (un salvatore nato da una donna ma non esattamente figlio suo, il che ricorda decisamente troppo da vicino Gesù) ma anche – per esempio – ai Divoratori. Come non paragonare queste figure, che si nutrono di disperazione e che gli uomini normali sono impossibilitati a vedere, con i Dissennatori di Harry Potter?

Comunque, a parte il fastidio per questi evidenti “prestiti” che Brooks si è concesso ed il fatto di rappresentare il volume di mezzo di una trilogia, ritengo che “Gli Elfi di Cintra” sia un romanzo appassionante, con un ritmo veloce, tanta azione e vicende che tengono avvinta l’attenzione del lettore, conservando una certa autonomia e solidità pur nell’ovvia appartenenza a uno sviluppo più ampio. Non posso giudicare l’intera serie in modo efficace perché non ho ancora letto il volume conclusivo, tuttavia questo capitolo mi è piaciuto e ha certamente stuzzicato il mio appetito per il libro finale della trilogia.

Voto:gifVotoPiccola gifVotoPiccolagifVotoPiccolagifVotoPiccola

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...