“Harry Potter e il principe mezzosangue” di J. K. Rowling – Recensione

[Titolo originale: Harry Potter and the Half-Blood Prince]

Il romanzo, pur seguendo il consueto schema per cui l’avvio è nel mondo babbano, sposta la scena dalla casa dei Dursley ad un panorama più vasto: prima infatti è mostrata Downing Street (al primo ministro si presenta uno sbrigativo e demoralizzato Cornelius Caramell, sostituito nel suo incarico da Rufus Scrimgeour), poi Spinner’s End,lo squallido quartiere di periferia dove si trova la casa di Piton (che riceve la visita di Narcissa Malfoy e sua sorella Bellatrix Lestrange) e soltanto in terza battuta la casa di Privet Drive dove Silente va a prendere Harry per condurlo con sé a convincere un vecchio professore a riprendere l’insegnamento.

Copertina della nuova edizione con la traduzione rivista da Bartezzaghi
Copertina della nuova edizione con la traduzione rivista da Bartezzaghi

Dopo questa breve panoramica iniziale, che permette di introdurre due dei tre temi fondamentali della trama (Lumacorno è legato agli horcrux, i Malfoy alla disperata missione di Draco) l’azione si sposta a Hogwarts, decisamente cambiata dal tempo in cui le lezioni degli studenti si susseguivano con monotona regolarità. Ora il castello è turbato dal pericolo che il ritorno di Voldemort porta con sé, pericolo che Silente cerca di fronteggiare facendo conoscere ad Harry dei ricordi legati alla giovinezza di Tom Riddle ed all’intenzione del giovane mago di creare degli horcrux per proteggersi dalla morte. Nel contempo Harry, oltre ad affrontare qualche turbamento d’amore e qualche difficoltà con gli amici di sempre, è ossessionato dallo strano comportamento di Draco Malfoy (più chiuso in se stesso e meno arrogante del solito, oltre che con un aspetto sempre meno in salute) e dalla scoperta di un abile ex-studente della scuola che firmandosi come Principe Mezzosangue ha riempito un libro di pozioni di suggerimenti ed incantesimi straordinari.

Lo dico subito, questo sesto capitolo della saga di Harry Potter è, insieme al successivo, il mio preferito. In questo romanzo la Rowling ha avuto la maestria di dare alternativamente al lettore la sensazione di essere pericolosamente vicino, e un attimo dopo desolatamente lontano, dalla risoluzione di tutta la rete di enigmi, misteri e segreti che ha accompagnato il protagonista nei suoi primi anni a Hogwarts. E pur ammettendo che questa rete di intricati misteri non viene assolutamente sbrogliata alla conclusione del libro, non posso comunque fare a meno di pensare che il ritmo incalzante rende accattivante l’intricarsi stesso delle vicende narrate.

Sebbene il titolo identifichi nel filo conduttore della storia la scoperta della sconosciuta identità del Principe Mezzosangue, io credo che altrettanto se non maggiore peso rivesta la sotto-trama legata agli horcrux. E non solo perché finalmente la Rowling apre uno spiraglio sul possibile modo di sconfiggere Voldemort definitivamente, ma soprattutto perché mette finalmente in luce alcuni aspetti di questo malvagio antagonista che pur senza agire direttamente domina l’intero libro.

Finalmente scopriamo che il mezzosangue Tom Riddle è stato abbandonato dai genitori perché non amato e, in conseguenza di questo abbandono e dell’aver poi scoperto la propria discendenza da Serpeverde (lui che era stato allevato in un orfanotrofio), è cresciuto aggressivo e pieno di rabbia. Vediamo Tom in varie fasi della sua giovinezza e vediamo soprattutto le analogie fra la sua vita e quella di Harry: entrambi vittime di un’infanzia infelice senza genitori, entrambi così entusiasti di frequentare Hogwarts (che considerano alla stregua della casa che non hanno mai avuto), entrambi troppo propensi ad ignorare le regole.

