“Il segreto della Saracena: volume I – Il re di Kidji e volume II – Elfrida Norsten” di Delly – Recensione

[Titolo originale: Le secret de la Sarrasine: I – Le roi de Kidji e Le secret de la Sarrasine: II – Elfrida Norsten]

Il mio giudizio in breve:

Storia d’amore classica piacevole come le migliori dell’autore. Fin dal primo capitolo si intuisce che Elfrida e Raimondo si ameranno, ma nel frattempo delitti e viaggi lontani movimentano la trama. Romanticismo, avventure e intricati misteri si susseguono a ritmo serrato, caratterizzando entrambi i volumi di questa storia appassionante e coinvolgente.

Illustrazioni presenti nella storica edizione della Biblioteca delle signorine dei due volumi "Il segreto della Saracena"
Illustrazioni presenti nella storica edizione della Biblioteca delle signorine dei due volumi “Il segreto della Saracena”

Il romanzo di Delly è il romanzo rosa per antonomasia; si potrebbe quasi dire “un nome una garanzia”. Nella vasta produzione dell’autore naturalmente non tutte le opere sono ugualmente riuscite, ma i due volumi che compongono “Il segreto della Saracena” sono a mio parere fra i migliori che la coppia Jeanne-Marie e Frédéric Petitjean de la Rosière abbia pubblicato sotto il conosciutissimo pseudonimo di Delly.

La storia, al tempo stesso prevedibile e ricca di colpi di scena, si apre mostrandoci i protagonisti ragazzi nelle loro dimore provenzali: fin da bambini, il quindicenne Raimondo di Faligny e la piccola Elfrida Norsten, di cinque anni più giovane, sono vicini e nemici. In paese infatti si ritiene che secoli prima la famiglia da cui discende il dottor Norsten, padre di Elfrida, abbia spogliato i Faligny di una proprietà superba, la splendida tenuta della Saracena. Proprio per questo Raimondo prova un odio tenace e radicato per tutti i Norsten, sentimento che si accentua dopo un tragico evento che coinvolge la sua stessa sorella.

Non voglio entrare nei dettagli della trama per non guastare la sorpresa a chi non avesse letto questo squisito romanzo; diciamo semplicemente che la narrazione dopo un salto temporale di circa 10 anni mostra nuovamente il nostro protagonista sul punto di soccombere al fascino talvolta ingenuo e talvolta malizioso di una seducente giovinetta ingaggiata come modella per una scultura, motivo per cui Raimondo decide di accompagnare un amico esploratore in alcune selvagge isole del Pacifico. Ma dopo che il gruppo sarà penetrato nel misterioso regno di Kidji, Raimondo avrà una inaspettata sorpresa e si troverà a fronteggiare nuovamente i Norsten. Elfrida soprattutto, divenuta una fanciulla di straordinaria bellezza che presto finirà nel mirino di avversari senza scrupoli pronti ad attentare alla sua stessa vita pur di raggiungere i propri scopi.

Il segreto della Saracena” è, fra i romanzi di Delly, un autentico capolavoro, una delle opere che mette maggiormente in luce la capacità dell’autore di dar vita ad una vicenda irresistibile fatta di caratteri forti ed indiscutibilmente basata sul deciso contrasto fra l’efferatezza del personaggio cattivo, il coraggio dell’eroe e la luminosità morale dell’eroina. Delly con questi due volumi riesce letteralmente a far sognare i suoi lettori e lettrici.

I protagonisti, per certi aspetti assolutamente tipici rispetto allo schema usuale dello scrittore, se ne discostano radicalmente per altri. Elfrida non è la povera orfana che vive grazie alla carità di qualche benefattore più o meno generoso, al contrario è una fanciulla molto ricca, cresciuta con grandissimo affetto da un padre pieno d’amore e dalla fortissima tempra morale, capace di spronare la figlia al perdono persino verso i suoi più acerrimi nemici. Naturalmente altre caratteristiche della giovinetta sono invece del tutto coerenti con il ritratto abituale delle eroine di Delly, ed infatti Elfrida è bellissima, casta e profondamente religiosa, fiera, orgogliosa e per questo tenace nel suo rancore. E’ anche coraggiosa, leale, priva di civetteria, una perla rara che non può far a meno di abbagliare da subito il protagonista.

Raimondo è da parte sua decisamente più allineato allo stereotipo dell’eroe di Delly: aristocratico e ricco, seducente ma orgoglioso, dotato di una forte volontà, deciso a riparare gli errori fatti. Come Elfrida sembra quasi troppo bello per essere vero, i suoi modi autoritari affascinano perché dimostrano come sia pronto ad agire, la delicatezza dei suoi sentimenti verso un’orfana senza protezione mostra la sua cavalleria e il suo radicato senso dell’onore, la tenacia con cui indaga sugli eventi che causarono l’esilio del dottor Norsten è ammirevole.

