“Segreti” di Nora Roberts – Recensione

[Titolo originale: Public Secrets]

Il mio giudizio in breve:

Libro mediocre, pubblicizzato come un romantic suspense anche se ha pochissimo sia di amore che di mistero. La narrazione procede lenta, angosciante nei contenuti ma incapace di suscitare empatia, e solo gli ultimi capitoli risollevano un giudizio che sarebbe altrimenti del tutto negativo.

segretiRoberts

Dopo aver letto un intrigante romanzo della Roberts in forma condensata (qui  il link alla recensione), quando in una bancarella dell’usato mi sono imbattuta in una copia cartacea abbastanza vintage di un altro romantic suspense della scrittrice americana ho subito pensato che era l’occasione giusta per farmi un’idea più precisa del suo stile, così mi sono affrettata ad acquistare e leggere il volume. La prima conclusione è che – almeno in quest’occasione – una lettura condensata sarebbe stata di gran lunga più gratificante: in “Segreti” la Roberts trascorre infatti quasi l’80% del libro a non dire nulla di interessante, nulla che contribuisca allo sviluppo della trama, nulla che generi empatia verso i personaggi.

Il romanzo ha come protagonista indiscussa Emma McAvoy, figlia di una rock star irlandese dall’infanzia a dir poco difficile visto che fino a tre anni è stata accudita da una madre violenta e alcolizzata e poi a sei anni ha quasi assistito (senza riuscire ad impedirlo) all’omicidio dell’amato fratellastro Darren. Con svariati salti temporali in avanti il libro passa a mostrarci Emma adolescente, chiusa dal padre in un rigido collegio cattolico e seguita a vista dalle sue guardie del corpo per impedire che le venga fatto del male come accadde al fratello; Emma giovane fotografa che sperimenta per la prima volta il piacere di vivere libera; Emma che sposa un fascinoso cantante, il quale si rivelerà poi come un uomo violento e brutale; Emma infine che dopo oltre vent’anni riesce a ricordare la tragica notte in cui suo fratello morì, superando il senso di colpa e rivelando l’identità degli assassini.

Sulla carta un libro che ha tutto per piacere e confesso che all’inizio (fino a poco dopo la morte di Darren) la tensione è davvero palpabile, c’è sempre la sensazione che nonostante sia stata presa con sé dal padre qualche brutta sorpresa attenda Emma al varco, rovinandole la vita. Peccato che dopo il colpo di scena dell’omicidio tutto si appiattisca in una lunga, noiosa, eccessivamente dettagliata descrizione degli anni a seguire. Probabilmente l’autrice voleva trasmettere l’oppressione di Emma (schiacciata dal senso di colpa, perseguitata dagli incubi, ingabbiata dalle misure di sicurezza volute dal padre) ma il risultato è ben lontano dal risultare avvincente.

Emma stessa è un personaggio che, al pari di tutti gli altri, non mi ha detto assolutamente nulla. Una parte di me nel leggere di tutti gli abusi subiti da questa giovane donna (maltrattata dalla madre nei primi anni di vita, perseguitata dalla morte del fratello che aveva promesso di aiutare, chiusa in un collegio e isolata dal mondo per anni, quasi violentata dal fidanzato di un’amica, maltrattata e percossa dal marito) provava un malessere quasi fisico nel proseguire il romanzo, ma non riuscivo comunque ad appassionarmi alla sua storia, che sentivo troppo artefatta e forzata.

L’autrice poi, non paga di sprecare pagine su pagine per parlare di dettagli o eventi inutili nella vita della protagonista, allarga il tiro e ci mette in mezzo anche le vite di chi le sta intorno. Ecco che allora di tanto in tanto fanno capolino altri personaggi, sempre e solo (purtroppo) per fare qualcosa che non c’entra nulla con Emma, nulla con la morte di Darren, nulla con niente tranne la loro vita disastrata. Già perché in “Segreti” non è felice nessuno: chi non è alcolizzato o drogato ha un passato difficile, Bev è distrutta dall’inutile morte del figlio, i cantanti sono ossessionati dalla musica e dal successo. Michael sarebbe l’unica figura ragionevolmente normale, ma anche qui la scrittrice pensa bene di farlo innamorare di Emma dopo averla vista una sola volta quando lui ha 18 anni e lei 13, giusto per mettere a rischio pedofilia un uomo altrimenti un po’ comune. D’altronde lo perdoniamo perché il suo è un amore tenace (oltre 10 anni durante i quali vede o telefona a Emma al massimo 3 volte in tutto), perché è dolce con la protagonista e perché di fatto è l’unico personaggio positivo del romanzo.

