“Il mercante e il pappagallo” di Jalal al Din Rumi – Presentazione

Dopo aver scoperto le pubblicazioni realizzate da Valentina Edizioni – marchio di Francesco Brioschi Editore – attraverso l’interessantissimo volume “Ciao, sono zero!” di Luca Novelli (che ho presentato in questo post), incuriosita dall’approccio divertente e curioso della collana “I genietti” ho cercato qualche altro libro di altre collane dedicate ai più piccoli. Mi sono così imbattuta nella serie “Storie dell’altro mondo“, un nuovo progetto che attraverso la collaborazione con un gruppo di case editrici per l’infanzia persiane permette di proporre in Italia dei classici favolistici di quel paese remoto e ricco di fascino. Il titolo di cui voglio parlare oggi, “Il mercante e il pappagallo“, è stato pubblicato nell’ottobre 2015.

La copertina, fronte e retro, del volume
La copertina, fronte e retro, del volume

Il libro (36 pagine nel formato 20×27 cm) racconta una storia famosa in Iran ma che io non conoscevo: i protagonisti sono, come afferma il titolo, un mercante ed il suo pappagallo, tenuto rinchiuso in una gabbia perché il mercante ammaliato dalla sua bellezza desidera poterlo avere sempre accanto a sé. Un giorno l’uomo deve recarsi per affari in India, terra d’origine dell’animale, promette per il proprio ritorno feste e regali a chiunque abiti nel suo palazzo. Il pappagallo, triste perché è sempre confinato dentro la sua gabbia, chiede solo che il mercante si rechi nella foresta e racconti di lui ai suoi amici ancora liberi. L’uomo lo farà e al suo ritorno inconsapevolmente porterà in risposta il dono più prezioso per qualsiasi essere vivente.

Un racconto commovente, che si può leggere declinandolo in tante sfumature diverse a seconda del messaggio sul quale si focalizza la propria attenzione, ma che temo vada per forza “spiegato” ai bambini se si vuole che per loro rappresenti qualcosa di più una semplice favola. Infatti i vari spunti di riflessione che offre sono immediati o quasi per un pubblico adulto, ma decisamente meno ovvi per i più piccoli.

Innanzitutto il tema più evidente, ossia capire che l’amicizia e l’amore sono sentimenti da vivere liberamente, senza che uno sia prigioniero dell’altro a causa di questo legame – concetto non così chiaro per i bambini che tendono ad essere egocentrici e vedere solo le proprie esigenze. Strettamente connesso a questo c’è l’insegnamento – altrettanto poco intuitivo per i bimbi – che è purtroppo necessario diffidare degli amici che sono tali solo in apparenza: è quasi spontaneo guardarsi dai nemici, che proprio perché tali sono facilmente individuabili, ma scoprire i falsi amici è più difficile (e doloroso).

La storia, tratta da un testo classico della tradizione favolistica iraniana, il componimento poetico del XIII secolo “Poema Spirituale“, opera del letterato e mistico persiano Jalal-Al-Din Rumi, è stata adatta in modo da renderla con frasi semplici e di immediata comprensione anche per i più piccoli. Centrale nel racconto è la condizione del pappagallo: trattato con cura ed affetto dal mercante, che forse nel suo intimo pensava di essere generoso con quel bell’uccello variopinto al quale non faceva mancare nulla, l’animale è in effetti grato di rallegrare l’uomo con il suo canto e il suo piumaggio vivace. Tuttavia il pappagallo non è felice, anzi viene sempre più distrutto dalla nostalgia della foresta in cui è nato, popolata da suoi simili – più fortunati di lui perché liberi di volare dove desiderano.

Ecco allora emergere anche il concetto di nostalgia e di desiderio di qualcosa di differente da ciò che si ha: il viaggio vero non è banalmente quello verso l’India, ma verso la libertà; il mercante (da autore della costrizione che limita la vita del pappagallo) diventa il mezzo per raggiungere chi può dare la soluzione per cambiare le cose. Mentre un parte del messaggio veicolato dal racconto spinge, come ho scritto prima, a guardarsi dai falsi amici, emerge anche l’idea che la fiducia nel prossimo, in chi è tuo simile, costituisce la chiave di volta per migliorarsi.

