“La leggenda dei tre alberi” di Elena Pasquali e Sophie Windham – Presentazione

Il libro del quale ho scelto di parlare quest’oggi non è propriamente legato alla Pasqua, ma è una bella storia di fede e speranza che – ovviamente – si può leggere sempre, pur risultando forse particolarmente indicata a Natale e Pasqua. Mi riferisco al volume, stampato dalle Paoline nella collana “Chicchi di grano“, “La leggenda dei tre alberi“, illustrato da Sophie Windham e scritto da Elena Pasquali riadattando un racconto tradizionale.

La copertina
La copertina

La storia è incentrata su tre alberi che crescono sopra una collina sognando dei destini diversi, che si fanno sempre meglio definiti man mano che le stagioni passano e le tre piante crescono. Uno sogna di essere intagliato in uno scrigno che contenga ricchezze e tesori degni di un re, un altro di diventare l’inaffondabile nave di un potente sovrano, l’ultimo di continuare a crescere sulla collina e puntare per sempre al cielo. Ad un certo punto però giungono gli uomini, che abbattono gli alberi e li utilizzano per scopi apparentemente molto diversi da quelli che erano i desideri degli alberi stessi, che vengono infatti trasformati rispettivamente in una mangiatoia, una barca da pesca, una croce. Gli alberi credono ormai che le loro grandi aspettative non potranno più realizzarsi ed invece oguno, a modo suo, diverrà parte della più grande storia mai raccontata – quella di Cristo.

L’albero che sognava di contenere grandi ricchezze diviene infatti la mangiatoia in cui la Madonna depone Gesù appena nato – il più grande fra i tesori del mondo. L’albero che desiderava la gloria di essere una nave reale è stato intagliato così da diventare la barca sulla quale Cristo navigava nell’occasione in cui con uno dei suoi primi miracoli calmò il mare e la tempesta. L’albero infine che sperava di puntare sempre al cielo è stato trasformato nella croce sulla quale Gesù ha trovato la morte terrena, consapevole dopo la resurrezione di Cristo che anche il suo legno sarebbe divenuto simbolo di vita.

La storia, commovente e toccante, è ben raccontata da Elena Pasquali, al punto che riesce davvero a coinvolgere emotivamente sia adulti che bambini. Non solo è uno spunto di discussione sui modi diversi in cui i sogni possono realizzarsi anche quando in apparenza la vita sembra molto lontana dalle attese individuali, ma permette di introdurre ai più piccoli il concetto che anche se le cose non accadono come noi desideriamo esse accadono comunque come Dio le ha programmate e potrebbero ugualmente portare a compimento le nostre speranze. Perché questo io ritengo sia “La leggenda dei tre alberi”, una storia di speranza e di fede.

Due delle pagine interne con le delicate e dettagliate, ma un pochino anacronistiche, illustrazioni - dall'edizione inglese del libro
Due delle pagine interne con le delicate e dettagliate, ma un pochino anacronistiche, illustrazioni – dall’edizione inglese del libro

Trovo che, per essere una pubblicazione destinata all’infanzia, questo libro risulti in effetti molto piacevole a tutte le età. Il racconto cattura la vita di Gesù molto abilmente, intrecciando le ricorrenze che da allora festeggiamo con le diverse stagioni della nostra vita.

Il testo è scorrevole, semplice ma intenso, e ben si accompagna alle immagini – grandi e ricche di dettagli – che non mancheranno di catturare l’attenzione dei bambini. Non ci sono colori violenti o scene crude in questo libro, le tavole all’inizio potranno sembrare quasi un accompagnamento in sordina rispetto alla componente scritta, ma sono davvero piene di particolari (come i piccoli animali) che incuriosiscono i bimbi.

In effetti a ben guardare i disegni sono un po’ anacronostici perché uomini e donne vestono quelli che potrebbero sembrare abiti tradizionali dei primi coloni americani o comunque di contadini europei ed in molte scene compaiono elementi temporalmente fuori di posto: spesso gli uomini portano larghi cappelli neri a tesa larga e le donne grembiuli bianchi da pellegrini, i soldati ai piedi della croce paiono più guardie medievali che centurioni romani. Ma pur risultando sicuramente fuori luogo, questi fantasiosi anacronismi non rendono meno attraenti le illustrazioni, il cui pezzo forte a mio avviso non sono tanto le figure umane quanto gli animali e la natura. Personalmente ho giudicato splendide le tavole di apertura (per esempio quelle che mostrano il succedersi delle stagioni).

Altro esempio di pagine interne, sempre dall'edizione inglese del libro
Altro esempio di pagine interne, sempre dall’edizione inglese del libro

La mia esperienza: durante la lettura sia io che i miei figli siamo rimasti particolarmente avvinti e commossi dalla storia del terzo albero, che a differenza dei precedenti si sente subito triste quando capisce che sta per essere abbattuto perché questo rende impossibile – almeno a prima vista – il realizzarsi del suo desiderio più grande. Anche i successivi contrasti nella sua storia – il buio e l’alba; la morte e la vita – ci hanno lasciati pieni di emozione al termine della lettura.

Età per cui lo suggerisco: lettura ad alta voce dai 4 anni – lettura autonoma dai 6 anni e mezzo

Valutazione: acquisto assolutamente consigliato! 03-reading-a-book

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