“Ondine” di Benjamin Lacombe – Presentazione

Il libro di cui voglio parlare oggi è un’opera sotto molti aspetti insolita, un titolo che ritengo interessantissimo ma non per i bambini a cui è ufficialmente destinato, quanto piuttosto per gli adulti. Mi riferisco al volume “Ondine“, scritto ed illustrato dall’artista francese Benjamin Lacombe, edito dalla Rizzoli in un formato decisamente importante (40 pagine poco più grandi di un foglio A4) con copertina rigida.

Ondine - copertina
Ondine – copertina

Questo libro racconta la storia di Ondine, un’ondina appunto, ovvero una ninfa delle acque. Vagamente equiparabili alle sirene, queste creature soprannaturali sono legate all’acqua ma possiedono gambe, non una coda di pesce, e possono vivere anche sulla terraferma. Lacombe ha preso spunto dalla novella dello scrittore bretone Friedrich La Motte-Fouqué, che per primo nel 1811 aveva tradotto in francese le favole della tradizione tedesca legate alle ondine ed alla loro tragica sorte, per comporre una storia straziante e commovente in cui testo e disegni si completano alla perfezione.

Nata in un palazzo di cristallo in fondo ai flutti, Ondine viene adottata da un’anziana coppia di pescatori la cui figlia naturale è morta annegata. Un giorno il cavaliere Hans di Ringstetten, per soddisfare il capriccio della giovane a cui vuole fare la corte, Ursula, deve attraversare la pericolosa foresta, nella quale si perde finendo poi per incontrare il vecchio pescatore Ulrich. Il cavaliere conosce dunque questa fanciulla bellissima, vivace ma senza malizia, incantevolmente innocente, e costretto suo malgrado a trascorrere nella foresta alcuni giorni, scopre di essersi innamorato – ricambiato – di Ondine. I due dunque si sposano e proprio la notte delle nozze la giovinetta svela al marito il suo segreto: lei è un’ondina, una creatura figlia delle acque a cui l’amore di un umano può dare l’anima di cui sarebbe per sua natura priva. Non eccessivamente turbato dalla rivelazione, Hans rassicura Ondine del suo amore e i due partono poi per ritornare alla corte del cavaliere, dove si troveranno a dover fronteggiare la gelosia di Ursula.

Non voglio rivelare il finale della vicenda, dirò soltanto che così come le ondine assomigliano alle sirene nel loro essere prive di anima e nella possibilità di ottenerla grazie al giuramento d’amore di un uomo, allo stesso modo entrambe queste creature d’acqua sembrano essere segnate da un triste destino. La chiusura del racconto si avrà infatti con una conclusione tragica, la quale ricorda più Giulietta e Romeo che non gli edulcorati adattamenti disneyani delle fiabe classiche. Niente lieto fine dunque, al contrario un epilogo struggente che parla non soltanto di amore e morte ma anche di tradimento, incoscienza, incostanza.

La storia è comunque intrigante, ben sviluppata, e soprattutto il personaggio di Ondine viene approfondito in modo da prendere letteralmente vita fra le righe del testo. Lacombe presenta una creatura splendida ma davvero senz’anima nel suo cambiare idea in ogni momento, come se il suo carattere fosse fuori da ogni retorica o cerimoniale. Spensierata ed innocente, Ondine agisce sempre senza secondi fini, esattamente in accordo a come si sente, priva di coscienza e rimorsi.

Una delle illustrazioni del libro, in cui lo stile delle onde richiama decisamente quello dell'artista giapponese Hokusai
Una delle illustrazioni del libro, in cui lo stile delle onde richiama decisamente quello dell’artista giapponese Hokusai

Procedendo nella lettura ed assistendo al cambiamento di Ondine da solitaria giovinetta un po’ frivola ma libera, a sposa innamorata ma soffocata dai rituali della società, mi è parso di riconoscere il momento in cui le bambine si affacciano all’adolescenza, quando tutto sembra ancora un gioco e l’ingenuità è ancora preponderante nel carattere e nelle azioni, eppure qualcosa già si sta trasformando in femminilità e consapevolezza da adulte.

Se il racconto è commovente e suggestivo, le illustrazioni che lo accompagnano sembrano quasi quadri, tanto sono curate e ricche di colore, di profondità, di pathos. L’autore stesso nel libro ringrazia gli artisti ai quali si è ispirato, citando alcuni esponenti del movimento preraffaellita ed il giapponese Hokusai ed indiscutibilmente alcuni tratti del suo stile ricordano le opere di questi maestri del passato. Le onde per esempio, con il loro gonfiarsi, accavallarsi, ribollire in una crescente massa di spuma candida, mi hanno subito richiamato alla mente “La grande onda di Kanagawa” o le meno note ma altrettanto suggestive “Feminine Wave” e “Masculine Wave“.

Lacombe è stato a mio parere abilissimo a coniugare e fondere elementi del pre-raffaellismo e del liberty europeo con suggestioni di altre epoche ed altri luoghi, ottenendo in questo modo tavole a pagina intera che alternano delicate tonalità pastello e un tripudio di colori forti (come la rossa chioma di Ondine), scene surreali e atmosfere di volta in volta macabre o rarefatte. Benché le tinte più usate nel volume siano le sfumature fredde dell’acqua (blu, azzurro, grigio), i colori si fanno più opachi nei momenti tragici – come gli incubi di Hans o il suo smarrirsi nella foresta – e la coerenza con la narrazione è tale che spesso i disegni hanno un vero e proprio ruolo nel racconto.

