Collana “I Gattini” della casa editrice Lavieri – Presentazione

Fino a pochi mesi fa non conoscevo la casa editrice Lavieri, che ha quanto ho capito non è certo un colosso paragonabile alla Mondadori o alla Giunti, ma anzi ha una dimensione essenzialmente familiare. Poi ho scoperto un loro titolo molto bello, “Il gatto stregato” (del quale ho anche parlato sul blog) e così ho cercato di scoprire qualcosa di più di una realtà che mi aveva positivamente colpita per la qualità dei suoi prodotti. Dovendo poi in questi giorni fare un regalo alla bimba di una coppia che conosco da anni ma non troppo approfonditamente, ho pensato che un libro potesse essere la scelta ideale e mi sono orientata sulla collana “I Gattini“.

Alcuni titoli della collana "I Gattini"
Alcuni titoli della collana “I Gattini”

A grandi linee questi volumi si possono equiparare ai Librottini della Disney (di cui hanno praticamente lo stesso formato, ma un numero minore di pagine) o eventualmente alla serie su Peppa Pig pubblicata da Giunti Kids (questi ultimi vantano dimensioni un po’ maggiori e qualche pagina in più). Si tratta insomma di collane destinate ai bambini più piccoli, idealmente intorno ai due anni anche se le case editrici (immagino per tutele legali) scrivono sempre che il prodotto non è destinato a bimbi sotto i 3 anni, così come è possibile trovare bambini che apprezzano queste letture già intorno ai 15-18 mesi.

Che cosa distingue dunque la collana “I Gattini” dalle altre sue simili? Non tanto il formato, che in questo caso sono 12×12 cm, ovvero libri quadrati (con però gli angoli arrotondati), copertina e pagine – in totale 16 per volume – di cartone spesso, fatto per resistere all’indelicatezza ed irruenza dei più piccoli. Quello che mi ha colpita nei libri pubblicati da Lavieri è stata la scelta dei testi: storie originali, poco conosciute, con un piccolo insegnamento ma divertenti di per sé e comunque facili da seguire.

La mia più grande critica nei confronti dei Librottini Disney (e ne ho comunque acquistati una mezza dozzina) è infatti legata al fatto che, avendo scelto di adattare a questo formato “mini” delle storie che erano in origine fiabe molto articolate o lungometraggi altrettanto dettagliati, gran parte della storia viene per forza di cose eliminata o pesantemente compressa. Le immagini riportate sui volumi sono quelle dei cartoni animati classici, ma il racconto è davvero ridotto all’osso e io mi sono sempre chiesta perché scegliere di riassumere così tanto una storia (snaturandola quindi almeno un po’) piuttosto che idearne di nuove, magari completamente originali, comunque meno corpose.

Copertina e una pagina interna del volume "Gedeone Tigre in pensione"
Copertina e una pagina interna del volume “Gedeone Tigre in pensione”

In questo senso la casa editrice Lavieri con la sua collana “I Gattini” ha proprio risposto alla mia domanda, proponendo appunto libri che non sono “per piccoli” solo a causa del loro formato, ma anche per i racconti proposti. Non posso parlare esaustivamente di tutta la collana, ma mi soffermerò un poco sui tre volumi che ho scelto come regalo per la figlia dei miei conoscenti. A quanto ho capito infatti i vari titoli pubblicati in questa collana non sono facilmente accomunabili da caratteristiche specifiche, in quanto autori ed illustratori cambiano di volta in volta.

Il libro che più mi ha colpita fra quelli presenti nella libreria dove ho fatto i miei acquisti è stato “Cappuccetto chi?” di Biagio Bagini e Marcella Moia (che fra l’altro si differenzia dagli altri titoli della collana perché è costituito da 24 pagine al posto delle usuali 16). Quante volte è possibile notare che la stessa realtà, se calata in contesti diversi o percepita con occhi diversi, appare differente? Ecco allora che questo piccolo libro racconta la storia di Cappuccetto Rosso, ma non come siamo abituati a sentirla. Questa volta la favola è letta da diverse famiglie di animali, motivo per cui ciascuna la modificherà e rielaborerà secondo il proprio punto di vista e le proprie consuetudini, paure, tradizioni.

