Non è un libro ma … Recensione di un gioco da tavolo: “Forbidden Island – L’Isola Proibita”

Dopo alcuni articoli dedicati a giochi esplicitamente pensati per i più piccoli, quest’oggi ho scelto di parlare di un gioco da tavolo ufficialmente per grandi, ovvero “Forbidden Island“, disponibile anche interamente tradotto in italiano con il titolo di “L’Isola Proibita“. Il gioco, uscito da alcuni anni, si caratterizza perché collaborativo – ovvero tutti combattono contro il gioco stesso, e si perde o vince tutti insieme – ed in questo panorama io lo giudico un piccolo capolavoro. Non solo infatti vanta un’ambientazione sentita e molto ben resa, ma vi unisce un grado di complessità tale da divertire gli adulti ed essere comunque accessibile anche ai bambini.

La scatola metallica dell'edizione italiana
La scatola metallica dell’edizione italiana

I giocatori interpretano un gruppo di avventurieri (ognuno dotato di un’abilità speciale) impegnati nella rischiosa impresa di recuperare quattro potenti artefatti da un’isola destinata ad inabissarsi. Non solo quindi sarà necessario impossessarsi di questi tesori prima che la terra sprofondi definitivamente sott’acqua, ma per vincere il gruppo deve anche ritrovarsi all’approdo dell’elicottero e prendere lei stessa il volo, salvandosi dall’inondazione imminente.

Prima di iniziare la partita si compone il profilo dell’isola disponendo le tessere corrispondenti in una sorta di rombo, quindi si pescano a caso (o si scelgono) gli avventurieri sistemandoli sulla propria casella di partenza e per finire si mescolano i mazzi di carte relativi allo sprofondamento ed ai tesori da recuperare. Durante il proprio turno ogni giocatore può svolgere fino a tre azioni a scelta fra muoversi, dare una carta tesoro ad un giocatore che si trovi sulla sua stessa tessera, prosciugare una zona dell’isola (cioè girare dal lato asciutto una tessera allagata adiacente alla sua posizione) o recuperare un tesoro (operazione possibile solo se ci si trova sopra una delle due caselle col simbolo di quel tesoro e si hanno in mano 4 carte con il simbolo di quell’artefatto).

La complicazione giunge a questo punto, perché il giocatore deve pescare due carte dal mazzo dei tesori (che contiene però anche qualche carta speciale, fra cui quelle che indicano l’arrivo di una nuova e più forte ondata di marea) ed altre dal mazzo delle inondazioni, che danno il via alla fase di allagamento dell’isola. Su ogni carta è rappresentato un luogo dell’isola: se la tessera corrispondente è asciutta allora si allaga (cioè si gira sul lato azzurro), mentre se è già allagata sprofonda (perdendosi definitivamente).

Vista d'insieme della scatola e del suo contenuto nell'edizione inglese
Vista d’insieme della scatola e del suo contenuto nell’edizione inglese

Essendo “Forbidden Island” un gioco cooperativo o collaborativo che dir si voglia, l’esito della partita è condiviso da tutti i partecipanti. I giocatori vincono se recuperano tutti gli artefatti e riescono a fuggire tutti dall’isola; perdono se non possono più recuperare gli artefatti e fuggire (a causa dell’inabissamento delle tessere necessarie), se uno dei personaggi annega o se il livello dell’inondazione supera il valore massimo.

L’ambientazione è davvero sentita e ben resa, in quanto si ha davvero la sensazione di una corsa contro il tempo per mettere in salvo tesori e personaggi prima della marea successiva. Senza contare che l’idea di ritrovare dei tesori è sempre stuzzicante e giustifica le azioni cooperative portate avanti dai giocatori, che presto imparano a focalizzarsi sulle tessere chiave sacrificando quelle meno importanti. Anche l’espediente di girare le tessere che compongono il piano di gioco (cioè l’isola) in modo da farne vedere o il lato colorato – “asciutto” – o quello nei toni dell’azzurro – “allagato” – facilita l’immedesimazione.

La componentistica è decisamente di ottimo livello: in una scatola grande il giusto (noi abbiamo l’edizione con la scatola di metallo, davvero molto accattivante) trovano posto le tessere di cartone spesso che rappresentano i vari luoghi dell’isola, le quattro miniature dei tesori, le varie carte (personaggio, tesori, marea), i segnalini dei giocatori e un tabellone che registra l’innalzarsi delle maree. I segnalini giocatore sono in legno, le miniature dei tesori in plastica ma molto ben realizzate, le tessere di un buon cartone spesso e resistente, le carte non troppo sottili. Inoltre i disegni riportati sulle tessere e sulle corrispondenti carte marea sono davvero suggestivi. Senza contare che il prezzo del gioco è molto competitivo per tutto il materiale contenuto nella scatola, aspetto anche questo da non sottovalutare.

