Non è un libro ma … Recensione di un gioco da tavolo: “Carcassonne” e “The Kids of Carcassonne” (My First Carcassonne)

Da un po’ di tempo non avevo più scritto post dedicati ai giochi in scatola, probabilmente perché avevo avuto tanto da dire sui libri (per l’infanzia e non) da non lasciarmi spazio per altri argomenti. Ma così come credo che in tante occasioni sarebbe bello far si che i piccoli dedicassero cinque minuti alla lettura piuttosto che alla solita TV, analogamente ritengo che anche i giochi da tavola siano una più che valida alternativa ai videogiochi o ai cartoni animati. Il gioco infatti aiuta a socializzare, mette di fronte a una sfida, insegna (si spera) a perdere ma anche a collaborare, sviluppa la logica, la memoria o la destrezza … Quest’oggi ho dunque deciso di parlare di due giochi che noi possediamo e si sono rivelati molto interessanti per i miei figli: “Carcassone” e la sua versione baby (appositamente studiata per la fascia d’età fra i 4 e gli 8-10 anni) “The Kids of Carcassonne“.

La scatola italiana di "Carcassonne" (il gioco è comunque del tutto indipendente dalla lingua, regolamento a parte)
La scatola italiana di “Carcassonne” (il gioco è comunque del tutto indipendente dalla lingua, regolamento a parte)

“Carcassonne” è, fra i giochi da tavolo “moderni” (non dell’epoca di Monopoli, Scarabeo o Risiko, tanto per fare degli esempi), uno dei più noti. Esso si basa sul meccanismo del piazzamento di tessere: vi sono infatti a disposizione dei giocatori un gran numero di tessere, le quali raffigurano parti di un paesaggio agreste (campi, strade, città fortificate, fiumi, monasteri) e ad ogni turno un giocatore, dopo aver pescato una tessera casuale dal mazzo di quelle disponibili, la sistema sul tavolo. Unica regola da rispettare è che il disegno raffigurato non contrasti con quelli delle tessere già presenti: se una tessera ha una strada che esce da un lato, non si potrà mettere quel lato accanto ad una tessera che rappresenta un muro cittadino o un monastero, ma solo dove c’è un’altra porzione di strada. Il giocatore potrà poi piazzare sulla tessera appena posizionata uno dei suoi omini, per prendere possesso della strada, città, monastero o pascolo che si va delineando; il possesso di tali elementi porterà punti ai vari giocatori e quando tutte le tessere saranno state sistemate vincerà chi avrà totalizzato il punteggio maggiore.

Le regole sono naturalmente più complesse di quanto io ho scritto (anche perché nel tempo, visto il successo del gioco, sono state pubblicate numerose espansioni con tessere e comportamenti aggiuntivi); l’idea è comunque quella di studiare le possibilità offerte dal terreno che si va via via formando, decidendo non solo dove piazzare la propria tessera ma anche se e quando prenderne possesso con un omino (gli omini non sono infiniti). Personalmente “Carcassonne” mi piace, l’ho giocato sia con mio marito che con alcuni amici (e persino col mio figlio più grande, semplificando un po’ le regole) e quindi ho acquistato con piacere la sua versione destinata all’infanzia.

Piazzamento di tessere e meeples nel corso di una partita di Carcassonne
Piazzamento di tessere e meeples nel corso di una partita di Carcassonne

The Kids of Carcassonne” mantiene la logica di Carcassonne “piazzare tessere, posizionare segnalini, segnare i punti” semplificandola a beneficio dei più piccoli: nel proprio turno un giocatore prende una tessera e la piazza (siccome le tessere sono quadrate e ciascuna presenta una strada in uscita su ogni lato, non ci sono problemi di incompatibilità tra tessere adiacenti). Sulla tessera sono spesso disegnati uno o più bambini, vestiti nei colori abbinati ai giocatori: quando una strada viene chiusa, tutti i giocatori che hanno dei bambini del proprio colore disegnati su quel tratto di strada piazzano in corrispondenza del bambino disegnato un baby-meeple (nome tecnico dei segnalini, in quanto gli omini di Carcassonne prendono il nome di meeples). Vince chi per primo termina i baby-meeples del suo colore oppure chi ne ha piazzati in campo di più nel momento in cui terminano le tessere.

