“Buongiorno postino” di Michaël Escoffier e Matthieu Maudet – Presentazione

Voglio dedicare il post di oggi al vincitore del premio “Nati per leggere” della primavera 2013 nella sezione Nascere con i Libri (18-36 mesi): “Buongiorno postino“. Un libro che non conoscevo fino a pochi giorni fa, l’ho scoperto per caso, trovandolo molto diverso da come mi sarei attesa un libro per bambini tanto piccoli, ma come evidenzia l’autore stesso in quest’opera diversità può voler dire anche una bella sorpresa, e così è stato per me.

La copertina del libro
La copertina del libro

La storia raccontata nel libro è un perfetto esempio di ipotesi fantastica, Escoffier imposta l’intero evolversi della trama sull’espediente del “cosa succederebbe se”, al quale seguono sviluppi inaspettati, sorprendenti, eppure coerenti nella loro imprevedibilità. Cosa succederebbe se un comune postino umano anziché consegnare pacchi e raccomandate recapitasse cuccioli di coccodrillo scimmia e ippopotamo? E se questo postino fosse così sbadato e poco attento da consegnare un cuccioletto completamente differente rispetto a ciò che i destinatari si attendono?

Con leggerezza (ma senza superficialità) l’autore tratta il tema della diversità e della tolleranza, sottolineando che non importa quanto una cosa (o una persona o una situazione) sia diversa da ciò che ci eravamo immaginati. Nel diverso possono nascondersi tesori inaspettati, caratteristiche uniche in grado di arricchirci e migliorarci se solo siamo abbastanza tolleranti da aprire gli occhi e guardare senza pregiudizi ciò che ci sta di fronte.

Il libro è dunque fondato sui temi dell’accoglienza e della capacità di cogliere le meraviglie nascoste in ciò che è inaspettato, temi che tratta con parole e situazioni semplici e – tutto considerato – naturali. Non c’è un moralismo evidente in questo “Buongiorno postino“, la morale che si coglie dalla storia deriva soprattutto dal finale, spiazzante e spassoso al contempo, capace di costituire uno spunto di riflessione tanto per i piccoli quanto per i grandi.

Il messaggio educativo che ne risulta riguarda infatti più che l’adozione, proprio l’accettazione del diverso in ogni ambito: una persona diversa, un nuovo fratellino che non si aspettava, un regalo differente da quello desiderato. E soprattutto mostra che la tolleranza potrebbe non essere il punto di arrivo di questo processo, perché accogliere positivamente gli imprevisti, arrivando se possibile a sentirsi riconoscenti anche quando le proprie aspettative vengono disattese, ci permette di godere appieno delle esperienze che facciamo, di vivere con maggior gioia e spensieratezza.

 

Una delle prime scene rappresentate
Una delle prime scene rappresentate

In questo senso il messaggio è forse un po’ complesso per i bambini più piccoli e personalmente credo che in effetti possa essere apprezzato soprattutto nella fascia d’età dopo i due anni (e fin verso i 4), quando una maggiore consapevolezza di sé permette ai bimbi di approcciarsi in maniera meno istintiva anche al rapporto con gli altri. Immagino che bambini intorno all’anno e mezzo-due anni pur senza capire appieno l’insegnamento veicolato dalla storia si divertano ad ascoltare la storia allegra e imprevedibile, che si conclude con un finale lieto ma sorprendente.

Il libro, che ha un formato di 19×19 cm e pagine rigide come la copertina (le pagine sono in totale 30), tutte con bordi arrotondati, presenta un testo semplice al punto che dei bambini intorno a tre anni potrebbero addirittura impararlo a memoria. Esso possiede inoltre una grande teatralità, che risalterà soprattutto se l’adulto è capace di variare un po’ la voce mentre interpreta i vari personaggi, oppure se i bambini saranno abbastanza grandi per coinvolgerli direttamente nella lettura-recitazione della storia.

La bella ed inattesa conclusione
La bella ed inattesa conclusione

Caratteristica peculiare di questa pubblicazione è l’impostazione “a fumetto”, che finora non avevo mai incontrato in libri destinati ad un pubblico tanto giovane. La narrazione è giocata interamente sul dialogo, reso con grandi nuvolette che contengono poche parole, e sulle vivaci illustrazioni di Matthieu Maudet, che per forme e costruzioni ricordano molto le vignette dei cartoon più tradizionali. Mentre i sorrisi dei vari animali e il colorato miscuglio di code, gusci, zampe e zanne sembrano indicare come anche visivamente l’eterogeneità sia più appagante di una monotona uniformità.

La mia esperienza: personalmente non amo il fumetto e quindi non l’ho proposto nemmeno ai miei figli, ma devo dire che questo libro mi ha conquistata. I disegni essenziali, vivaci ma non certo ricchi di dettagli, e il linguaggio semplice e spontaneo mi sembrano un ottimo strumento per raccontare un messaggio che diventa così auto-evidente e immediato da non necessitare di un vero testo oltre ai dialoghi brevi e coinvolgenti. Bastano i commenti inteneriti degli animali neo-genitori per far capire che l’amore si può sempre condividere, in ogni luogo e a prescindere dalle proprie differenze.

Età per cui lo suggerisco: lettura ad alta voce dai 2 anni

Valutazione: acquisto consigliatissimo! 03-reading-a-book

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