Le miniature dei quattro artefatti da recuperare
Le miniature dei quattro artefatti da recuperare

Noi possediamo l’edizione inglese del gioco e quindi (ovviamente) sia le regole che le abilità dei personaggi o gli effetti delle carte speciali sono scritti in inglese, mentre l’edizione italiana presenta tutto perfettamente tradotto. Mi sento comunque di consigliare anche “Forbidden Island” in lingua originale perché l’incidenza della lingua è davvero minima e basta una conoscenza di base dell’inglese per raccapezzarsi.

Le meccaniche di gioco sono molte ma tutte relativamente semplici e ben combinate fra loro: gestione di un pool di azioni, gestione di una mano di carte, tabellone modulare (che garantisce una buona longevità al gioco) con movimento sulle tessere, personaggi con poteri variabili e raccolta di oggetti. Ma quello che è sicuramente l’aspetto peculiare di “Forbidden Island” risiede nella sua natura collaborativa: poiché tutte le informazioni sono a disposizione di tutti c’è sicuramente il rischio che un giocatore più esperto (o deciso) piloti le decisioni altrui, ma è comunque indispensabile per sopravvivere confrontarsi sulle scelte da prendere ed accordarsi sulle azioni da intraprendere.

Un esempio delle due facciate delle tessere che compongono l'isola: lato asciutto e allagato
Un esempio delle due facciate delle tessere che compongono l’isola: lato asciutto e allagato

Quello che a noi è piaciuto molto dal punto di vista familiare è che la natura cooperativa di “Forbidden Island” ci ha permesso di giocarlo tutti insieme coinvolgendo anche la figlia più piccola (che coi suoi 5 anni è ben al di sotto dell’età minima consigliata, pari a 10 anni). Tutti infatti si sentono coinvolti per l’intera partita ed è necessario il contributo di tutti per vincere, soprattutto considerando che più sale il livello della marea più deve essere stretta la collaborazione. Il metodo con cui affrontare una partita è sostanzialmente molto simile indipendentemente da quali avventurieri (e quindi abilità speciali) siano coinvolti di volta in volta, tuttavia le varie combinazioni danno luogo a strategie un po’ diverse e la semplicità dell’approccio non penalizza i giocatori più giovani.

Alcuni esempi delle carte usate per giocare: abilità dei personaggi, artefatti, carte speciali come il passaggio in elicottero e i sacchi di sabbia (per puntellare le tessere allagate)
Alcuni esempi delle carte usate per giocare: abilità dei personaggi, artefatti, carte speciali come il passaggio in elicottero e i sacchi di sabbia (per puntellare le tessere allagate)

Poiché le regole si spiegano davvero in pochi minuti e una partita rimane di solito entro la mezz’ora, anche da questo punto di vista mi sento di classificare “Forbidden Island” come un perfetto gioco per famiglie. Anche la mancanza di casualità nelle azioni dei personaggi è un fattore a mio avviso premiante perché permette di studiare meglio la propria strategia, senza che un giocatore risulti penalizzato da improvvisi cambi nella situazione generale. Ed il fatto che la difficoltà sia modulabile scegliendone il livello a priori rende facilmente adattabile il gioco ad ogni scenario, dalla partita fra giocatori esperti a quella con soli bambini.

La nostra esperienza: noi abbiamo iniziato a proporre ai nostri figli questo gioco (che già conoscevamo per averlo usato fra adulti) in una fase in cui il primogenito non sopportava le sconfitte ed il fatto di perdere o vincere tutti insieme mitigava almeno in parte la sua delusione in caso di insuccesso. Sia lui che sua sorella si sono subito appassionati tantissimo a questo gioco, al punto che tempo dopo in occasione del più recente compleanno del bambino abbiamo chiesto ad un amico di regalargli quello che si può considerare il seguito ideale di “Forbidden Island” – e cioè “Forbidden Desert“, dove gli avventurieri di turno devono recuperare i pezzi di un velivolo da un deserto infuocato per volare via e salvarsi.

 

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Queste le caratteristiche riportate sulla scatola:
Gioco da 2 a 4 giocatori
Età dai 10 anni in su
Durata di una partita: 30 minuti

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