I due principali personaggi femminili sono caratterizzati dai disegni ancora più approfonditamente di quanto non accada col testo: da un lato abbiamo Ondine, vera figlia dell’acqua, dall’altro Ursula, che per lineamenti e colori richiama la terra e la concretezza. Ed ecco allora contrapporsi una adolescente dal viso quasi infantile dominato da capelli rosso fiamma, indomabili quanto è impetuosa Ondine: sciolti (e quindi liberi), lunghi, trasudano una sensualità che esula dalla sua apparenza di ‘donna-bambina’ e contemporaneamente con il loro essere flessibili, fluidi, ondeggianti riecheggiano un fiume tortuoso. La sua pelle bianca e traslucida tradisce la vera natura di Ondine, riferendosi alla trasparenza dell’acqua, come il colore dei suoi occhi grigio-blu.

Al contrario, i tratti usati per Ursula (bella ed orgogliosa rivale di Ondine) sono meno fluidi, più severi: i suoi capelli neri e ben pettinati, la sua pelle più opaca, gli occhi castani. E spesso grandi radici accompagnano i disegni a lei dedicati, come a voler sottolineare graficamente il modo in cui questa altera figlia di nobili cerca di manipolare il suo cavaliere.

Fotografia che evidenzia l'originale disposizione "a strati" delle illustrazioni
Fotografia che evidenzia l’originale disposizione “a strati” delle illustrazioni

Una caratteristica unica del libro è poi l’uso ingegnoso e d’effetto che Lacombe ha fatto di fogli satinati e semitrasparenti (la cosiddetta carta da lucido) che hanno una funzione narrativa grazie al loro stratificarsi rispetto ad altre pagine, cui conferiscono tutta l’intangibile e soffusa profondità dell’ambiente acquatico. Soprattutto quando Ondine galleggia o è immersa, questa tecnica ce la rende di volta in volta vicina e lontana, sempre comunque eterea ed irraggiungibile, come se le brume del nord la stessero inghiottendo. Uniti allo spumeggiare delle onde nitidamente tratteggiate da Lacombe, questi fogli che paiono quasi fatti di vapore accentuano la sensazione di onnipotenza dell’elemento acquatico nella trama.

Qual è dunque il mio appunto a “Ondine”? Essenzialmente uno soltanto: non è un libro per bambini. Io non lo consiglio prima degli 11-12 anni di età, ed anche in questo caso credo che dipenda molto dalla sensibilità del bambino perché questo libro bellissimo è adulto in tutti gli aspetti che lo costituiscono: come storia e messaggio, come illustrazioni, come formato.

E’ da adulti, o quanto meno da adolescenti, questa favola che non solo intreccia amore fiducia e tradimento, ma lo fa in maniera psicologicamente attenta, ponendo l’accento su dettagli che un libro per l’infanzia generalmente ignora. Lacombe mostra il nascere inatteso dell’amore fra un cavaliere valoroso e una fanciulla che è quasi bambina nella sua innocenza e nella sua spensieratezza, evidenziando la sorpresa che coglie non solo i due protagonisti ma anche gli anziani pescatori che hanno accudito Ondine fino a quel giorno e persino i parenti acquatici della ninfa. Adulti sono poi i meandri del sentimento amoroso esplorati dal racconto (la gelosia, la passione, la rivalità, la tensione verso l’estasi e l’insoddisfazione della realtà) e l’evolversi del legame fra i tre vertici di un originale triangolo che nasce con una pretesa amicizia ma poi si trasforma, perdendosi e ritrovandosi e poi ancora smarrendosi.

Una delle splendide tavole opera di Lacombe, dove i capelli di Ondine letteralmente avviluppano Hans in un abbraccio sensuale
Una delle splendide tavole opera di Lacombe, dove i capelli di Ondine letteralmente avviluppano Hans in un abbraccio sensuale

Persino le illustrazioni, nonostante siano raffinate e curatissime, talvolta persino naif nel disegnare i tratti dei visi, io credo siano più indicate per un pubblico maturo. In parte per il tono gotico e dark di alcune tavole, in parte per la costruzione stessa delle scene: penso ad esempio a quella in cui Ondine quasi cattura il cavaliere nella folta massa dei suoi lunghi capelli rossi, oppure a quella in cui sono ritratti Ondine Ursula ed Hans, a giudicare dal testo legati dall’amicizia ma dipinti nudi e quasi avvinghiati da Lacombe, come se l’autore avesse voluto lasciar presagire la tragica conclusione del racconto, i cui protagonisti saranno infine vittime romantiche dell’incostanza umana e dell’amore infedele.

Non giudico d’altra parte adatto a mani infantili nemmeno il volume in sé, con le pagine grandi ma sottili (mi riferisco soprattutto a quelle trasparenti), che troppo facilmente potrebbero venir strappate o comunque danneggiate dall’irruenza dei più piccoli.

A quanto ho visto documentandomi un po’, il libro viene sempre consigliato per una fascia d’età compresa fra i 6 e i 10 anni, Amazon addirittura lo colloca nella categoria 5-8 anni. Ribadisco che questa classificazione mi pare assolutamente inadeguata, non ho proposto “Ondine” a nessuno dei miei figli né lo farò per parecchi anni ancora. Credo d’altra parte che questo titolo così originale sia perfetto per gli adulti che amano le graphic-novel, i quali apprezzeranno l’onirico ed evanescente mondo acquatico delle ninfe che Lacombe ha saputo ricreare con vera maestria.

 

Valutazione: acquisto non consigliato per i bambini e ragazzi sotto i 14 anni, assolutamente consigliato invece sopra questa età come validissimo esempio di graphic-novel

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