“Macabro quiz” di Agatha Christie – Recensione

[Titolo originale: Cat among the pigeons]

Il mio giudizio in breve:

Romanzo interessante ma non perfettamente bilanciato, in cui si alternano alcuni particolari un po’ forzati o fumosi ad altri molto ben congegnati. L’ambientazione del collegio femminile è intrigante ma i numerosi personaggi la rendono un po’ anonima e non fanno risaltare al meglio i caratteri dei sospettati. 

macabroQuiz

Questo post, come altri dedicati ai libri della Christie e al suo investigatore Poirot, fa parte di una “serie” di articoli collegati al telefilm attualmente in onda il sabato pomeriggio in televisione: questo il link al post che ricapitola l’argomento.

Dopo un post mattutino dedicato alla narrativa per l’infanzia, ho pensato di pubblicare un secondo articolo che, trattando di uno dei numerosi romanzi della regina del giallo Agatha Christie, a modo suo prosegue in quella che idealmente potrei considerare una maniera alternativa di celebrare la festa della donna.

Questo romanzo, scritto nel 1959 e come tutte le opere della Christie ambientato in epoca contemporanea, inizia a Ramat, fittizio staterello del Medio Oriente che si trova sull’orlo della rivoluzione. La situazione è a tal punto tesa, che il giovane principe regnante non solo sta progettando di fuggire all’estero per salvare la propria vita, ma affida anche il patrimonio di famiglia (costituito da alcune preziosissime gemme) ad un suo caro amico inglese. Il giovanotto riesce a trovare un espediente che gli permetta di contrabbandare le gemme fuori dal paese, tuttavia i due muoiono entrambi cercando di fuggire e la sorte dei gioielli pare perdersi nel nulla anche se un gran numero di persone e di governi si mettono alla loro ricerca.

La narrazione si sposta poi in avanti di tre mesi e mostra l’inizio dei corsi estivi nell’esclusivo collegio femminile inglese di Meadowbank. Qui si intrecciano non solo le aspettative e i dubbi del personale (dalla titubanza della direttrice ad andare in pensione alle diverse disposizioni d’animo delle varie insegnanti) ma anche intrighi di più vasta portata che sembrano legati sia al fatto che una delle nuove studentesse è la cugina del defunto principe di Ramat sia alla probabile, casuale presenza nella scuola delle gemme che in tanti ambiscono a recuperare. Non sorprenderà dunque troppo che Meadowbank divenga presto teatro di efferati crimini, fra i quali più di un omicidio, e di fatti quanto meno strani dei quali il locale ispettore di polizia fatica a venire a capo.

Per fortuna una delle studentesse ricorderà che un certo anziano investigatore belga era stato tanto brillante nello scagionare tempo prima un innocente conosciuto da un’amica di sua madre, dunque la ragazza si recherà a Londra da Poirot, che con il solito approccio metodico e i ragionamenti accurati giungerà alla soluzione di ogni mistero.

Ciò che più mi ha colpita di questa ennesima avventura del rodato investigatore dai baffi imponenti e le scarpe di vernice, è la leggerezza con cui la Christie ha mescolato nella trama elementi che rendono il libro un ibrido (nel complesso abbastanza ben riuscito) tra il classico romanzo d’investigazione e quello di spionaggio, il tutto condito dalla garbata ironia di stampo britannico che non manca mai nelle opere della regina del giallo.

Anche se la narrazione si svolge in massima parte a Meadowbank, il fulcro dell’azione è completamente legato agli eventi accaduti a Ramat e ben presto la placida atmosfera inglese cede a quella degli intrighi internazionali fatti di complotti, sotterfugi, false identità. Mi è piaciuto questo doppio aspetto del romanzo, anche perché l’ambientazione in un collegio femminile rendeva plausibile anche l’ipotesi che il giallo si facesse maggiormente psicologico nel caso in cui il colpevole fosse stato una delle studentesse.

Nel volume si incontrano più personaggi di quanto non accada solitamente nei lavori della Christie, il che rende impegnativo per il lettore sia individuare l’assassino sia destreggiarsi al meglio nella ridda di figure femminili che fanno capolino fra le pagine. Personalmente ho trovato che impostare la storia in una scuola, invece che nel tradizionale villaggio di campagna o nella elegante dimora dell’upper class, sia un cambiamento positivo, che ha permesso all’autrice di movimentare la narrazione dipingendo le relazioni fra le insegnanti e le ragazze, l’eccitazione delle studentesse per il primo omicidio, i segreti e le opinioni dei vari personaggi. Purtroppo la presenza di così tanti comprimari ha fatto si è che in linea generale essi non siano stati approfonditi come la scrittrice è abituata a fare, anzi alcuni sono semlicemente nomi buttati lì nella pagina e incontrati di nuovo giusto una o due volte in tutto. Ciononostante l’atmosfera da esclusivo collegio per fanciulle mi sembra ben resa e l’idea di così tante vite innocenti potenzialmente in pericolo aggiunge un certo ulteriore senso di pericolo e di urgenza alla soluzione del caso.

Completa il quadro la componente di spionaggio, che a tratti trasforma quasi il romanzo in una moderna avventura di cappa e spada, con identità segrete, sospetti, segreti misteriosi, gioielli nascosti, implicazioni del governo. Inizialmente mi è piaciuto questo aspetto della trama, ma a lettura conclusa ritengo che la Christie abbia forse conferito troppa enfasi allo spionaggio ed alla politica internazionale. A volte dei particolari (come il probabile nascondiglio delle gemme o la reale identità del giovane Adam) sono comunicati troppo presto e mentre questo è coerente con una spy story, indebolisce un po’ l’indagine gialla in senso stretto.

Che i delitti siano collegati, direttamente o indirettamente, ai gioielli è ovvio fin da subito, gli omicidi hanno luogo piuttosto tardi nel libro e Poirot stesso compare solo a tre quarti della storia. Paradossalmente, visto che la quasi totalità delle indagini è stata curata dal locale ispettore di polizia, da un agente governativo e persino da una ragazza particolarmente intelligente, sarebbe stato forse preferibile che Poirot non venisse coinvolto affatto. Anche perché alcuni passaggi, come l’epilogo, sono talmente avulsi dalle conoscenze che il lettore ha accumulato fino a quel momento, da rendere il tutto per quanto coerente davvero difficile da “inserire nel quadro”.

Indiscutibilmente questo libro è, per molti aspetti, un romanzo al femminile: non solo per la presenza di tante donne nel cast dei personaggi, ma per l’enfasi che viene data ai pettegolezzi, ai ricatti, alle madri, al fascino che le gemme esercitano su chi le possiede. E forse tutta questa enfasi, che senza dubbio rallenta un po’ il ritmo della storia, contribuisce ad indebolire la doppia trama che intreccia lo spionaggio legato ai gioielli e le indagini sull’omicidio. Analogamente credo che i due aspetti avrebbero potuto essere combinati meglio in un’opera più corposa, dove lo sviluppo dei personaggi avesse maggior peso.

Chi è un appassionato lettore della Christie apprezzerà, molto probabilmente, “Macabro quiz“, che nello svolgimento spy story ricorda un po’ i libri di Tommy e Tuppence o “Il segreto di Chimneys“. A coloro invece che per la prima volta si accostano a questa autrice suggerirei di iniziare da altri romanzi, per esempio Poirot e la strage degli innocenti, Il terrore viene per posta” oAddio miss Marple.

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