“Con la testa fra le nuvole” di Eric Puybaret – Presentazione

Da qualche tempo ho preso l’abitudine di cercare i libri per i miei figli negli scaffali più alti e bassi delle librerie (quelli che di solito si frugano meno proprio perché non sono ad altezza occhi), decisa a scoprire autori e case editrici diversi da quelli che già conosciamo. Non perché non li apprezzi più, ma con la speranza di individuare, nella moltitudine di testi presenti sul mercato, qualche storia nuova, qualche illustratore originale, degli stimoli insomma capaci di sorprendere ed entusiasmare i bambini. In quest’ottica mi aggiro per le due o tre librerie più vicine a casa con atteggiamento assorto, prendendo in mano i titoli più disparati e senza lasciarmi influenzare per quanto possibile da formato e stile delle varie pubblicazioni.

Copertina del volume
Copertina del volume

L’ultimo volume che ho scovato con questa tecnica è “Con la testa fra le nuvole“, scritto ed illustrato dal francese Eric Puybaret, un pregevolissimo libro pubblicato nel novembre 2015 dalla casa editrice EDT – Giralangolo. Avevo scoperto questa casa editrice alcune settimane fa con l’acquisto del volume “La principessa e il drago” (al quale avevo anche dedicato un post); piacendomi molto quel titolo ho deciso di acquistare anche “Con la testa fra le nuvole“.

Il formato importante e la copertina rigida danno un’apparenza importante al libro che come numero di pagine (soltanto 26) è abbastanza snello ma racchiude in sé – sia a livello testuale che visivo – una autentica miniera di concetti, fantasie e temi anche importanti.

Il racconto è ambientato nella città di Maranabò, che similmente a Venezia sorge sull’acqua: le case sono sospese su palafitte e gli abitanti, per non bagnarsi, si muovono sui trampoli. Leopoldo ha i trampoli più alti di tutti, così alti che riesce a librarsi oltre i tetti, con la testa letteralmente fra le nuvole. Un giorno a Maranabò iniziano i preparativi per la Grande Festa d’Inverno, ma Leopoldo neppure se ne avvede perché è troppo sollevato da terra; capisce che qualcosa di particolare sta accadendo quando la sua amica gazza scende in basso per festeggiare a sua volta. Anche Leopoldo a questo punto pensa di intervenire, ma si rende conto che tutti se ne stanno tornando a casa tristi e delusi perché per un incidente manca la legna con cui accendere il falò che avrebbe dovuto illuminare le danze sulla laguna, problema al quale con insospettato altruismo ovvierà proprio il nostro solitario protagonista.

Quello che più ho ammirato di questa storia, tutto sommato semplice e senza grandi colpi di scena, è il modo in cui riesce, con delicatezza e quasi poeticamente, a trattare prima il tema del distacco e poi quello della condivisione. Inizialmente Leopoldo, con i suoi altissimi trampoli rossi e lo sguardo perennemente perso nel vuoto oltre i tetti delle case e dei palazzi, incarna nel modo più puro e perfetto la solitudine, l’isolarsi volontariamente dagli altri.

Il suo potrebbe sembrare un personaggio solo, desolato, ma Puybaret è abile nel descrivere il ragazzo come una figura serena e tranquilla, non emarginata o infelice. E’ sicuramente un sognatore, forse un po’ malinconico, ma non certo abbattuto per una scelta (restare così in alto da diventare sordo ai richiami dei suoi concittadini) che in fondo è assolutamente sua. L’autore riesce (apparentemente senza forzature) ad evidenziare l’aspetto positivo del vivere “con la testa fra le nuvole”, dando voce al desiderio che più o meno spesso è parte di tutti noi, poter divagare e scordarsi degli impegni, delle necessità, degli obblighi.