Insomma, l’uso di questi ricordi-flashback per approfondire la figura di Riddle-Voldemort ed il suo intrecciarsi con la tematica degli horcrux sono a mio parere il punto di forza del romanzo. Così come gli conferisce pienezza il fatto di essere tornati ad una voce narrante onnisciente che penetra ogni sentimento, pensiero e sensazione. Se infatti nei precedenti romanzi ad esclusione del primo il punto di vista rimaneva sempre quello del protagonista, ora la visione si allarga e permette al lettore di assistere a fatti e percepire emozioni o stati d’animo anche quando Harry non è presente.

Alcune precedenti edizioni italiane del volume
Alcune precedenti edizioni italiane del volume

Positivo secondo me anche il fatto che tornano a rasserenarsi i rapporti tra il protagonista e Silente. Nel romanzo precedente la Rowling li aveva pressoché isolati l’uno dall’altro ricorrendo da una parte alla motivazione “non voglio che Voldemort capisca quanto sei speciale per me” e dall’altra alla fase di contestazione adolescenziale di Harry che ne “L’Ordine della Fenice” si sentiva perennemente incompreso da tutti. Evitando di tirare troppo la corda in merito, con questo romanzo l’autrice riporta la relazione fra i due su un piano più pacifico ed anche maturo rispetto al passato, facendo agire in sintonia i due maggiori oppositori di Voldemort.

A parte il rinsaldarsi della relazione preside-alunno prediletto, i toni di questo sesto romanzo si fanno indiscutibilmente più cupi che in passato, in piena aderenza al tono delle vicende narrate (che si avviano sempre più verso l’epilogo dato dal libro conclusivo). Restano comunque presenti, anche se non numerosi come nei primi volumi, dialoghi umoristici e situazioni divertenti.

Nel predominante clima oscuro si percepiscono bene soprattutto la stanchezza di Silente, vicinissimo alla morte e consapevole di ciò, e la disperazione di Draco. Il ragazzo in particolare diventa finalmente un personaggio più pieno rispetto al viziato purosangue dei capitoli precedenti: un giovane tendenzialmente non coraggioso ma costretto a compiere una missione quasi impossibile per impedire che Voldemort stermini la sua famiglia. Draco è probabilmente l’unico personaggio, e la sua l’unica sotto-trama, che nel film sono rese addirittura meglio che nel libro, Il romanzo rende l’idea di come Tiger e Goyle da sgherri spesso maltrattati siano diventati quasi dei guardiani che lo sorvegliano, e di quanto Harry sia ossessionato dal bizzarro comportamento di Malfoy; la pellicola riesce (grazie alla bella interpretazione di Felton) a rendere tutto il dramma di questo adolescente sempre più tormentato.

Locandina francese del film
Locandina francese del film

Altro personaggio che durante il libro viene (finalmente) approfondito e gode di scene davvero significative è Piton. Fino ad ora appariva come il cattivo-non cattivo, l’insegnante che privilegia sfacciatamente la sua casa e se la prende con Harry per ripicca verso il padre, ma che Silente continua a dichiarare non dalla parte di Voldemort (e nonostante questo il protagonista lo odia di un odio profondissimo). Dopo aver scoperto che era stato Piton a rivelare a Voldemort la profezia che lo aveva spinto a uccidere i Potter, finalmente l’ambiguo Severus è protagonista di due scene molto ben calibrate. La prima nell’apertura del romanzo, a Spinner’s End, quando con modi melliflui ed autenticamente odiosi riesce a rimettere al suo posto persino la fanatica Bellatrix, stupendola poi quando acconsente a stringere il Voto Infrangibile. La seconda nella chiusura: la sua apparizione sulla torre è decisiva, uccide Silente con tocco da maestro (senza tutti gli ammiccamenti della corrispondente scena del film, che lascia a chiunque il dubbio che la morte sia stata accuratamente predisposta) e prima di andarsene affronta Harry superandolo a livello di magie e urlandogli finalmente contro la sua rabbia (“non userai i miei incantesimi contro di me” e “Non chiamarmi codardo! tuo padre e i suoi amici non mi attaccavano mai se non erano per lo meno in quattro!“). Che dire, la Rowling ha fatto aspettare un po’ i suoi lettori ma finalmente Piton ha avuto il peso che merita.

