“La stagione dei matrimoni” di Katie Fforde – Recensione

[Titolo originale: Wedding Season]

Il mio giudizio in breve:

Il romanzo è ovviamente leggero, ma la trama è ben scritta e abbastanza scorrevole. Oltre alla coppia principale si sviluppano le storie anche delle collaboratrici di Sarah, il che rende forse un po’ dispersivo e non approfondito il tutto, ma al contempo lo movimenta un po’. Nell’insieme una lettura piacevole.

stagioneMatrimoni

Sarah Stratford è una delle migliori organizzatrici di matrimoni del Regno Unito, ma segretamente è una cinica che non crede più nell’amore, tanto meno eterno. Le faccende di cuore sono comunque l’ultimo dei suoi problemi. Ha infatti solo due mesi di tempo per predisporre le nozze di una celebre attrice e, come se non bastasse, nello stesso giorno si sposerà anche sua sorella Lily, che ha aspettative poco realistiche dato il budget irrisorio e si ostina a non capire che un vestito attillato non è la scelta migliore per nascondere una gravidanza. Fortunatamente, Sarah può contare sull’aiuto di due care e fidate amiche, benché entrambe abbiano questioni personali da risolvere: Elsa crea abiti da sogno, ma è afflitta da una desolante mancanza di fiducia in se stessa, mentre Bron ha molteplici talenti – parrucchiera, truccatrice, pasticcera – ma un fidanzato dispotico di cui vorrebbe disfarsi. Armate di santa pazienza, le tre giovani dovranno far fronte a capricci, panico, notti insonni e mille contrattempi, non ultimo quello che temono di più: innamorarsi.

Avevo già letto un romanzo della Fforde (questa la mia recensione di “Dolci imprevisti), senza trovarlo molto intrigante, ma ho voluto dare una seconda chance all’autrice perché il suo stile non mi dispiaceva e mi attira anche l’ambientazione inglese che fa da cornice ai suoi libri. Fra i vari titoli disponibili ho scelto un po’ a caso “La stagione dei matrimoni“, attratta dalla prospettiva di scoprire in quale versione la scrittrice avrebbe declinato l’ormai non troppo originale spunto “wedding planner single che si innamora”.

Come illustrato dalla sinossi sulla quarta di copertina, il volume in questione segue le vite e le vicende (sentimentali ma anche professionali) di tre giovani donne legate sia dall’amicizia sia dalla collaborazione lavorativa in quanto (una come wedding planner, una come parrucchiera, una come sarta) si ritrovano spesso ad assistere le stesse spose. Non mi aspettavo sinceramente che l’autrice approfondisse le vicende di tutte e tre le protagoniste, a è stata una sopresa tutto sommato piacevole, quasi come avere tre romanzi intrecciati là dove me ne aspettavo uno soltanto.

Sarah, probabilmente la figura alla quale la Fforde dedica maggiore spazio, dopo essere uscita scottata da un’esperienza amorosa finita male ha perso praticamente tutto il romanticismo, almeno rivolto a se stessa, e si dedica con passione a rendere perfetto il giorno speciale delle altre donne. Come wedding planner è abbastanza affermata ma non certo famosa, quindi è a dir poco entusiasta quando un’attrice americana molto nota le chiede di organizzare le proprie nozze nella verde campagna inglese. L’autrice ha reso secondo me molto bene il carattere di questa donna che nell’animo è ancora romantica ma non si concede di esserlo per se stessa, decisa a realizzarsi professionalmente, disturbata – più che turbata – quando un sentimento più intimo comincia a legarla al suo fotografo migliore.

Divertenti sono in particolare le interazioni tra Sarah e sua sorella, quando Lily si ostina a desiderare un matrimonio da favola pur disponendo di un budget limitato, ma anche il rapporto fra la protagonista e Hugo è sviluppato bene: senza buttare subito i due uno fra le braccia dell’altro, la Fforde fa evolvere i personaggi durante la narrazione (Sarah in particolare), mostrando nuovi dettagli del suo carattere e portandola infine a superare il maggior ostacolo – costituito proprio da se stessa – che le impediva di lasciarsi andare ad una nuova relazione.

Bron ed Elsa sono meno approfondite come personaggi, ma ugualmente tratteggiate con cura, credibili e soprattutto diverse, sia rispetto a Sarah sia fra loro. Bello il modo deciso in cui Bron prende finalmente le distanze da un rapporto di coppia che la stava rendendo infelice, e tenera la dolcezza quasi esasperata di Elsa. Insomma, si nota che la scrittrice ha cercato di sviluppare personalità diverse e complementari per rendere più armonico il romanzo e analizzare il “problema amore” da punti di vista differenti.

Naturalmente dal momento che “La stagione dei matrimoni” ha tre protagoniste femminili, tutte più o meno seguite con lo stesso livello di dettaglio, la profondità di ogni caratterizzazione è minore di quanto sarebbe accaduto con un romanzo incentrato su un’unica protagonista. Comunque mi è piaciuto vedere come la loro amicizia si è formata e cementata, come si sono sostenute e incoraggiate a vicenda. Anche i dettagli sulla pianificazione delle nozze (fossero quelle di Carrie o di Lily) erano disseminati in maniera da legarsi bene al resto della trama, soprattutto perché la Fforde è riuscita a trasmettere fin da subito l’idea di quanto alle tre donne piacesse il loro lavoro.

Probabilmente il difetto maggiore di questo libro è legato al poco approfondimento dedicato invece ai tre “lui” della situazione, che non rivestono assolutamente nell’economia del romanzo un peso paragonabile a quello delle eroine di cui si innamorano. Il romanzo è declinato al femminile, indiscutibilmente, ma un romanzo rosa in cui i protagonisti (maschili) siano appena introdotti ne esce sicuramente penalizzato. Riconosco che, avendo già tre eroine, due matrimoni e un po’ di comprimari sarebbe stato sicuramente difficile sviluppare a fondo anche le figure maschili, ma credo che la narrazione sarebbe risultata più completa ed interessante se gli uomini fossero stati maggiormente coinvolti.

La stagione dei matrimoni” rappresenta dunque una lettura non impegnativa ma piacevole, un libro che con stile divertente e talvolta umoristico (del tipico umorismo britannico sempre molto soft) riesce a portare alla vita i personaggi e non si perde nell’impresa di intessere tre storie in un’unica trama. Purtroppo la presenza di molti personaggi principali non ha lasciato all’autrice abbastanza tempo per svilupparli tutti, soprattutto dal lato maschile. Un libro comunque che non delude, soprattutto se preso come leggera lettura sotto l’ombrellone o in un pomeriggio piovoso.

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