Non è un libro ma … Recensione di un gioco da tavolo: “Cioccolato stregato (Schoko Hexe)”

Quest’oggi ho pensato di parlare di un gioco di carte estremamente vivace e simpatico, chiaramente destinato ai più piccoli, che vista l’estrema compattezza sia della scatola sia dello spazio richiesto durante il gioco può essere un ottimo jolly da stivare in valigia prima di partire in vacanza, così da poterlo esibire nelle eventuali giornate di pioggia.

Scoko-Hexe

Cioccolato stregato” è un prodotto Ravensburger e poiché è del tutto indipendente dalla lingua la versione attualmente in commercio (risalente al 2008 ma ancora a catalogo) presenta già sulla scatola il titolo del gioco in varie lingue, tutte presenti sul conciso ma chiaro manuale di istruzioni presente all’interno della confezione. E’ possibile dunque che questo gioco venga denominato anche “Schoko Hexe” o “Choco-sorciere“.

L’idea è semplice e già presente nella prima edizione del gioco (risalente al 1990 e rinnovata poi graficamente sia nel 1999 che nel 2008): si devono raccogliere i sei ingredienti necessari alla preparazione di una gustosa cioccolata: cacao, latte, burro, nocciole, vaniglia e zucchero. A disposizione vi sono le carte, che vengono mescolate e messe coperte in un mazzo sul tavolo: ogni giocatore al proprio turno pesca una carta e può proseguire a pescare finché vuole, con la speranza di collezionare nuovi ingredienti che ancora gli mancano. Attenzione però perché il mazzo contiene anche delle carte strega e se ne viene scoperta una di questa non solo il proprio turno termina, ma vanno scartati anche gli eventuali ingredienti già presi in quel turno. Vince ovviamente il primo a raccogliere tutti i sei ingredienti diversi.

L’ambientazione mi pare simpatica e azzeccata soprattutto grazie allo stile colorato e vivace delle illustrazioni riportate sulle carte. In realtà questo è semplicemente un gioco in cui si deve collezionare una famiglia completa di carte e che esse siano ingredienti per una ricetta piuttosto che qualsiasi altro oggetto non è molto significativo, ma ho notato che i bambini si divertono al pensiero di rubare alle streghe il segreto della cioccolata.

La componentistica è essenziale: 60 carte di cui 40 raffiguranti gli ingredienti e 20 le sorridenti streghette. La grafica dei disegni è molto allegra, vivace, perfetta per appassionare i più piccoli che troveranno adorabili le buffe streghe e molto succulenti gli ingredienti. L’unica pecca che ho riscontrato è che le carte sono un po’ sottili e non plastificate, il che alla lunga potrebbe portare a rovinarle visto che in ogni partita è necessario mescolarle di nuovo.

Le quattro diverse streghe
Le quattro diverse streghe

Le meccaniche di gioco sono intuitive e facili da padroneggiare anche per i bambini, con la possibilità volendo di introdurre qualche variante sulla gestione degli ingredienti doppi o della comparsa delle streghe per rendere meno banale la partita nel caso di bambini un po’ più grandicelli. Di queste varianti una sola è citata esplicitamente nelle regole (quella che prevede lo scambio fra giocatori di ingredienti doppi), ma non è difficile pensare ad altre – noi per esempio se siamo in sei (numero che rende difficile la vittoria) eliminiamo alcune carte ingrediente e poi giochiamo tutti insieme contro le streghe.

La fortuna riveste un ruolo cruciale in questo gioco, tuttavia siamo ben lontani dal banale gioco dell’oca perché qui la dea bendata è moderata dal fatto che un minimo di tattica (o quanto meno di scelta) va fatta per capire quanto a lungo è conveniente proseguire la propria pesca. Meglio rischiare ancora (con la possibilità di perdere tutto) o fermarsi quando si è pescato soltanto uno o due ingredienti? Si tratta del cosiddetto “push your luck”, ovvero della possibilità di spingere, perseverando nel proprio gioco, rischiando quello che già si avrebbe per tentare di massimizzare la vincita. Per quanto ho potuto osservare nelle nostre partite direi che questa meccanica è in grado di generare una forte tensione, capace da sola di far diventare avvincente un gioco come “Cioccolato stregato” che di suo ha una complessità decisamente bassa.

I sei diversi ingredienti
I sei diversi ingredienti

E’ interessante anche il fatto che bambini ed adulti possano serenamente giocare insieme, senza che l’adulto si debba trattenere troppo per evitare di vincere in maniera sfacciata. E la possibilità di poter scambiare un ingrediente collezionato due volte con un altro giocatore per ottenerne uno mancante rende più movimentata la partita.

La nostra esperienza: Cioccolato stregato” non è certo un gioco di gran valore pedagogico, ma è perfetto per passare un po’ di tempo divertendosi. Non solo è possibile giocare in tanti (fino a 6 giocatori), ma anche i più piccoli possono partecipare senza essere troppo penalizzati – noi per esempio ci giocavamo spesso quando mia figlia aveva da poco passato i tre anni e lei si divertiva molto pur vincendo raramente. Le partite poi sono davvero rapide (dell’ordine dei 5 minuti), il che non permette ai bambini di stancarsi ed al contrario li spinge spesso a chiedere di giocare una seconda o terza volta di seguito.

 

Queste le caratteristiche riportate sulla scatola:gif-board-games
Gioco da 2 a 6 giocatori
Età dai 5 ai 10 anni

 

 

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