 

Non è mai stato tratto a quanto ne so un film da questa storia, ma io mi immagino i protagonisti più o meno così (lui è Matt Bomer, protagonista della divertente serie "White Collar").
Non è mai stato tratto a quanto ne so un film da questa storia, ma io mi immagino i protagonisti più o meno così (lui è Matt Bomer, protagonista della divertente serie “White Collar”).

 

Due protagonisti fatti dunque essenzialmente di luce, che si oppongono ad un antagonista fatto invece soltanto di oscurità. Frund è malvagio all’estremo, un uomo senza rimorso né pentimento, pronto a sacrificare tutto e tutti ad eccezione dell’adorata figlia. Ma a differenza di altri cattivi della narrativa, è anche astuto: non svela i suoi piani per sciocca vanteria, non tiene in vita i propri nemici per dare loro una morte dolorosa e lenta né li imprigiona in celle segrete per godere della loro sconfitta. Tutte le azioni di Frund sono ben congegnate e ben motivate, destinate ad ottenere il massimo risultato nella situazione contingente, pensate ed elaborate al chiaro scopo di perseguire un fine che sarà amorale ma è fedele a se stesso e al personaggio.

Oltre a figure ben caratterizzate e coerenti con se stesse, “Il segreto della Saracena” si distingue anche per la bella ambientazione, che alterna la Provenza coi suoi profumi e colori mediterranei alla vivace vita parigina e alla selvaggia terra degli Ogerok. Con descrizioni che sono quasi pennellate di un dipinto, Delly ci mostra il giardino inselvatichito della Saracena, dominato dall’essenza del rosmarino e dell’alloro, oppure la lussureggiante vegetazione esotica della Papuasia che circonda i palazzi del re degli Ogerok, con i suoi delicati finimenti in legno lavorato e ricoperto d’oro.

Ma l’aspetto che più di tutti rende indimenticabile la lettura di questi due romanzi è il susseguirsi di azione ed imprevisti che li caratterizzano. Non siamo di fronte ad un semplice romanzo d’amore: la componente romantica è presente, sempre percepibile da quando Raimondo ed Elfrida adulti si incontrano e si scontrano a causa dei reciproci pregiudizi, ma è in qualche modo perennemente associata ad una declinazione più avventurosa della storia. Se fosse stato ambientato tre secoli prima, forse “Il segreto della Saracena” si sarebbe potuto classificare come una storia di cappa e spada: qui non ci sono spade ma i colpi di scena sono numerosi, ben strutturati e ben amalgamati.

E’ ovviamente prevedibile il lieto fine, eppure tutto ciò che permette di raggiungerlo (o di ostacolarlo) sono trovate insolite e ricche di suspense. Non si può dire che esista una vera componente investigativa ne “Il segreto della Saracena” perché il lettore non ha dubbi, fin dal principio, sull’identità del cattivo, ma è intrigante ed appassionante notare gli espedienti e i tentativi di Frund di assicurarsi impunità e sicurezza, così come risultano inaspettati gran parte degli episodi narrati nei due volumi. La misteriosa partenza dei Norsten dopo il processo, il racconto del conflittuale passato di Valdemaro e Frund, la fuga dagli Ogerok fra rocce scoscese e valli inesplorate, l’incendio a casa Charlier, l’altalenante rapporto fra Raimondo e Dinah, tutto concorre a mutare con una svolta inattesa il corso della narrazione.

Sicuramente questa coppia di volumi, come in generale tutti i romanzi di Delly, appaiono per certi versi anacronistici: per quanto gentiluomo, riesce difficile credere che un Raimondo follemente innamorato non faccia nulla più che baciare a lungo la mano della sua amata o sfiorarle i capelli con le labbra, ma questo è uno dei tratti distintivi delle opere di Delly. I sentimenti non sono mai sbandierati, la tensione è spirituale più che sessuale, i protagonisti non si avvicinano mai neanche lontanamente a una camera da letto e il loro amore è una luce che travolge, non un aggrovigliarsi di lenzuola.

D’altra parte “Il segreto della Saracena“, con la sua protagonista innocente forte e bellissima e il suo eroe volitivo coraggioso e fiero, è una delle più romantiche storie d’amore e avventura che io abbia mai letto, sicuramente un romanzo che consiglierò anche a mia figlia quando fra una decina d’anni si avvicinerà alla narrativa rosa e potrà apprezzare come ho fatto io le avventure vissute da Elfrida Norsten e Raimondo di Faligny.

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