Ciò che più mi ha disturbata durante la lettura è stato sicuramente questo affollarsi di figure incredibilmente crudeli, tutte accanite contro Emma in maniera assolutamente immotivata per la storia. La madre naturale la picchia e la maltratta perché non ha soldi e deve mantenere da sola una bambina, questo è tragico ma realistico e giustifica l’avvio del romanzo oltre ai traumi che lei si porta dietro crescendo; se poi però quella stessa donna con una rendita garantita non fa che bere, drogarsi e portarsi a letto degli sconosciuti (comportamenti descritti quasi per caso durante il libro), continuando a odiare la figlia e a tramare vendetta, mi pare meno comprensibile oltre che – per quasi tutto il libro – non pertinente.

Anche Drew è sadico, violento, crudele senza che questo davvero conti nel romanzo: un marito simile serve solo perché a 100 pagine scarse dal finale la protagonista riconosca che per anni si è sentita in colpa della morte del fratello? Ma se non ha fatto che ripeterlo per tutto il romanzo, che era stata colpa sua se il piccolo era morto!

Sono la prima a riconoscere che spesso i cattivi servono ad una trama, io stessa in Nelle Ombre dei Sogni ho descritto figure assolutamente malvagie ma là erano necessarie per giustificare il fatto che l’anima di Louise non avesse trovato pace neppure nella morte. In “Segreti” la mia impressione è che la dilagante crudeltà descritta o fatta intuire dalla Roberts sia fine a se stessa. Se il romanzo fosse una biografia sarebbe agghiacciante quasi quanto “Il diario di Anna Frank“, ma trattandosi di un’opera di fantasia non capisco davvero il senso di tanta cattiveria gratuita.

Sgradevole è dunque non solo che la scrittrice abbia messo nel libro tutto il peggio dell’umanità e del mondo rock anni ’60-’80, ma lo abbia fatto in una maniera che è risultata poco coinvolgente e inutile ai fini della trama. Dopo la morte di Darren mi aspettavo che il focus del romanzo si centrasse su questo delitto, invece questo viene quasi dimenticato per decine se non centinaia di pagine. Ne abbiamo un vago accenno per spiegare gli incubi e i problemi caratteriali di Emma, poi verso la metà del libro l’autrice – per non farcelo scordare del tutto – pensa bene di mettere un inutile dialogo fra i due assassini, quindi coinvolge nel piano anche la madre di Emma, per finire ci rivela l’identità di uno dei killer quando non sarebbe stato affatto necessario. Anche perché da un accenno iniziale (il fatto che Emma bambina avesse riconosciuto uno degli uomini presenti nella camera di Darren) è ovvio che i colpevoli fanno parte dell’entourage della band, ma già dopo un centinaio di pagine è più che chiaro chi non sia stato, e dunque i sospettati calano sempre più. Io ho continuato a leggere sperando che la componente mistery prendesse più corpo nella narrazione, e che il colpevole non fosse chi avevo subito immaginato, ma entrambe queste speranze sono state deluse.

Il romanzo si risolleva solo nell’ultimo 20%, quando finalmente assistiamo a una brusca sterzata su tutti i fronti: Emma e Michael finalmente interagiscono dando corpo alla componente romantica; gli assassini di Darren sentendosi braccati cercano di uccidere la protagonista (svolta mistery non inaspettata ma comunque apprezzabile); il ritmo stesso della narrazione si fa meno piatto e più coinvolgente. Il punto è che, purtroppo, io non credo bastino 50 pagine a salvare un libro che per altre 250 si è trascinato stancamente e malamente.

Segreti” rimane dunque, per quanto mi riguarda, una lettura da un lato deprimente (quello che più mi ha coinvolta sono stati i passaggi sulla morte di Darren e l’effetto devastante che quella perdita ha avuto su sua madre) e dall’altro troppo prolissa e noiosa. Un susseguirsi di pagine che senza avvicinarsi minimamente al nodo cruciale della trama erano solo una sempre più incupita enunciazione di tutta la tristezza, il dolore e l’orrore che possono colpire una famiglia all’apparenza serena. Un romanzo quindi che non mi sento assolutamente di consigliare.

Voto: gifVotoPiccola

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