“Quadriglia” di Sylvia Thorpe – Recensione

[Titolo originale: The Scapegrace]

Il mio giudizio in breve:

Molto bello! Vivace libro in stile Heyer sulla Reggenza inglese, con un conte bellissimo e impetuoso ed una vivace, graziosa parente povera. Alcuni dialoghi e scene sono proprio godibili, costituendo nell’insieme una lettura davvero sopra la media.

quadriglia

Fino a pochi giorni fa non conoscevo questa scrittrice, della quale comunque ho acquistato a scatola chiusa “Quadriglia” sia perché l’edizione era in linea con quelle di fine anni ’70 che già possedevo di alcuni romanzi di Georgette Heyer e Clare Darcy, sia perché la presentazione sulla quarta di copertina era assolutamente promettente.

Come si potrebbe infatti non giudicare ricco di potenzialità un libro la cui protagonista è una disprezzata e sconosciuta parente povera, giunta dall’America quasi senza un penny ma con una buona dose di indipendente caparbietà, mentre l’eroe è un gentiluomo affascinante, volitivo, egoisticamente dedito ai propri piaceri ed assolutamente incapace di resistere ad una scommessa? E la Thorpe non tradisce le aspettative.

Sarà proprio il carattere vagamente spregiudicato del ventiquattrenne conte di Maristone a dare il via alla girandola di eventi descritti nel libro; l’uomo infatti, in un impeto di collera verso le zie, giura che introdurrà Melinda, giovinetta priva di ogni bene di fortuna i cui genitori pur di sposarsi avevano vent’anni prima creato un piccolo scandalo, nella elitaria società di cui lui e gli altri dignitosi loro parenti fanno parte. Non solo, si dichiara certo che quella piccola sconosciuta contrarrà un matrimonio più brillante dell’aristocratica cugina Sophy …

Ecco allora che il romanzo, dopo una partenza un po’ in sordina (nel secondo capitolo la protagonista appena introdotta finisce segregata nella sperduta dimora di una parente decrepita e terribilmente avara), si anima di mussole, pettinature alla moda, cavalcate nel parco, ricevimenti e balli. Un ambiente sfavillante – descritto con uno stile fluido ed accattivante – nel quale si muovono, vittime di un’incredibile catena di equivoci e coincidenze, dei personaggi interessanti e ben caratterizzati, che l’autrice sottopone ad una appassionante sequela di incontri, separazioni, scambi di dame e cavalieri.

Melinda è davvero realistica nei suoi entusiasmi giovanili (a quale donna non fa piacere possedere abiti nuovi?), nell’irritazione che prova verso i parenti tanto sdegnosi nei suoi riguardi, nel tormento che le causa la necessità di conservare segreto il proprio passato. Certo qualcuna delle sue scelte appare al lettore sbagliata (mai cedere ad un ricattatore!), ma sono comportamenti credibili per una ragazza poco più che adolescente, resa vulnerabile dalle difficoltà incontrate negli anni più recenti. Questa eroina piena di spirito non è certo un candido fiore di serra incapace di sopportare le avversità: al contrario cerca di ottenere il meglio dalle circostanze ed, eccettuata forse la desolante mancanza di fiducia verso il suo affascinante cugino e tutore, sembra una creatura vera, in carne ed ossa.

Copertina di un'edizione in lingua inglese, più colorata e vivace rispetto a quella italiana
Copertina di un’edizione in lingua inglese, più colorata e vivace rispetto a quella italiana

Di Tristram, testardo ed egocentrico ma mai invidioso o scorretto, è reso perfettamente il desiderio di vincere la propria scommessa ad ogni costo, incurante delle conseguenze. Né l’impetuoso conte può ragionevolmente prevedere che la decisione di trasformare Melinda in un grande successo mondano lo metterà di fronte ai misteri che la fanciulla custodisce tanto strenuamente, o che la prolungata vicinanza con una giovane donna – non leziosa o timida come le debuttanti conosciute fino a quel momento – farà sbocciare un reciproco affetto. Questo carismatico protagonista forse non sa sempre come agire (o lo fa per le ragioni sbagliate), ma non c’è dubbio che riesca piuttosto bene a risolvere anche i pasticci peggiori. E la sua indole da farabutto di classe sembra fatta apposta per far innamorare la fanciulla che ha generosamente deciso di prendere sotto la propria ala protettrice.

Dipinte con abilità sono pure le arroganti zie, la gentile ed arguta lady Heterington, la bellissima ed apparentemente quasi troppo docile Juliet, la più scanzonata Honoria, il cordiale ma un po’ superficiale Freddy, gli anziani servitori che accolgono Melinda nella casa avita, il corretto (noioso?) pretendente alla mano della fanciulla. Anche il cattivo è ben tratteggiato ed il suo ruolo nella vicenda, per quanto più simile a quello di un bullo troppo spavaldo che di un autentico malvagio, si adatta perfettamente tanto alla sua personalità quanto alla situazione creatasi intorno a Melinda. Forse il finale del romanzo è un po’ affrettato, ma svela tutti i retroscena ancora nascosti ed accoppia con precisione le principali figure conosciute nel corso della narrazione.

Ho apprezzato davvero molto questo libro, che in maniera frizzante, leggera ma non sdolcinata mostra la crescita dei due protagonisti (da ragazzi a modo loro un po’ ingenui ed egoisti, ad adulti disposti al sacrificio per la persona amata) nella briosa cornice della Reggenza inglese. Ho scoperto che “Quadriglia” vinse, nel 1971, il premio britannico Elizabeth Goudge Historical Award: non me ne sorprendo perché lo giudico una lettura davvero godibile, che non può non piacere a chi cerca una storia romantica ed al contempo divertente.

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