“La scala a chiocciola” di Ethel Lina White – Recensione

[Titolo originale: Some Must Watch o anche The Spiral Staircase]

Il mio giudizio in breve:

Romanzo dalla tipica atmosfera inglese, più mistery che giallo in senso stretto. La tensione sembra accumularsi pagina dopo pagina, e l’atmosfera è assai ben tratteggiata. Sicuramente da leggere, anche se non è il tipico poliziesco.

scalaChiocciola

La scena è situata nell’Inghilterra dei primi anni ’30, nella residenza di campagna dell’aristocratica famiglia Warren, in una posizione isolata presso confine con il Galles. In questa dimora fuori mano vivono molte persone: lo studioso professore Sebastian Warren, la sorella zitella Blanche che espleta le funzioni di governante, la loro matrigna (costretta a letto da problemi di salute), il figlio del professore, un suo giovane pupillo, una coppia tuttofare che si occupa della cucina e della casa, un’infermiera appena giunta per prendersi cura di Lady Warren. Ma la vera protagonista è Helen, giovane orfana appena assunta come cameriera e badante, che una sera rientrando a casa dopo una passeggiata si sente inquieta e ha la sensazione che qualcuno si aggiri alle sue spalle. Sensazione forse causata dal fatto che quattro ragazze (cameriere come lei) sono state recentemente assassinate nella zona.

A disagio, Helen è lieta di poter rientrare, ma la serata viene sconvolta dalla notizia che una quinta ragazza è stata uccisa poco lontano. Il professor Warren ordina dunque che nessuno possa entrare o uscire da casa quella notte, durante la quale si scatena anche una terribile tempesta, ma la sua risoluzione ha il solo effetto di bloccare otto persone male assortite in una dimora piena di passaggi ed angoli oscuri. Il libro copre questa lunga notte durante la quale Helen si rende conto, lentamente e con angoscia, che potrebbe essere lei la nuova vittima dello strangolatore che uccide le cameriere serrando intorno al loro collo una sottile sciarpa di seta candida.

Come dicevo già nell’apertura del post, in questo libro la suspense aumenta al punto da risultare assolutamente inquietante, ma senza l’eccesso di sangue che caratterizza la maggior parte delle opere contemporanee. La scrittrice infatti, Ethel Lina White, è stata una nota autrice britannica degli anni ’30 e ’40 del secolo scorso e nel perfetto stile noir dell’epoca non fa sfoggio di arti tagliati né corpi squartati. Il romanzo si avvale delle aspettative dei lettori sul comportamento dei personaggi, tutti sufficientemente ambigui da lasciare il sospetto che potrebbero non essere quello che sembrano, tutti presentati con un depistaggio magistrale e un accurato studio psicologico.

Tutti i personaggi sono infatti abilmente descritti, anche se forse sono un po’ sovrabbondanti rispetto a quella che poteva essere la reale esigenza della storia. Helen è la protagonista indiscussa, vividamente caratterizzata dal suo curioso interesse per il comportamento delle persone e dalla sua gioia di vivere. Ma anche le altre figure sono molto ben disegnate, in particolare la tirannica lady Warren e la robusta infermiera, così massiccia da far sorgere il sospetto che possa essere un uomo travestito (e non un uomo qualunque, ma proprio il pazzo che sta disseminando di cadaveri la zona).

La scrittura della White mostra da un lato le personalità contrastanti dei personaggi, dall’altro l’ambiente vividamente evocato della vecchia villa vittoriana, isolata e sferzata dalla tempesta, con i suoi quattro piani di labirintici anfratti e nascondigli ombrosi, tanto più che non tutta la dimora è dotata di luce elettrica. In quest’atmosfera carica di suspense si alternano l’ipotesi che l’assassino sia davvero uno sconosciuto in agguato al di fuori, oppure la possibilità che sia una delle persone chiuse nella casa. E se inizialmente il loro stesso numero offre sicurezza a queste persone, quando alcune sono costrette ad allontanarsi (per ragioni comunque comprensibili) chi rimane comincia a lanciarsi occhiate sospettose. Finché, o per la partenza di alcuni o perché altri sono ubriachi o bloccati nelle loro stanze, Helen resta quasi da sola, sempre più terrorizzata da ciò che potrebbe accaderle prima che la notte finisca.

Anche se la storia si svolge quasi interamente nel mondo chiuso della grande magione e l’azione è condensata nell’arco di poche ore, nonostante la presenza un po’ gotica dell’efferato maniaco omicida e della giovane eroina circondata da personaggi eccentrici, la trama rimane nel complesso credibile. E per quanto non sia una detective-story nel senso più pieno del termine, il mistero centrale (che in realtà si rivelerà essere la somma di più misteri diversi) è sempre sottinteso. E la White sparge durante la narrazione tutti gli indizi che, seguiti da un lettore attento, possono portarlo alla soluzione dell’enigma.