Scatto ravvicinato di una tessera coi baby-meeples piazzati in corrispondenza dei bambini del medesimo colore
Scatto ravvicinato di una tessera coi baby-meeples piazzati in corrispondenza dei bambini del medesimo colore

Come si può facilmente intuire se si conosce il gioco base, “The Kids of Carcassonne” pur preservando l’aspetto e il concetto di tessere-omini tipico di Carcassonne, risolve quelli che sono i due problemi maggiori per un bambino: ragionare spazialmente (per capire quali sono i posizionamenti validi delle tessere, e fra questi quali i più vantaggiosi per lui) ed il conteggio dei punti vittoria. Per quanto riguarda il primo aspetto, “The Kids of Carcassonne” presenta come ho già scritto tessere che hanno sempre quattro strade sui vari lati, quindi non ci sono affiancamenti di tessere proibiti, e anche per i più piccoli è immediato capire che la cosa più conveniente è cercare di chiudere le strade su cui si trovano personaggi del loro colore. La parte dei punteggi è invece del tutto assente: basta guardare quanti baby-meeple ogni giocatore deve ancora piazzare (non serve nemmeno saper contare troppo bene).

Le scatole della versione per bambini: la prima edizione "The Kids of Carcassonne" e la più recente "My First Carcassonne"
Le scatole della versione per bambini: la prima edizione “The Kids of Carcassonne” e la più recente “My First Carcassonne”

Dimenticavo di dire che “The Kids of Carcassonne” esiste solo, a quanto ne so, nella versione inglese o tedesca: non è un gran danno perché le tessere e il gioco stesso sono del tutto indipendenti dalla lingua. Noi abbiamo scelto la versione inglese per non avere difficoltà con la lettura del regolamento, ma ho notato che in rete è possibile scaricarne da vari siti delle traduzioni (anche in italiano). Ho visto (proprio nel cercare conferma che il regolamento è disponibile online) che esiste una nuova versione del gioco, denominata “My First Carcassonne“, che a giudicare dalla scatola pare semplicemente una riedizione più recente del medesimo prodotto.

L’ambientazione è secondo me ben resa in entrambe le versioni del gioco, sia quella standard (con le sue numerose espansioni), sia quella dedicata ai bambini. La grafica è relativamente schematica e poco colorata in “Carcassonne” (scelta sensata perché si deve avere subito un colpo d’occhio sul terreno che via via si allarga), mentre tutto diventa più vivace nella versione baby. Qui le tessere sono più grandi (oltre che più spesse e resistenti), decisamente più colorate, con disegni giocosi più ricchi di particolari; anche i meeples sono più grandi e il loro aspetto un po’ più tondeggiante, quasi “da bambini”.

Tessere e baby-meeples durante una partita di "The Kids of Carcassonne"
Tessere e baby-meeples durante una partita di “The Kids of Carcassonne”

La componentistica è tutta qui: tessere e meeples, ma per il tipo di gioco non serve altro. Sicuramente “The Kids of Carcassonne” non avrà sui più piccoli lo stesso appeal di giochi di grande impatto scenico come “Caccia al fantasma” o “La torre degli incantesimi” (tanto per citare i due titoli dei quali ho già parlato anche sul blog – qui e qui i riferimenti ai post), ma il suo pregio non è nella grafica e nella componentistica. Il motivo per scegliere “The Kids of Carcassonne” e proporlo ai propri figli è di avvicinarli ad un modo “più adulto” ma pur sempre divertente di concepire il gioco da tavolo, dove la fortuna ha minor peso (è limitata alla pesca delle tessere) e la vittoria dipende soprattutto dalla logica e dall’attenzione.

Tessere e meeples a confronto fra la versione standard del gioco e quella per bambini
Tessere e meeples a confronto fra la versione standard del gioco e quella per bambini

Le meccaniche di gioco sono quelle che ho già citato in precedenza nel post: piazzamento di tessere e controllo del territorio, aspetto quest’ultimo reso meno significativo (se non del tutto assente) nella versione per bambini “The Kids of Carcassonne” ma decisamente presente nel gioco originale.

La nostra esperienza: ai miei figli è piaciuto, ne giochiamo tutti insieme la versione destinata ai più piccoli (mia figlia di 5 anni è davvero troppo giovane ancora per quella normale) e con mio figlio ormai la alterniamo sempre più spesso a “Carcassonne“. Il bello è proprio che questo titolo, già nella sua versione baby ma anche nell’altra, ha regole molto semplici e si presta a diversi livelli di complessità, venendo giocato in modo più ragionato a 7 o 8 anni ed in modo più casuale a 4. E’ come se il gioco si adeguasse alla crescita dei bambini, il che lo rende estremamente longevo.

 

gif-board-games

Queste le caratteristiche riportate sulla scatola:

Carcassonne
Gioco da 2 a 5 giocatori (6 con espansioni)
Età dagli 8 anni in su
Durata di una partita: 30 minuti

The Kids of Carcassonne
Gioco da 2 a 4 giocatori
Età dai 4 anni in su
Durata di una partita: 20 minuti

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...