“Zeb e la scorta di baci” di Michel Gay – Presentazione

Lavorando fuori casa sia mio marito che io, entrambi i nostri figli hanno dovuto forzatamente iniziare presto a frequentare il nido, intorno agli 8-9 mesi, ma siamo stati davvero fortunati: si sono ammalati di rado e non hanno mai manifestato grandi problemi a lasciare la mamma per rimanere con le maestre e le educatrici dell’asilo. Certo, qualche giornata “no” contraddistinta da un po’ di capricci e dalla tendenza a restare aggrappati alle gambe dei genitori si è verificata, ma senza che si lasciassero andare a nessuna vistosa crisi di pianto.

La copertina, identica sia per la versione con copertina rigida che morbida
La copertina, identica sia per la versione con copertina rigida che morbida

Una mia amica, mamma da poco più di due anni, non è stata altrettanto fortunata, il suo bimbo piange regolarmente quasi ogni mattina quando capisce che la mamma sta per “abbandonarlo” al nido e anche se le educatrici la rassicurano che dopo qualche minuto gioca sereno con gli altri bimbi, la situazione non è piacevole. Così ho pensato di regalarle un libro che avevo sfogliato tempo fa in biblioteca e mi era sembrato affrontasse con approccio costruttivo il delicato problema della separazione: “Zeb e la scorta di baci“.

Questo volume, scritto e illustrato dal francese Michel Gay, è pubblicato in Italia da Babalibri, che ne fece uscire una prima edizione (ancora in catalogo) nel 2008 con copertina rigida e – visto il successo dell’albo – ne ha poi curata una riedizione nel 2012 in formato con copertina flessibile per la collana “Bababum“. Personalmente trattandosi di un regalo ho preferito scegliere l’edizione cartonata, un po’ più grande anche nelle dimensioni (28×23 cm) ma vista la notevole differenza di prezzo (l’edizione tascabile costa meno della metà rispetto alla precedente) mi sento di suggerire l’acquisto della pubblicazione più recente, che mantiene inalterate tutte le caratteristiche di testo e disegni originali.

Nelle sue circa 30 pagine, il libro racconta la storia della piccola zebra Zeb in procinto di partire per il campo estivo al mare. Zeb, entusiasta della nuova esperienza che sta per fare, prepara felice le sue cose finché non realizza che stando lontano non potrà avere i baci dei genitori: il bacio del buongiorno, quello della buonanotte, quelli senza un perché … Il piccolo è disperato ma i genitori per fortuna trovano la soluzione: ritagliano molti foglietti su cui stampano dei baci, poi li piegano in due e li sistemano in una scatola di caramelle che consegnano al cucciolo. Ogni volta che vorrà, lui potrà accostare un foglietto al musino e ricevere così un bacio a distanza.

Mamma e papà si preparano per fabbricare ...
Mamma e papà si preparano per fabbricare …

Rassicurato Zeb parte sul treno con una certa serenità, ma già durante il viaggio sente un po’ di nostalgia, a cui fa fronte proprio sfruttando uno dei suoi baci di carta. Lo stratagemma funziona così bene che, vedendo altri suoi compagni in lacrime perché vorrebbero i genitori, generosamente Zeb condivide con loro il contenuto della sua magica scatola, riportando la serenità in tutto il gruppo.

Questa favoletta tenera e dolce si accosta con delicatezza e originalità alla problematica del distacco e dell’autonomia, mettendo in luce tante sfumature che i bambini non sono ancora abbastanza consapevoli per distinguere da soli e che spesso – nell’ansia di placare i turbamenti infantili – nemmeno gli adulti pensano di sottolineare. Si nota per esempio fin da subito che il motivo dell’allontanamento da casa è in sé positivo, ma nonostante l’esperienza del campeggio al mare si prospetti interessante e piacevole Zeb è comunque triste: quale modo migliore per ricordare a piccoli e grandi che serve a poco dire “a scuola ti divertirai” se in quel momento il bimbo vorrebbe solo stare con la mamma?

Il libro comunque evidenzia come il comportamento dei genitori possa essere d’aiuto: non solo essi dimostrano di capire e non sottovalutare il problema di Zeb, ma si dimostrano comprensivi nei suoi confronti e non lo forzano ad accantonare da solo il proprio malessere. Al contrario agiscono praticamente (non solo a parole) per migliorare le cose, giungendo ad una soluzione davvero brillante perché non vale solo per i protagonisti del racconto, ma può essere facilmente adottata anche in una famiglia reale. E non solo per i bambini: il racconto non parla esplicitamente dei sentimenti di mamma e papà per la partenza di Zeb, ma prendendo spunto da questa lettura potremmo spiegare ai piccoli che anche gli adulti sentono la loro mancanza e che bacio cartaceo può funzionare in entrambi i sensi, diventando un “talismano” da mettere anche nella borsa di mamma o nella tasca di papà.

... una scatola piena di baci di carta!
… una scatola piena di baci di carta!

La storia affronta dunque il tema del distacco, ma non è questo l’unico argomento trattato: mi è piaciuta molto anche l’enfasi data alla condivisione e all’amicizia. Zeb parte solo (o quanto meno quando si prepara e sale sul treno non ci sono amici con cui dividere il peso della separazione da casa) ma durante il viaggio il suo altruismo non gli permette solo di aiutare gli altri bambini, è anche la strada per fare amicizia. E quando tutti sono sereni nessuno sente più la nostalgia: la solidarietà è stata un arricchimento per tutti, Zeb compreso.

Davvero interessante dunque il racconto contenuto nel libro, con un testo essenziale (la maggior parte dello spazio sulla pagina è occupato dalle illustrazioni) che nella sua semplicità può essere letto anche a bambini di poco sopra i due anni. A quell’età può darsi che alcune parole risultino un po’ difficili per i piccoli ascoltatori, ma il messaggio nel suo complesso sarà di certo compreso e la storia attirerà la loro attenzione.

Oltre che nella parte discorsiva il volume è molto curato anche nei disegni: le immagini, grandi e ricche di dettagli, mostrano su uno sfondo bianco o comunque molto tenue e quasi sfocato le colorate figure delle zebre, umanizzate quel tanto necessario perché i bambini le sentano simili a loro e si riconoscano nelle situazioni rappresentate. Il colore, sempre ben dosato e mai troppo vivace, aiuta inoltre i più piccoli a focalizzarsi sui particolari chiave di ogni scena, rendendo le illustrazioni un complemento davvero ben studiato al testo.

La mia esperienza: non ho una vera esperienza diretta per questo libro, l’ho sfogliato con mia figlia (che all’epoca aveva quasi 5 anni) dopo che ne avevano fatto alla scuola materna una lettura seguita da attività di laboratorio (costruire una scatola di baci per ciascun bambino). Lei aveva trovato interessante la storia, e con entusiasmo aveva portato a casa la sua scatola per aggiungere i baci di mamma e papà, ma sicuramente il volume “Zeb e la scorta di baci” è indirizzato ad un pubblico più giovane. La mia amica ha gradito ricevere questo volume in regalo e mi ha detto che lo legge spesso a suo figlio, per ora non ci sono stati grandi cambiamenti nel suo andare al nido ma lei gli lascia sempre un bacio di carta nelle tasche o nell’armadietto e sembra che questo espediente aiuti il piccolo ad affrontare con maggior serenità il momento del distacco.

Età per cui lo suggerisco: lettura ad alta voce dai 2 anni – lettura autonoma dai 6 anni03-reading-a-book

Valutazione: acquisto decisamente consigliato!

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