Io ho sinceramente avvertito la tensione e il crescere della suspense durante la lettura del libro, nel quale le vivide descrizioni della tempesta e dei suoi effetti sulla casa acuivano l’impressione di trovarmi lì, fianco a fianco della sempre più disperata Helen. L’autrice è stata davvero abile nel tratteggiare una protagonista credibile, che ha pensieri ed impressioni come potrebbe averne la maggior parte delle persone in circostanze analoghe: le pare di aver udito rumori nei boschi, pensa di sentire gli altri muoversi in giro per casa, vede un movimento e non è sicuro che si tratti di un trucco di un’illusione o di una presenza reale.

La trama è intelligente, anche se il finale un po’ prevedibile già qualche capitolo prima della conclusione, e i colpi di scena sono resi più interessanti dal modo in cui la protagonista affronta le mutevoli circostanze che la mettono sempre più in pericolo. Anche la presenza di altri personaggi femminili forti, non convenzionali, controbilancia bene la sensazione apparente di vedere le donne come semplici prede dell’assassino.

Insomma, se siete alla ricerca di un buon libro dallo stile un po’ datato e atmosfere gotiche, con la classica damigella in pericolo che però non viene salvata da un aitante principe ma deve superare una tensione sempre crescente ed agghiacciante, allora questo è il libro che fa per voi.

Voto: gifVotoPiccolagifVotoPiccolagifVotoPiccolagifVotoPiccola

Annunci

9 thoughts on ““La scala a chiocciola” di Ethel Lina White – Recensione

    1. Bentornato wwayne! Scusa se ti rispondo solo ora, ho trascorso la giornata di ieri a fare una piccola escursione con la famiglia, abbiamo approfittato del 130esimo anniversario delle ferrovie valsiesiane (io sono nata in Valsesia) per fare un viaggio su un treno storico a vapore, con carrozza – ovviamente restaurata – di inizio Novecento … bella gita ma tornata a casa ero stanchissima e non ho proprio voluto accendere il pc!
      Tornando all’argomento del tuo commento, effettivamente non ho letto Buick 8. Confesso di non amare molto King, la sua opera che apprezzo maggiormente è “La lunga marcia”, della quale infatti avevo anche scritto una recensione sul blog. Tu per caso lo hai letto? Mi piacerebbe confrontare le nostre opinioni in merito!

      Mi piace

      1. Non ho letto La lunga marcia, ma ho apprezzato il tuo post, perché mette in luce una delle qualità principali di King: la sua capacità di scavare in profondità nei personaggi, e di dare loro uno spessore unico. E’ vero anche che alcuni dei suoi romanzi puntano più sulla suspense che sull’horror: The Dome (libro molto scorrevole a dispetto della lunghezza) è un ottimo esempio.
        Colgo l’occasione per segnalarti anche questo splendido film: https://wwayne.wordpress.com/2016/09/03/io-e-valeria/. Grazie per la risposta! 🙂

        Mi piace

      2. Che risposta rapidissima 🙂
        Sì, in effetti ne La lunga marcia quello che io ho apprezzato maggiormente insieme alla tensione crescente che si sviluppava col progredire della narrazione è stato proprio l’approfondimento dato ai personaggi. Nessuno era una semplice macchietta, ovviamente non tutti avevano lo stesso peso ma a tutti era stato dato un carattere ben definito, tridimensionale, che ti faceva affezionare alle loro peripezie e ti portava a condividere i loro pensieri e le loro emozioni …
        Sono invece un po’ più perplessa riguardo al film di cui mi parli, dalla tua recensione ho intuito che si tratta di una storia corale e mentre questo nei libri (o nelle serie televisive come potrebbe essere Downton Abbey per esempio) non mi disturba affatto, nei film mi convince poco. Forse è un pregiudizio il mio, ma di solito trovo che le storie così costruite risultino un po’ inconcludenti e alla fine della visione mi lasciano l’amaro in bocca. Diciamo che fra i tuoi due suggerimenti mi ispira sicuramente di più Buick 8, anche se purtroppo ora che sono pure finite le ferie il tempo libero è di nuovo poco. Ma presto o tardi quale cosa di King lo voglio leggere per farmi un’idea più matura dello scrittore.

        Mi piace

      3. Pare interessante in effetti, lo aggiungo alla mia chilometrica wish-list. Adesso, come forse hai notato dal blog, ho da poco terminato un divertentissimo libro ricco d’umorismo che mi aveva conquistata (“Un bambino difficile da rapire”) mentre la mia lettura attuale (“Le sette prove”) mi sta un po’ deludendo e già guardo alla prossima lettura che mi aspetta sul kindle: “Il segreto di Chimneys”, uno dei gialli meno noti della bravissima Agatha Christie.
        Buona domenica e buone letture anche a te! A presto 🙂

        Mi piace

      4. Anche io ho apprezzato tantissimo le divertenti avventure del pacato e grassoccio Parker Pyne, che risolve i suoi casi senza la prosopopea di Poirot e lo spirito d’osservazione un po’ votato al pessimismo dell’anziana miss Marple. E mi associo a te nel ritenere che anche le opere minori della Christie, sebbene non sempre impeccabili quanto i suoi classici, siano comunque letture di solito gradevolissime. Non conosco “La bambina e il buio” ma spero che ci scambieremo presto qualche opinione su “Il segreto di Chimneys”!

        Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...