“A letto, piccolo mostro!” di Mario Ramos – Presentazione

Sono stata a lungo incerta se dedicare un post a questo libro perché a distanza di un paio di mesi dall’acquisto non so ancora bene che giudizio darne. Ho scelto di acquistarlo in un momento in cui i capricci di mia figlia (all’epoca sui 4 anni) per andare a letto avevano raggiunto una fase di difficile contenimento, poi la situazione era migliorata in modo spontaneo e il libro era rimasto intonso, in attesa. Come temuto con il sopraggiungere della primavera e l’allungarsi delle giornate lei ha di nuovo deciso di voler rimanere alzata di più, così da prolungare le sue attività, e allora abbiamo provato ad affrontare la questione leggendo insieme “A letto, piccolo mostro!“. Io sono rimasta abbastanza delusa dal libro, mia figlia lo ha trovato nel complesso divertente ma non posso dire che l’abbia aiutata a gestire il momento della nanna. Insomma, ancora adesso non saprei bene se consigliarlo o meno …

Copertina
Copertina

Ho scelto questo libro a scatola chiusa, fidandomi del titolo (che lo indicava come legato al problema che speravo mi aiutasse a gestire), dei pareri positivi letti un po’ ovunque online e della casa editrice Babalibri che di solito pubblica volumi di nostro gusto – l’eccezione più notevole finora è “La principessa, il drago e il prode cavaliere” di Geoffroy de Pennart che ai miei figli è piaciuto poco (ne ho parlato qui). E’ possibile scegliere “A letto, piccolo mostro!” in due formati, quello più grande con copertina rigida e quello tascabile con copertina flessibile: io ho preferito il secondo perché più economico, ma questa è più che mai una questione di preferenze personali.

La storia (così come i disegni che la accompagnano, il cui stile è decisamente fra quelli che meno mi entusiasmano) è infatti esattamente la stessa per le due edizioni: un papà cerca di portare a letto il suo bambino, che però appare curiosamente ritratto come un piccolo mostro. Prima che questo verde mostriciattolo si addormenti, sia lui che il padre si sono arrabbiati più volte, il piccolo per i tipici motivi che ogni genitore ben conosce (doversi lavare i denti e fare pipì, scegliere il libro da leggere prima di dormire, la voglia di un ultimo bicchiere d’acqua), l’adulto per l’esasperazione che questi infiniti contrattempi e capricci fanno nascere. Finalmente il figlio si decide a restare nel letto disteso – e non a saltarci sopra – ma proprio al momento del bacio della buona notte si vede che anche il papà è diventato a sua volta un mostro.

Non mi aspettavo che il racconto si sviluppasse in questo modo, ma ho trovato comunque simpatico il modo in cui descrive davvero tutte le tipiche dinamiche della vita serale – o forse sarebbe meglio dire dello scontro – di un bimbo piccolo e dei suoi genitori. Ci sono tutti i dispetti messi in atto dai bambini per posticipare l’ora della nanna, ed in questo caso è sicura l’immedesimazione degli ascoltatori con quanto raccontato, ma mi è dispiaciuto che l’autore abbia scelto di riportare quasi esclusivamente gli aspetti negativi, i rimproveri degli adulti e i capricci dei piccoli.

Un altro aspetto che non mi ha convinta, tutt’altro, sono le espressioni (sia nel testo che nelle immagini) di questo papà corrucciato, arrabbiato, sempre più irritato: è vero che gli adulti si innervosiscono e spazientiscono di fronte ai reiterati tentativi dei bambini di rimanere alzati, ma è davvero utile evidenziarlo nel libro? Io credo che per “vincere la battaglia” della messa a letto l’ideale sarebbe ricreare un clima sereno: magari non si riesce a farlo (io per prima a volte perdo la pazienza), ma non mi pare né tranquillizzante né educativo leggere a mia figlia di un papà che urla al suo piccolo “Vieni a letto piccolo mostro!“.

Papà e figlio alle prese con l'impresa di lavarsi i denti
Papà e figlio alle prese con l’impresa di lavarsi i denti

Anche questo sostantivo, mostro, usato fin dall’inizio per definire il bambino capriccioso mi sembra eccessivo, tant’è che durante la lettura io l’ho sostituito con “draghetto”, giocando sul fatto che se ci arrabbiamo tutti diventiamo un po’ dei draghi – verdi di rabbia – come è rappresentato il bimbo per tutta la storia.

Mi ha lasciata perplessa pure il finale, con il figlio che esclama a sua volta “Buona notte,papà, mostro!” e questo genitore che si trasforma anche lui in una brutta creatura verde: immagino che l’autore volesse lasciar intuire che tutti (anche gli adulti) possono diventare dei piccoli mostri se perdono la pazienza, ed anche che ogni cosa viene interpretata in modo diverso a seconda del punto di vista da cui si guarda (per cui anche un bambino può pensare riferito ai genitori “per me il vero mostro sei tu”). Se i messaggi impliciti sono questi sono effettivamente messaggi educativi, ma non credo che siano facilmente comprensibili ai piccoli qui questo libro è destinato, che paradossalmente potrebbero veder acuirsi i loro eventuali conflitti coi genitori.

Mia figlia quando le ho letto questa storia non è stata critica come me ma nemmeno si è dimostrata entusiasta: l’ha divertita vedere che anche un altro bambino – e non solo lei – fa i suoi stessi capricci prima di dormire, ma è anche rimasta sorpresa da alcuni comportamenti a lei estranei (per esempio il fatto che invece di lavarsi i denti il piccolo usasse lo spazzolino per pulire il lavandino l’ha spinta a osservare che era proprio un monello e non si comportava bene). Insomma la mia impressione è stata che anche lei si aspettasse di meglio a livello di trama e abbia trovato il racconto un po’ noioso, né educativo né divertente.

La mia esperienza: come ho spiegato nel resto del post, a me il libro non è piaciuto e a mia figlia – pur non spaventandola o altro – non ha particolarmente divertito né l’ha spinta a vivere con meno conflitti il momento precedente la nanna. Personalmente quindi non mi sento di consigliare “A letto, piccolo mostro!” suggerendo semmai di prenderne una copia in prestito per provare a sfogliarlo coi propri bambini e solo nel caso in cui a loro interessi molto scegliere di acquistarlo.

Età per cui lo suggerisco: lettura ad alta voce dai 3 anni

Valutazione: acquisto non consigliato perché non mi ha convinta (e soprattutto non mi sembra abbia coinvolto o appassionato i bambini a cui ho letto il libro) l’approccio scelto dall’autore in testo e disegni per affrontare il tema dei capricci prima della nanna.Acquisto non consigliato

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