“Gedeone” di Pascal Biet – Presentazione

Ho scelto di dedicare un post al libro “Gedeone” perché leggendolo sono stata assalita dallo stesso senso di divertito stupore che parecchi anni fa mi aveva generato la visione del film d’animazione “Shrek“: in entrambe le situazioni infatti gli stereotipi tradizionali vengono in qualche modo ribaltati fino a condurre la storia verso una conclusione completamente originale.

La copertina dell'edizione italiana, dove è stato curiosamente tralasciato il nome dell'autrice Becky Bloom
La copertina dell’edizione italiana, dove è stato curiosamente tralasciato il nome dell’autrice Becky Bloom

Il volume, pubblicato nel 2008 dalla casa editrice La Margherita con i soli riferimenti a Pascal Biet come autore e Viviana Reverso come traduttrice, è in effetti la versione italiana di “Wolf“, opera della scrittrice Becky Bloom e di Biet in veste di illustratore.

Con un pizzico di irriverenza verso tutte le fiabe classiche, l’autrice intesse la sua storia intorno alle vicende di un lupo affamato che dopo molto peregrinare giunge in vista di una fattoria, dove decide di fermarsi per mangiare gli animali che vi abitano. Scopre tuttavia di essersi imbattuto in un trio di bestie da cortile (un’anatra, un maiale e una mucca) profondamente istruiti, tanto istruiti che la minaccia de lupo non li impressiona minimamente ed anzi lo allontanano con supponenza spiegando che la loro è “una fattoria per animali educati”. Spiazzato il lupo dimentica l’appetito e decide di iscriversi a scuola, così da diventare colto quanto le sue vittime predestinate, in modo da riuscire poi a mangiarle, ma la conclusione non sarà esattamente un piatto ricolmo di cibo …

Il grande pregio di questo buffo racconto risiede secondo me nel modo in cui è stato conferito un nuovo fascino al cattivo per eccellenza di tutte le fiabe, il terribile lupo affamato. Anziché ispirare terrore come ogni lupo che si rispetti, il nostro dolente protagonista è respinto dalla sua prima preda – troppo presa dalla lettura per badargli – e nelle scene successive lo vediamo in classe, circondato da compagni umani un po’ perplessi, mentre cerca di migliorare la propria istruzione.

Giudico molto positivamente anche il messaggio veicolato dal testo, nonostante mi sembri un po’ troppo esplicito perché la maggior parte dei bambini lo apprezzi fino in fondo. D’altra parte è bello veder sottolineare con tanta tenacia (sia quella dell’autrice sia quella del lupo, testardamente deciso a migliorarsi al punto che non solo va a scuola ma si reca poi fra i polverosi scaffali delle biblioteche e nelle eleganti librerie cittadine) che l’alfabetizzazione può costituire la chiave per integrarsi in un gruppo, per migliorare la propria condizione, persino per stringere amicizia con qualcuno che prima non aveva per gli altri la giusta considerazione.

Ho notato che i miei figli sono rimasti catturati soprattutto dall’incrollabile determinazione del lupo a leggere: l’hanno apprezzata, augurandosi che i tanti sforzi dell’animale gli portassero i risultati sperati, e credo che sia stata per loro la parte più stimolante dell’intera storia. A quanto ho capito il libro viene suggerito dai 4 anni di età in poi, ma io penso che sia particolarmente indicato per i bambini che iniziano a leggere in autonomia, in modo che possano focalizzarsi su quanto vantaggioso sia impegnarsi per imparare a leggere bene e su come la determinazione necessaria per farlo venga poi ripagata dai risultati ottenuti.

Due delle illustrazioni del libro
Due delle illustrazioni del libro

Le illustrazioni, una serie di acquerelli operta dell’artista francese Pascal Biet, pur non avendo uno stile che io ami sono ricche di dettagli che ben accompagnano l’umorismo del testo e con le loro caratterizzazioni intelligenti rendono ancora più piacevole la lettura per i bambini. Le immagini stravaganti degli animali totalmente assorbiti nella lettura sono davvero molto ben fatte, così come sono davvero espliciti gli sguardi sui volti degli umani che incontrano il lupo nel corso del racconto. Interessante anche il fatto che i disegni mostrino il lupo farsi via via più raffinato, sia nell’atteggiamento che nell’abbigliamento, man mano che le nozioni apprese dai libri lo rendono più civilizzato.

La mia esperienza: abbiamo preso in prestito questo libro dalla biblioteca ed è piaciuto a entrambi i miei figli perché tutti e due hanno apprezzato l’idea che il lupo, inizialmente un po’ bullo nel suo voler imporre con la forza bruta e di prepotenza le proprie necessità, abbia finito per voler educare se stesso, migliorandosi e crescendo. Questa storia di trasformazione – da qualcosa di spaventoso in qualcosa di positivo – si è rivelata accattivante e stimolante (anche se non compreso appieno) il messaggio che dopo lo stadio di “lettore” si possa andare oltre e diventare persino un “narratore”.

Età per cui lo suggerisco: lettura ad alta voce dai 4 anni – lettura autonoma dai 6 anni

Valutazione: acquisto sicuramente consigliato! 03-reading-a-book

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