“Shanna” di Kathleen E. Woodiwiss – Recensione

[Titolo originale: Shanna]

Il mio giudizio in breve:

Appassionante romanzo che unisce amori ardenti, invidie sotterranee e misteri intricati in un susseguirsi di avventure mozzafiato e identità fittizie; qualche passo un po’ audace e una prosa a tratti troppo fiorita non riescono a condizionare la piacevolezza della lettura.

A sinistra la copertina della più recente edizione italiana pubblicata da Sonzogno: decisamente poco accattivante, a mio avviso. D'altronde anche una precedente (a destra), tratta da un quadro, mostrava una donna coi capelli scuri ...
A sinistra la copertina della più recente edizione italiana pubblicata da Sonzogno: decisamente poco accattivante, a mio avviso. D’altronde anche una precedente (a destra), tratta da un quadro, mostrava una donna coi capelli scuri, mentre Shanna è bionda.

Lo scorso week-end una mia amica commentando le mie recensioni sul blog aveva osservato che, stando ai miei post (ma anche alla sua personale opinione), i romanzi più recenti di genere sentimentale erano tipicamente deludenti, sia quelli ad ambientazione moderna che storica. Continuando a chiacchierare dell’argomento è emerso che lei non conosceva Kathleen E. Woodiwiss, scrittrice americana che da molti viene addirittura considerata la creatrice del romance, ovvero storie romantiche ambientate in epoche passate ed in cui, per quanto il nucleo centrale sia sicuramente rappresentato da un’infuocata passione, non mancano intrighi e misteri, che spesso mettono seriamente in pericolo la vita dei protagonisti. Quando dunque ho scoperto che la mia amica non aveva mai letto alcun libro della Woodiwiss, autrice che invece io conosco bene avendo letto praticamente tutti suoi romanzi, le ho consigliato il mio preferito – Shanna – decidendo pressoché nello stesso istante che valeva la pena dedicare a un così bel libro anche un post.

Questo romanzo, che è facile reperire attualmente in varie edizioni Sonzogno, risale ai primi anni ’70 e in certi aspetti si nota questo suo essere vintage, ma a mio parere i pregi del libro superano di gran lunga i suoi difetti. La trama, tanto per iniziare, è di quelle che più romantiche non si può, pur senza essere sdolcinata o melensa: l’avvio della storia si situa a metà Settecento nella sordida prigione londinese di Newgate, dove la ricca e bellissima ereditiera Shanna si reca in cerca di un marito. Il perché una donna affascinante e con una dote che da sola le spalancherebbe ogni porta si comporti in tal modo è presto detto: obbligata dal padre (che vuole presto degli eredi da quest’unica figlia) a sposarsi entro il prossimo compleanno, ma restia a concedere ad un uomo il diritto di dirigere la sua vita, Shanna crede di aver trovato la soluzione ideale al suo problema. Sposare un condannato a morte, così da poter esibire di fronte al padre i documenti comprovanti le nozze, ma in modo da evitarsi la non voluta vicinanza di un marito.

La sua scelta cade su Ruark, un condannato per omicidio che pure sotto la sporcizia e le penose condizioni della prigionia non solo risulta essere un uomo esteriormente affascinante, ma anche capace di ribattere con arguzia a tutte le osservazioni di Shanna. Il matrimonio viene frettolosamente celebrato prima dell’esecuzione del promesso sposo, ma come prevedibile il destino ci mette del suo e il condannato a morte scamperà alla forca, finendo per diventare schiavo proprio del padre di Shanna.

La trama, pur prendendo l’avvio da un classico matrimonio forzato, si rivela originale e incalzante perché appare chiaro sin da subito che Ruark non ha alcuna intenzione, evitato il boia, di mettersi da parte; al contrario farà il possibile e l’impossibile per convincere Shanna a rivelare pubblicamente il loro matrimonio. La componente romantica e sentimentale ha sicuramente il peso maggiore nello sviluppo della narrazione, ma è resa più movimentata da un avvincente mistero che si dipana toccando il passato di Ruark, l’accusa di omicidio pendente sulla sua testa, un nuovo delitto accaduto nell’isola di Los Camellos dopo il ritorno dei protagonisti alle proprietà del padre di lei.

Se dunque le vicende sono ricche di imprevisti e suspense, alternando momenti più passionali ad altri d’azione e avventura, una notevole parte nella riuscita del romanzo si deve pure agli sfondi scelti dall’autrice ed alle sue indubbie capacità descrittive. Le ambientazioni sono decisamente suggestive, dalla nebbiosa Inghilterra alle lussureggianti colonie caraibiche, passando per un’isola covo di pirati fino a giungere alle terre del Nord America, con le vallate coperte di boschi e ruscelli. E non inferiore alla suggestione intrinseca di questi luoghi incantati è l’abilità della Woodiwiss nel dipingerli, che si tratti di ricreare la bellezza di un paesaggio, la sontuosità di un ambiente domestico, persino la ricchezza di un abito o di una tavola imbandita.

