“Désirée” di Annemarie Selinko – Recensione

[Titolo originale: Désirée]

Il mio giudizio in breve:

Grande best-seller all’epoca della sua uscita nei primi anni ’50, questa biografia romanzata scritta in forma di diario ha il grande pregio di saper ricreare con naturalezza e scorrevolezza l’atmosfera del periodo in cui si svolge. Un libro interessante e coinvolgente, che si legge con piacere per la sua abilità di mescolare veridicità storica e plausibili supposizioni dell’autrice.

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Pubblicato per la prima volta nel 1951, trasposto al cinema nel 1954 in una celebre pellicola con Marlon Brando e Jean Simmons, “Désirée” ha l’indubbio vantaggio di incentrarsi su una figura storica davvero affascinante e relativamente poco conosciuta. Annemarie Selinko ha dunque raccontato, conducendo la narrazione come se fosse un diario segreto redatto dalla stessa Désirée, la vita di questa ricca fanciulla borghese, figlia di un mercante di sete, che diverrà il primo amore di Napoleone e poi addirittura regina di Svezia.

Il romanzo si apre quando la protagonista, quattordicenne, si reca a parlare con il deputato giacobino di Marsiglia per scagionare il fratello maggiore da oscure ed ingiuste accuse che ne hanno causato l’incarcerazione. Questo evento la porterà a conoscere un giovane dall’aria perbene che vanta addirittura un fratello generale, presto invitato a cena dai Clary per avere qualche notizia di prima mano sulle battaglie che la Francia sta combattendo. Da questa serie di fortuite coincidenze si svilupperà un sentimento profondo tra la giovane fanciulla e il piccolo comandante dalla pelle bruciata dal sole, sentimento che almeno per Désirée è amore. Ma presto i suoi sogni di grandezza spingono Napoleone a preferire l’altolocata Josephine ad un’oscura giovinetta di Marsiglia appartenente ad una famiglia di spiccate tendenze repubblicane, il cui fidanzamento si interrompe bruscamente pur senza che il suo legame speciale col futuro imperatore dei francesi ne venga spezzato del tutto.

La narrazione prosegue, accompagnando Désirée nel trascorrere degli anni, sicché il lettore assiste al suo incontro con il generale Bernadotte, alle sue sofferenze quando il sempre caro Napoleone divorzia e poi si risposa “per dovere”, alle difficoltà di insediarsi sul trono di Svezia, all’incrinarsi del rapporto col marito, ricucito negli ultimi anni. Una vita intera dunque, il che giustifica la corposità del volume (che nell’edizione elettronica viene stimato di poco inferiore alle 800 pagine) ed il fatto che il ritmo non si mantenga sempre molto serrato.

Al contrario la prosa della Selinko è quasi pacata, distaccata, anche perché – e credo che questo sia il più grande difetto del romanzo – la protagonista è solamente una spettatrice, per quanto privilegiata, delle vicende che riguardano non solo lei ma l’Europa intera. Occasionalmente Désirée sarà anche una pedina nei giochi di potere che opposero l’ex fidanzato Napoleone ed il marito Bernadotte, ma anche in questo caso lei raramente capisce tutte le ragioni che muovono le persone che la circondano. Ne emerge il ritratto di una donna raramente davvero attiva, imbrigliata troppo spesso dalle regole della società e dall’educazione ricevuta, capace di superarle solo quando i suoi sentimenti più profondi sono in gioco.

La protagonista dunque non è la tipica eroina da romanzo, casta e pura o tempestosa e volitiva; appare ben più realistica proprio grazie ai suoi difetti, ai capricci in cui indulge da giovane (protetta dalla famiglia e dalla relativa ricchezza), alle lamentele cui si abbandona in età matura (e che le impediscono di adattarsi alla vita di corte, alla quale si sente estranea e nella quale non cerca con reale impegno di integrarsi). Semplice ma decisa, la Désirée descritta dall’autrice potrebbe davvero essere esistita e si caratterizza come un personaggio per il quale è abbastanza facile provare empatia.

D’altra parte non credo che il pregio maggiore del libro sia nei personaggi che lo animano, quanto piuttosto nella capacità dell’autrice di ricreare un affascinante e veritiero affresco di un epoca memorabile, dove spicca la figura dell’imperatore Napoleone più che quella della voce narrante stessa. Il lettore viene conquistato dall’atmosfera, dalle situazioni e dai luoghi descritti alla perfezione: la sventata serenità di una giovinetta innamorata che non vede i pericoli del Terrore ma solo la propria gioia personale a Marsiglia, l’ambiente vivace e mutevole della Parigi post-rivoluzionaria, la vita rigidamente regolata nell’austera corte svedese dei primi dell’Ottocento. La Selinko è capace di descrivere abitazioni, arredi, abbigliamento senza diventare pedante ma fornendo le informazioni che permettono al lettore di immedesimarsi al meglio nella realtà che ha fatto da sfondo alla vita di Désirée Clary.

Non c’è dubbio che alcune vicende in particolare appaiono decisamente più fittizie che veritiere (un esempio eclatante per me le frequenti uscite notturne della protagonista per recarsi o da Napoleone o da Josephine), ma nel complesso il libro rimane una pregevole biografia. La scrittura in prima persona permette di entrare velocemente nel contesto storico e nella figura di Désirée, mentre l’approfondimento storico di cui è impregnato il romanzo lo rende pregevole nel suo intrecciare particolari (fedeli alle biografie ufficiali di Napoleone per esempio) ad eventi e situazioni che a duecento anni di distanza non possono più essere conoscibili. Temo che il rapporto di Désirée con il marito non sia stato romantico come questo libro lascia credere, così come ho dei dubbi sulle modalità del loro primo incontro, ma sono dettagli sui quali tutto sommato non mi dispiace che l’autrice abbia ricamato un po’ con la fantasia perché contribuiscono a rendere leggero il procedere della lettura.

Personalmente dunque consiglio il libro a chiunque, appassionato di storia in generale o del periodo napoleonico in particolare, voglia avere uno spaccato realistico dell’epoca e qualche dettaglio in più sulla vita di una donna legata alle maggiori personalità del tempo. La trama non sarà sempre realistica ma ha il grande pregio di rendere attuale e coinvolgente la storia, quella vera, calandola sempre nel contesto appropriato.

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