“Barbie ballerina” di Christy Webster e Kellee Riley – Presentazione

Il libro di cui ho scelto di parlare oggi è un sottile volumetto di circa 30 pagine che avevo sfogliato (decidendo poi di non acquistarlo)  al termine delle mie vacanze estive in Sardegna, mentre girellavo per la libreria dell’aeroporto ingannando il tempo di attesa prima di poter effettuare l’imbarco. Attratta dalla copertina vivace e poiché avevamo detto sia a lei che a suo fratello di scegliere un libro da acquistare come ricordo della vacanza, mia figlia aveva preso in mano “Barbie ballerina” (pubblicato dalla casa editrice Ape Junior) ma pur non conoscendo altre pubblicazioni legate alla bambola più famosa del mondo devo dire che questa mi ha molto delusa.

La copertina del libro, presa dal sito www.ilgiardinodeilibri.it
La copertina del libro, presa dal sito http://www.ilgiardinodeilibri.it

Lo stile, in particolare quello delle illustrazioni (opera di Kellee Riley) che occupano la maggior parte dello spazio in ciascuna pagina, è esattamente quanto ci si potrebbe attendere se vi è mai capitato di vedere un cartone animato dedicato a Barbie o di prendere in mano uno dei tanti prodotti legati al marchio – zaini, diari, giocattoli veri e propri. Barbie e le sue amiche infatti hanno il tipico aspetto sfoggiato dalle loro controparti tridimensionali: chiome fluenti e ricche di riflessi, grandi occhi dalle lunghe ciglia, fisico sottile con gambe chilometriche , evidente predilezione per abitini dai colori vivaci (rosa in particolare) e per accessori altrettanto glamour. Sulle pagine patinate del libro queste figure risaltano al meglio e qualsiasi bambina del mondo prendendo in mano il volume non potrà non capire subito che si tratta di un’avventura di Barbie.

Quello su cui voglio porre l’accento (e che dal mio punto di vista è l’aspetto penalizzante di questo libro, tanto penalizzante da spingermi a rimettere il volumetto sullo scaffale) è il testo, scritto nell’originale da Christy Webster. Nelle poche righe dedicate in ogni pagina alla componente testuale, l’autrice più che raccontare una storia si limita a trascrivere quella che potrebbe essere la pantomima fatta da due bimbe (molto piccole) mentre giocano con le loro barbie. Non si parla per esempio dei passi di danza classica da imparare, cosa che invece io mi aspettavo, forse perché non molto tempo fa avevamo letto “Martina. Stella del balletto” di Gilbert Delahaye e Marcel Marlier e lì l’autore aveva descritto con ben maggior ricchezza di particolari in cosa consista davvero una lezione di danza. Barbie e le sue amiche studiano ballo ma potrebbero semplicemente ritrovarsi al parco o nel giardino di casa e passare un po’ di tempo insieme e sarebbe lo stesso: non ci sono colpi di scena, non c’è tensione, non ci sono speranze o caratterizzazioni.

Capisco che il libro sia destinato ad un pubblico infantile, ma considerando quanti bei libri per i bambini si possono trovare sugli scaffali dei negozi negli ultimi anni davvero non mi sento di consigliare a nessuno l’acquisto di “Barbie ballerina“. La storia davvero semplicissima e ridotta può forse piacere alle bimbe più piccole, ma anche in questo caso credo più educativo leggere loro una storia con un messaggio piuttosto che questa vicenda piatta e senza scopo. Non parliamo poi di un pubblico un po’ più maturo – come le bambine di prima elementare, che potrebbero esercitarsi nella lettura autonoma perché il testo è scritto in stampatello: in questo caso meno che mai suggerirei l’acquisto del volume, preferendogli di gran lunga collane come Leggimi prima” della Sinnos, Una fiaba in tasca” dell’editore EL oppure la collana Tre Passi (Una storia in 5 minuti, Una storia in 10 minuti, Una storia in 15 minuti) della Emme Edizioni.

Esempio di pagine interne
Esempio di pagine interne

La mia esperienza: il libro non solo non è piaciuto a me, ma non ha particolarmente interessato nemmeno mia figlia. Mentre lo sfogliavamo infatti mi ha chiesto quali difficoltà Barbie avesse dovuto superare mentre imparava a danzare e quando le ho spiegato che nel libro non si parlava tanto di questo aspetto ma piuttosto della routine per cui la ragazza-bambolina andava a lezione di ballo con le amiche, lei ha subito commentato che allora la storia le sembrava proprio noiosa.

Età per cui lo suggerisco: lettura ad alta voce dai 3 anni – lettura autonoma dai 6 anni

Valutazione: libro che non suggerisco perché vi sono innumerevoli volumi con storie più interessanti e illustrazioni altrettanto colorate e vivaci.Acquisto non consigliato

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