“La cena di Natale” di Nathalie Dargent e Magali Le Huche – Presentazione

Il libro di cui voglio parlare in questo post è adeguato al periodo (per quanto rilegga con una certa inventiva la tradizione natalizia delle grandi tavole imbandite), anche se in un certo senso arrivo con un anno di ritardo visto che la sua pubblicazione ad opera della casa editrice Clichy risale al 2015. Comunque meglio tardi che mai, ed eccomi dunque a parlare di questo albo scritto da Nathalie Dargent ed illustrato da Magali Le Huche, volume in cui sicuramente lo spazio preponderante è occupato proprio dalla componente grafica.

La cena di Natale, copertina
La cena di Natale, copertina

Il libro, un cartonato di 32 pagine nel formato 30×21 cm, racconta di come una volpe, una donnola ed un lupo decidano di fare una scorpacciata degna di questo nome in occasione dell’imminente Natale, visto che già mangiano male tutto il resto dell’anno. La volpe viene dunque incaricata di procurarsi il piatto forte della cena e torna soddisfatta a casa portando nel sacco una bella tacchina. Peccato che questa signora tacchina, Cesarina, non sia affatto remissiva né disposta a lasciarsi mangiare: appena fuori dal sacco redarguisce i tre sul disordine che c’è in casa, li convince a darle da mangiare bene per ingrassarla un po’, dirige le operazioni di addobbo della dimora. Insomma, rivelandosi decisa se non addirittura prepotente, prende in mano le redini di tutto e non solo induce i tre rapitori a risparmiarla quel Natale (in modo che abbia altri 12 mesi per ingrassare ancora), ma pure in quelli degli anni successivi. La storia potrebbe chiudersi su questa nota lieta di un’inaspettata amicizia, ma l’ultima illustrazione instilla nei lettori attenti seri dubbi su quello che potrà riservare il futuro.

Un racconto vivace, che fa dei personaggi il suo punto di forza per giustificare senza forzature un capovolgimento di ruoli assoluto e totale, per cui il beffatore diventa beffato, il debole tiranno, il predatore vittima. Infatti la tacchina Cesarina ha tutte le caratteristiche necessarie per ribaltare a proprio vantaggio la situazione: un po’ autoritaria, molto autorevole, petulante, sicura di sé, scaltra per non dire imbrogliona, padrona assoluta della cucina. Anche perché la volpe, la donnola e il lupo non hanno proprio una scorza da duri: ubbidienti, remissivi, un po’ ingenui, spesso goffi e ridanciani, non esitano a prorogare anno dopo anno la tregua stabilita con la loro preda.

Una delle pagine interne del libro
Una delle pagine interne del libro

Divertente e ben caratterizzata dunque questa breve storia giocata sull’assurdo, tutta imperniata su una tacchina decisa e dall’indiscutibile sangue freddo che riesce ad imporsi come maestra di vita su coloro che in origine volevano mangiarsela per cena. Nonché in perfetta sintonia con le illustrazioni che accompagnano il testo: rapidamente i denti feroci delle pagine iniziali si trasformano in ampi sorrisi, gli sguardi minacciosi della volpe al momento della cattura si tramutano in occhiate sempre più perplesse. Magali Le Huche con i suoi disegni ricchi di dettagli riesce ad accentuare il senso di spigliatezza con cui Cesarina stravolge la vita dei suoi tre predatori, dipingendo una casa che da sciatta e disadorna si fa via via più elegante e vissuta.

Un ottimo compendio di parte scritta e illustrazioni che culmina nel finale, quando il disegno (come ho già accennato) conquista la scena grazie ad un minuscolo particolare che capovolge il senso dell’intera storia. Già, perché l’ultima pagina mostra un’immagine un po’ perfida e vendicativa, aperta alle più diverse interpretazioni delle quali tuttavia la più ragionevole pare essere un’inattesa (ma sonora) rivincita da parte dell’ammiccante tacchina.

La tavola conclusiva del volume
La tavola conclusiva del volume

Questa svolta inattesa è sicuramente l’aspetto che meno ho apprezzato nel libro: il meccanismo del ribaltamento aveva funzionato benissimo e il successivo capovolgimento è a mio parere quasi eccessivo. La tragedia sfiorata fa tirare un sospiro di sollievo fin dalle prime pagine, anche se il destino di Cesarina sembra sempre solo rinviato; poi però il lettore sorride di quei tre predatori deboli e con poca forza di volontà, mentre la furba e dispotica tacchina si conquista ogni simpatia. Mi era piaciuto che dallo stratagemma iniziale fosse nata (apparentemente) un’amicizia vera, una pacifica convivenza tra preda e predatori: la “cattiveria” finale è un ribaltamento ulteriore che non giudicavo necessario all’economia del racconto. Forse è un modo per scatenare l’immaginazione e la fantasia, ma confesso che mi sarei accontentata dell’happy end mostrato fino alla pagina precedente.

La mia esperienza: abbiamo letto questo libro un paio di sere fa, mentre aspettavamo che mio marito (uscito dal lavoro in ritardo a causa di una riunione imprevista) tornasse a casa per cena. I miei figli si sono divertiti molto nel vedere come la tacchina Cesarina metteva in riga animali teoricamente assai più temibili di lei, ed hanno apprezzato il clima natalizio e d’amicizia che col progredire della storia si è sviluppato fra i quattro protagonisti. L’unica nota che hanno giudicato stonata è stato proprio “l’inquietante” libro sfogliato da Cesarina nell’ultima illustrazione, a quanto pare non hanno apprezzato nemmeno loro il suggerimento che la vittima intendesse trasformarsi in carnefice dopo tutte le esperienze vissute con quelli che si presume siano diventati sui amici.

Età per cui lo suggerisco: lettura ad alta voce dai 4 anni – lettura autonoma dai 6 anni e mezzo02-reading-a-book

Valutazione: acquisto consigliato

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