“Storie di fate e folletti” di Philip Hawthorn e Stephen Cartwright – Presentazione

Immagino capiti in qualsiasi ambito: si trova una cosa, la si apprezza, si instaura una certa fiducia e poi in qualche modo questa fiducia viene tradita. Per me è capitato, proprio di recente, con la casa editrice britannica Usborne: fino ad ora avevo sempre apprezzato molto i libri della Usborne, al massimo mi era successo (se acquistavo online) di aver comperato un volume non molto indicato per l’età del destinatario, ma questo non toglieva nulla al prodotto in sé. Quest’oggi invece voglio parlare di un titolo, “Storie di fate e folletti“, che mi ha proprio un po’ delusa – e soprattutto ha deluso mia figlia, la reale destinataria.

La copertina del libro
La copertina del libro

Il libro ha copertina rigida, impreziosita come spesso accade nelle pubblicazioni Usborne da qualche particolare argentato che brilla, ma piccolo formato (circa 14×16,5 cm); le sue 96 pagine non sono né cartonate né lucide ed il prodotto finale infatti rimane sottile e snello. Complessivamente un volume quasi tascabile (se non fosse per la copertina), destinato presumibilmente alla fascia d’età intorno ai 4-6 anni.

Dal punto di vista dei contenuti, il volume si presenta come un’antologia che contiene 17 racconti accomunati dal tema fate e folletti. Alcuni di questi racconti sono davvero molto brevi (tre pagine soltanto, occupate in parte anche dalle illustrazioni), mentre i più corposi arrivano ad una lunghezza di 7 o 8 pagine. I testi sono scritti in stampato minuscolo con caratteri abbastanza piccoli, non microscopici assolutamente ma troppo piccoli perché il libro venga letto in autonomia da bambini della prima (e forse anche seconda) classe delle elementari.

Queste storie sono in parte originali (nel senso che io non le conoscevo e quindi immagino che siano state pensate appositamente per il volume o appartengano comunque alla tradizione anglosassone e siano quindi poco note in Italia), in parte mi sono sembrate rivisitazioni di favole che avevo già letto. “Lo spiritello peloso” per esempio ha lo stesso svolgimento de “Il grande omone peloso“, che io ricordavo dalla mia infanzia per averla letta e ascoltata nella collana “I raccontastorie“. “La donna dell’aceto” invece mi ha rammentato molto la più nota favola “Il pesciolino d’oro” di Puskin, mentre “Parole ardimentose” è davvero simile nell’impostazione a “Il capraio e la figlia del re” di Bechstein. “Dispetti da folletti” si basa sulla classica idea della luna caduta nell’acqua, “Angelica” sfrutta lo stesso espediente usato da Ulisse con i ciclopi: insomma, leggendo queste storie avevo spesso la sensazione di aver già sentito qualcosa di simile in un contesto leggermente diverso.

Esempio di pagine con illustrazioni piccole ...
Esempio di pagine con illustrazioni piccole …

La componente grafica è forse l’aspetto più simpatico del volume: ogni pagina presenta una piccola cornicetta colorata (il colore rimane costante per tutta la storia e cambia in quella successiva) e tipicamente vi trovano spazio sia una porzione di testo che un’illustrazione; esistono anche tavole a tutta pagina, ma sono decisamente poche – quattro in tutto. Le illustrazioni, tondeggianti e colorate, opera di Stephen Cartwright, non risaltano al meglio perché il formato ridotto del libro penalizza le immagini più piccole, che sono poi la maggioranza. I disegni infatti sono per una buona metà dei casi non delle scenette abbinate al racconto, ma quasi dei ritratti dei personaggi coinvolti, presentati magari due o tre volte nella stessa pagina con atteggiamenti diversi (un omino in piedi, lo stesso omino a cui cadono magicamente dei fiori di bocca, l’omino che si china per raccogliere i fiori dal pavimento).

... e grandi
… e grandi

La mia esperienza: ho acquistato questo libro insieme ad altri della stessa casa editrice quasi a scatola chiusa, fidandomi del fatto che i volumi Usborne ci avevano sempre soddisfatto. In realtà mia figlia non ha apprezzato particolarmente questo titolo, se ne è fatta leggere appena un paio di storie e poi ha perso del tutto interesse per il volume. Non l’ha coinvolta neppure la ricerca della paperella gialla nelle illustrazioni, un classico giochino che questa casa editrice propone in moltissime delle sue pubblicazioni.

Età per cui lo suggerisco: lettura ad alta voce dai 4 anni – lettura autonoma dai 7 anni

Valutazione: acquisto non consigliato perché nonostante le favole raccolte nel volume siano molte, alcune non mi sembrano particolarmente interessanti (per esempio “La storia senza fine” e “Cuor di cemento“). Anche dal punto di vista grafico non posso dire che il libro sia molto accattivante, soprattutto a causa della piccole dimensioni che rendono poco godibili le illustrazioni più complesse, mentre quelle più semplici sono davvero un po’ povere di dettagli.
Acquisto non consigliato

 

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