Decisamente una caduta di ritmo in queste pagine dominate dall’angoscia e dalla ricerca (su Voldemort piuttosto che sul Principe Mezzosangue) è invece la presenza delle parentesi amorose dei vari studenti. Capisco che sono adolescenti, ma in piena crisi per l’ormai assodato ritorno di Voldemort questi giovani maghi – molti dei quali solo l’anno prima avevano fatto parte dell’Esercito di Silente dimostrando ben maggiore maturità – ora non trovano di meglio da fare che sbaciucchiarsi o ingelosire quello/quella con cui vorrebbero mettersi davvero.

Per fortuna gli episodi “rosa” non sono così numerosi da stancare e gli ultimi dieci capitoli in particolare sono un avvincente susseguirsi di azione, colpi di scena e spiegazioni. La battaglia ad Hogwarts, leggibile in prospettiva come una piccola anticipazione del più cruento scontro che concluderà la saga, è animata e ben condotta, senza quel troppo rapido cambio di punti di vista che caratterizzava nei volumi precedenti la narrazione delle partite di Quidditch. Peccato che anche in questo caso i Mangiamorte ci facciano davvero una magra figura, senza contare un piccolo dettaglio: pare che gli amici di Harry se la cavino anche (o forse soprattutto?) grazie a qualche sorso di Felix Felicis. Se la pozione è tanto potente, visto il clima di pericolo attuale, perché qualche abile pozionista come Piton o Lumacorno non ne ha preparata una bella scorta invece di una minuscola boccettina da regalare in premio allo studente più brillante della lezione?

Interrogativo senza risposta come l’unica altra obiezione che mi sento di muovere al libro: Harry trova un vecchio testo di pozioni con delle scritte a margine e fiducioso inizia a usarlo. Non gli importa che nessuno – e dico nessuno – sia d’accordo con lui: forse Ron è geloso perché il libro non è capitato a lui, forse Hermione è risentita perché non è più la migliore della classe, ma almeno a Ginny o Hagrid potrebbe dare un pochino retta. Dopotutto ha già visto cosa un diario aveva scatenato alcuni anni prima …

Harry Potter e il principe mezzosangue” è in definitiva un romanzo coinvolgente e persino commovente che si legge tutto d’un fiato. Personalmente l’ho apprezzato perché, dopo il precedente capitolo relativamente sconclusionato, ritengo che in questo sesto libro la Rowling abbia saputo miscelare un intreccio sviluppato su più fronti, una ricerca a metà fra lo psicologico e il giallo, una dose non esagerata di azione, una curata analisi dei personaggi.

 

Età per cui lo consiglio: dai 14 anni 

Giudizio in breve, per un pubblico adulto: Un buonissimo libro il cui ritmo serrato non viene interrotto nemmeno da qualche episodio (di troppo) di cotta adolescenziale. La trama di fondo, divisa fra l’esplorazione dei ricordi di Voldemort, i dubbi sull’identità del misterioso Principe Mezzosangue e i tormenti di Draco Malfoy, è davvero avvincente. Siamo comunque più che mai lontani da quello che definirei un tipico libro per ragazzi. 

 

Voto:gifVotoPiccolagifVotoPiccolagifVotoPiccolagifVotoPiccolagifVotoPiccolagifVotoPiccola

 

 

Locandina italiana del film
Locandina italiana del film

 

Paragone tra libro e film: Ecco la pellicola che si contende con “L’Ordine della Fenice” il titolo di peggior riduzione cinematografica dei libri di Harry Potter. Ovviamente non deve essere facile ricondurre ad una lunghezza accettabile 580 pagine di trama, ma perché tralasciare gran parte della tematica Horcrux-ricordi su Tom Riddle (oltre al funerale di Silente) e privilegiare invece un taglio da soap opera di adolescenti? Non ho guardato “Beverly Hills 90210” quando ero ragazza, ma mi sembra che il tono di questo film sia proprio il medesimo. Pessima poi la scelta di utilizzare l’attore Hero Fiennes-Tiffin non solo nelle scene su Tom undicenne all’orfanotrofio ma anche in quelle successive con Lumacorno: che ne è stato di Christian Coulson (efficacissimo Riddle in “La camera dei segreti“)? Aveva forse chiesto una paga troppo alta?

 

 

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...