Una storia scorrevole da leggere (e la scelta di usare il carattere stampatello maiuscolo la rende adatta anche per i bambini alle prime esperienze di lettura autonoma), ma in cui l’evolversi delle vicende narrate diventa per i lettori e ascoltatori più giovani un po’ difficile da seguire quando si assiste alla scena nella foresta. La narrazione incuriosisce sicuramente gli adulti, soprattutto grazie all’inatteso ed astuto epilogo, ma per lo stesso motivo risulta un po’ oscura ai bambini, che difficilmente la capiranno da soli.

Esempio di pagine interne, immagine tratta dal sito della casa editrice: http://www.valentinaedizioni.it/il_mercante_il_pappagallo.htm
Esempio di pagine interne, immagine tratta dal sito della casa editrice: http://www.valentinaedizioni.it/il_mercante_il_pappagallo.htm

Le illustrazioni, acquarelli di Feeroozeh Golmohammadi, si susseguono in un caleidoscopio di immagini che richiamano gli aspetti più caratteristici (e per noi esotici) della terra in cui la favola è ambientata: ricami delicati sulle lunghe ed impalpabili vesti femminili, fiori stilizzati e arabeschi, tappeti dai colori caldi come quelli delle spezie nei bazaar all’aperto. Ed appoggiate quasi casualmente ad un muro una moderna bicicletta e una valigia chiusa da spesse cinghie di cuioi, preludio al viaggio che tanta importanza riveste nella storia.

Personalmente non posso dire che lo stile dei disegni mi entusiasmi, tuttavia è sicuramente adatto alla pubblicazione e mi sembra che i suoi colori mutevoli e le lunghe pennellate sfumate in genere attirino l’attenzione dei bambini, anche i più piccoli. Il fatto poi che le varie scene occupino l’intera pagina o quasi permette di apprezzarne anche i dettagli, che finiscono così per arricchire non solo i disegni ma lo stesso racconto.

La casa editrice indica questo libro per la fascia d’età fra i 3 e 7 anni, alcuni store online come Amazon lo pongono invece nella categoria 5-8 anni: io credo che il momento migliore per far conoscere “Il mercante e il pappagallo” ai propri figli sia intorno ai 5 anni, quando sono abbastanza grandi per capire (se un adulto li spiega loro) i vari insegnamenti sottesi al testo ma non così cresciuti da trovare poco stimolante la brevità della storia. Il racconto potrebbe poi essere ripreso con piacere intorno ai 6 anni e mezzo, quando i bambini iniziano a leggere da soli, perché come ho già scritto la decisione di usare un carattere in stampatello rende questa favola molto adatta come esercizio di lettura autonoma.

La mia esperienza: abbiamo letto questa insolita favola una sera prima di andare a letto e i miei figli l’hanno ascoltata con interesse ma (soprattutto la più piccola) non hanno capito quale era l’astuto trucco escogitato dal pappagallo per conquistare la sua libertà. Il libro si è rivelato meno intrigante del previsto ma ci ha lasciato comunque il desiderio di scoprire altri titoli della collana; tuttavia il prezzo un po’ elevato di queste pubblicazioni (poco meno di 13 euro il prezzo di copertina) per il momento mi trattiene dall’acquistare altri volumi spingendomi a cercarli piuttosto in una delle biblioteche che frequentiamo.

Età per cui lo suggerisco:  lettura ad alta voce dai 5 anni – lettura autonoma dai 6 anni e mezzo  Acquisto non consigliato

Valutazione: acquisto non consigliato perché, nonostante la storia sia interessante ed originale per la nostra cultura, è troppo complessa per i bambini più piccoli, troppo poco dettagliata per quelli più grandi.

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