Una delle tavole iniziali, che mostra il curioso modo in cui si spostano gli abitanti di Maranabò
Una delle tavole iniziali, che mostra il curioso modo in cui si spostano gli abitanti di Maranabò

Ma Puybaret, dopo averci condotti in alto insieme al protagonista, ci riporta – in maniera altrettanto spontanea – coi piedi per terra: sul finire del libro con somma naturalezza, senza esitazioni né eclatanti cambiamenti, il racconto vira dall’isolamento alla condivisione, esponendo un messaggio di solidarietà vissuta quasi istintivamente. Nel momento del bisogno, quando ai suoi concittadini servirebbe aiuto, Leopoldo non ci pensa su nemmeno un momento, sacrifica quello che era il suo segno distintivo (i trampoli più alti e leggeri di tutta Maranabò) e in questo modo non solo salva la festa ma “scende” ad un’altezza a cui diventa più facile fare amicizia e integrarsi con gli altri. A dimostrazione che condividere non arricchisce solo coloro che ricevono un dono, ma anche chi lo fa.

Tanto che, mentre Leopoldo come ho detto non era mai stato infelice, adesso è davvero pieno di gioia. Il lettore (e probabilmente anche il giovane protagonista) si rende conto che dall’alto di quei lunghissimi trampoli il ragazzo non riusciva più a sentire o distinguere le voci di chi dal basso lo chiamava. Invece ora che è sceso al livello della vita vera Leopoldo si trova realmente in compagnia degli altri e finalmente sul suo viso compare la risata che prima non c’era mai stata.

Se la storia, nonostante il suo messaggio di grande effetto ed importanza, è semplice, le illustrazioni sono superbe e poetiche. Con i loro colori vivaci per i soggetti in primo piano e gli sfondi che sfumano nelle tinte del cielo, questi disegni pieni di fantasia aiutano i lettori più piccoli a focalizzarsi sulle scene via via rappresentate. Io sono stata catturata dal digradare delle tinte l’una nell’altra, dal modo in cui Puybaret fa scemare l’azzurro tenue nel verde dell’acqua o nel blu profondo della notte, illuminando ogni pagina con il chiarore diffuso del giorno o con quello più circoscritto delle fiaccole e dei falò.

La tavola che illustra i cittadini durante i festeggiamenti
La tavola che illustra i cittadini durante i festeggiamenti

Ricche di particolari, le diverse figure alternano prospettive dall’alto o dal basso per sottolineare i vari punti di vista che emergono nel corso del racconto. Il tratto morbido e le immagini a tutta pagina rendono le illustrazioni a dir poco affascinanti, così curate che non si possono fare a meno di notare anche i più piccoli dettagli, come quel legno di pioppo rosso che distingue Leopoldo da tutti gli altri.

A queste immagini davvero evocative e suggestive si sposa benissimo il testo con la sua narrazione declinata al tempo passato, caratteristica che conferisce al racconto il sapore di un’antica leggenda e lo rende secondo me davvero perfetto per la lettura a voce alta. Il prezzo del volume non è esattamente contenuto ma io credo che “Con la testa fra le nuvole” valga i soldi che costa e mi ha tanto positivamente colpita che ho pensato di acquistare presto anche un altro volume dello stesso autore, “Il grande libro dei mestieri“, pubblicato sempre da Giralangolo nel 2014.

La mia esperienza: entrambi i miei figli hanno apprezzato molto questo titolo, rimanendo inoltre quasi rapiti dalla pagina “a sorpresa” nella parte centrale, che si apre in modo un po’ diverso da quello solito e che giunge davvero inattesa. Il racconto ha costituito un delicato spunto per discutere sul fatto di isolarsi dagli altri (per esempio a scuola durante l’intervallo) per dedicarsi ad un’attività che ci piace ma che gli altri non vogliono fare con noi, ed il finale è piaciuto a tutti perché la gioia di Leopoldo e dell’intera Maranabò è resa quasi palpabile dalle suggestive illustrazioni di Puybaret.

Età per cui lo suggerisco: lettura ad alta voce dai 3 anni – lettura autonoma dai 6 anni e mezzo03-reading-a-book

Valutazione: acquisto che consiglio assolutamente!

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