Ammetto che le immagini a corredo del testo non sono nello stile che preferisco, ma la storia è talmente simpatica e geniale da far passare in secondo piano questo aspetto. Inoltre immagino che i disegni dai contorni netti e ben definiti, coi loro colori decisi e i protagonisti che emergono da uno sfondo appena accennato possano essere più apprezzati dai bimbi piccini rispetto a tavole ricche di dettagli o sfumature.

Copertina del volume "Il bambino carta carbone"
Copertina del volume “Il bambino carta carbone”

Il secondo titolo che ho scelto è stato “Il bambino carta carbone” di Simona Ciraolo: un testo scritto come una filastrocca, ovvero in rima, per raccontare la storia di un bimbo che non volendo mettersi in discussione preferisce copiare sempre dagli altri. Non una storia particolarmente avventurosa dunque, al contrario, ma un bell’episodio per far riflettere anche i più piccoli insegnando loro l’importanza di mettersi in gioco per difendere la propria originalità.

Le illustrazioni di questo volume hanno colori abbastanza sfumati e sono abbastanza ricche di dettagli: la zazzera di capelli rossi del protagonista (con il suo ciuffetto in cima alla testa), i grandi fiocchi dei grembiuli che i bambini indossano a scuola, il materiale necessario per dare sfogo alla propria creatività (astucci, righelli, matite, fogli). Anche le espressioni dei personaggi sono rese con cura, passando dal timore iniziale del bimbo mentre copia dalla sua compagna di banco (che a sua volta appare chiaramente irritata e risentita) alla sua serena concentrazione nel momento in cui si rende conto di poter fare da solo, senza necessità di copiare il lavoro altrui.

L’ultimo libro che ho selezionato, colpita anche in questo caso soprattutto dalla particolarità della storia, è “Gedeone tigre in pensione” di Erika De Pieri. Gedeone è un pelouche, che come tutti i giocattoli protagonisti di una favola è in grado di “vivere”: ci racconta infatti di sé (proprio come se fosse una tigre vera), delle mille avventure che vive insieme al suo padroncino, un bimbo paffutello al quale è stato recapitato dopo un buio e lungo viaggio dentro una scatola di cartone. E queste avventure sono davvero tante (compreso il rischioso gioco del dottore, a seguito del quale l’imbottitura di Gedeone finisce tutta sparsa sul pavimento!), ma pian piano gli anni passano e mentre il suo bambino cresce il pelouche finisce per “andare in pensione” e trascorrere le sue giornate steso su un morbido letto.

Questo volume ha illustrazioni coloratissime (ma senza che le tinte siano mai troppo forti e decise, salvo che in qualche dettaglio), che spesso riescono a suggerire tutto il movimento e l’impeto della scena rappresentata: il profumino di un piatto che esce dal forno, l’entusiasmo con cui il bimbo si aggrappa a Gedeone non appena apre il pacco che lo contiene, l’ovatta che fuoriesce dal pelouche durante l’operazione chirurgica. Figure tondeggianti, ben definite, che si agitano su uno sfondo che è appena una macchia sempre più tenue di colore fino a sfumare nel bianco della pagina scritta.

La mia esperienza: ho regalato i tre volumi della collana a una bimba in occasione del suo secondo compleanno e la madre mi ha raccontato che Gedeone è diventano da subito una delle sue letture preferite, complice forse anche il fatto che (talvolta la vita è davvero piena di coincidenze) il pelouche che tiene accanto a sé nel lettino è proprio un tigrotto.

Età per cui lo suggerisco: lettura ad alta voce dai 2 anni – lettura autonoma dai 6 anni

Valutazione: acquisto davvero consigliato 03-reading-a-book

 

Volumi della collana (dal sito della casa editrice):

“Il bambino carta carbone” di Simona Ciraolo
“Vorrei essere come” di Francesca Carabelli e Otello Reali
“Je t’aime” di Sarah Khoury
“Gedeone tigre in pensione” di Erika De Pieri
“La fata delle bolle” di Fulvia Degl’Innocenti e Francesca Carabelli
“Cappuccetto chi?” di Biagio Bagini e Marcella Moia
” La coccinella senza puntini” di Fulvia Degl’Innocenti e Luca Matricardi
“La bambina singolare” di Simona Ciraolo
“La bambina cioccolato” di Erika De Pieri

 

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