Copertina di una delle edizioni statunitensi: sarebbe perfetta se solo avessero dipinto i capelli di Shanna biondi anziché castani.
Copertina di una delle edizioni statunitensi: sarebbe perfetta se solo avessero dipinto i capelli di Shanna biondi anziché castani.

Certo, ci sono dei momenti in cui questa accuratezza descrittiva si fa addirittura eccessiva, rallentando un po’ lo svolgersi della trama, ma nel complesso mi pare che il romanzo mantenga sempre un ritmo sostenuto ed avvincente. Anche perché le scene di passione – che pure non mancano – raramente sono puri e semplici momenti hot, al contrario sono di solito contestualizzati in modo che il loro accadere sia legato ad un’evoluzione caratteriale dei protagonisti o a qualche importante evento nelle loro vite. L’aspetto peggiore dal punto di vista stilistico è dato secondo me dalle ripetizioni inutili che l’autrice spesso sparge a poche pagine di distanza, siano esse il puntualizzare un aspetto fisico dei protagonisti (gli occhi color ambra di Ruark) oppure il tornare sulla descrizione di un luogo o di un comprimario.

Quello che comunque credo catturi davvero in “Shanna“, ponendolo al di sopra dei romance più stiracchiati caratterizzati solo dalla passione e da qualche prevedibile battibecco fra i protagonisti, sono l’intrecciarsi davvero movimentato degli eventi e i personaggi, molto ben delineati. Shanna è la classica fanciulla privilegiata, testarda, capricciosa, egoista; il suo piano per diventare rapidamente ed in modo indolore una più che consolabile vedova dimostra sia la sua cocciutaggine sia l’assoluta indifferenza per i sentimenti altrui. Ruark al contrario è il prototipo dell’uomo ideale: bello, affascinante, intelligente, spiritoso, indomabile, coraggioso; non riescono a piegarlo né un’ingiusta incarcerazione, né la condizione di schiavo, né la minaccia dei pirati.

Anche i comprimari sono caratterizzati con abilità, in modo che sia agevole affezionarsi a loro e seguire le loro vicende durante il progredire della narrazione. L’autoritario Orlan, il fedele Pitney, il fatuo Lord Billingham, la sciocca Milly, la cordiale famiglia Beauchamp, i crudeli pirati: non c’è figura di un certo peso che non venga in qualche modo resa unica dall’autrice, dandole un certo spessore e un carattere che almeno qualche dettaglio contraddistingue dagli altri.

Che cosa dunque impedisce a questo libro di essere un romance perfetto e rientrare nella categoria degli indimenticabili? Paradossalmente proprio Ruark, il magnifico protagonista. Nessuna donna – credo – può evitare di innamorarsi di questo individuo che è molto più di un tipico, banale maschio alfa, perché Ruark non è solo affascinante forte e deciso, è anche tenero paziente ed intelligente. Deciso a conquistarsi un posto nel cuore di Shanna non indietreggia davanti a nessun ostacolo pur di perseguire il suo fine, salva la sua bella eroina persino dalla morte – più di una volta – è in tutto e per tutto un uomo perfetto. Ma pur amandolo non si può fare a meno di chiedersi cosa lui abbia visto in Shanna. Lei è una donna bellissima, certo, ma lo ha trattato in maniera indegna per quasi metà del libro. Si può capire che un condannato a morte accetti un patto stravagante come il matrimonio alla vigilia dell’impiccagione (non ha nulla da perdere), si può tollerare che un prigioniero scampato alla morte insista per veder rispettato il patto che gli consente di consumare il matrimonio, ma con tante donne sulla terra perché Ruark insiste a volere proprio Shanna?

L’eroina, presentata inizialmente come egoista e superficiale, abituata a far sempre di testa propria e ad averle tutte vinte, nel corso del libro matura, si innamora dell’uomo che nonostante tutto le è sempre accanto nel momento del bisogno, inizia a preoccuparsi degli altri e non solo di se stessa. Insomma, Shanna nasce come bambinetta capricciosa e viziata e si trasforma in una donna vera; Ruark, che già all’inizio è praticamente perfetto (certo, in prigione non è remissivo né paziente, ma questo è ovvio e fa persino parte del suo fascino da bello e dannato), non può evolversi e migliorare. Dall’inizio alla fine della storia al suo personaggio manca l’unico dettaglio che la narrazione non spiega, il motivo per cui ami così appassionatamente una donna come la Shanna dei primi capitoli.

Questo d’altronde, pur essendo un indubbio difetto, non riesce a scalfire in profondità la bellezza del libro, che rimane un appassionante esempio di romanzo d’amore e d’avventura capace di emozionare e far sognare. E personalmente ad un romance non mi sento davvero di chiedere altro.

Voto:gifVotoPiccola gifVotoPiccolagifVotoPiccolagifVotoPiccolagifVotoPiccola

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...