“Magalì” di Delly – Recensione

[Titolo originale: Magali]

Il mio giudizio in breve:

Storia d’amore classica, romantica ma non sdolcinata, ambientata in un mondo dorato ma capace di esplorare la profondità dei sentimenti e dell’animo umano. C’è poca passione e tante virtù, ma a 15 anni è perfetto e dopo resta comunque nel cuore.

Delly-MagalìHo letto per la prima volta questo delicato, romantico libro quando ero adolescente, subito dopo aver scoperto i romanzi della Biblioteca delle signorine Salani attraverso “John autista russo” e “Il segreto della Saracena“. Sono passati oltre vent’anni da allora, eppure conservo di questo romanzo un ricordo nitido, l’impressione di una storia ricca di sentimento ma raccontata con un garbo che sfiora a tratti la riservatezza. E ho scelto di recensirlo proprio oggi (un po’ come avevo fatto un anno fa con “La casa degli usignoli“) perché la delicatezza, la fede, la forza dell’animo dell’eroina della storia mi paiono assai in carattere con lo spirito natalizio che invita al perdono, alla generosità e alla condivisione.

La vicenda, almeno a grandi linee, è quella standard dell’autore: i primi capitoli ci mostrano la protagonista, Magalì, e suo fratello nel tragico momento in cui la madre, logorata dalle preoccupazioni materiali e da ancora più forti angosce morali, muore improvvisamente lasciando i due orfanelli soli al mondo. Per fortuna una coincidenza fa sì che alla scena straziante assista la dama di compagnia di una ricca duchessa inglese, che commossa prende sotto la propria protezione i due bambini e li conduce via con sé.

L’impatto di Magalì e Freddy con la nobile e opulenta vita dei loro benefattori non è del tutto indolore, ma dopo un paio di episodi conflittuali la narrazione fa un balzo in avanti di quasi dieci anni e ripropone i protagonisti ormai cresciuti. Magalì è una giovinetta bellissima, intelligente ed istruita, interessata al benessere dei meno fortunati, grata dei benefici ricevuti fino a quel momento ma altrettanto desiderosa – un po’ per dignità, un po’ per orgoglio – di rendersi ora economicamente indipendente. Il ruolo dell’eroe è ricoperto invece da Gerardo, duca di Staldiff, giovane onesto e di forte tempra morale che tuttavia, a causa del grande orgoglio e dell’idolatria di cui è stato troppo a lungo oggetto, tratta con enorme sdegno coloro che non sono suoi pari.

Come prevedibile il rapporto fra i due, inizialmente teso non solo per l’urto dell’orgoglio di entrambi ma anche a causa di un incidente avvenuto anni prima (quando Gerardo, incollerito, aveva colpito Magalì che lo aveva sfidato per prendere le difese di un servitore), evolve pian piano verso l’ammirazione e quindi l’amore. L’atteso lieto fine vedrà inoltre, in perfetto stile Delly, non solo il coronamento di questo dolce sentimento ma anche il rivelarsi delle origini di Magalì, il pentimento del malvagio di turno, la sistemazione insomma di ogni difficoltà.

Una trama quasi scontata in un certo senso, eppure mille volte più godibile di tanti romanzi moderni che dell’amore evidenziano solo, in maniera quasi violenta, l’aspetto più passionale. Quella narrata in Magalì è invece la storia di un amore tutto spirituale e ciò che rende avvincente la lettura è proprio scoprire che cosa nei protagonisti fa mutare l’opinione che avevano l’uno dell’altra. I due sono entrambi bellissimi, è indiscutibile, ed anche dotati, intelligenti, valenti musicisti, abili nell’equitazione, artisti di talento, ma non è questo ad attrarli reciprocamente.

Gerardo nota Magalì per il suo aspetto fisico ed il fascino da vera arlesiana, ma è il carattere di lei a farlo innamorare, il constatare come la fanciulla sappia vincere l’orgoglio, sopportare le piccole umiliazioni, come abbia una parola buona per tutti, un sorriso ed un’attenzione autentica per i più derelitti. Analogamente Magalì scoprirà di amare Gerardo quando dietro la sua facciata altera e fredda scoprirà un uomo che cerca di migliorarsi, di non cedere alla collera o alla stizza, di prodigarsi davvero per i poveri e contro le ingiustizie.  Quello di Magalì e Gerardo è un autentico incontro di anime, che pure non si riconoscono subito come gemelle e che lottano entrambe, ardentemente e con impegno, per bandire un sentimento che non si sentono liberi di assecondare. Benché i loro scrupoli al giorno d’oggi facciano sorridere è quasi commovente vedere l’energia con cui cercano di stare lontani, la rassegnazione con cui accettano di non lasciar parlare il proprio cuore, il coraggio con cui affrontano le prove della vita.

Illustrazione che apre l'edizione Salani in mio possesso, risalente agli anni Quaranta
Illustrazione che apre l’edizione Salani in mio possesso, risalente agli anni Quaranta

Magalì è un’autentica eroina, una protagonista della quale si vorrebbero imitare le virtù, ma nonostante il rigore ed il messaggio quasi educativo del romanzo, la sua è soprattutto una storia romantica. Il libro è costruito intorno a due protagonisti dal carattere forte che affrontano le proprie difficoltà andando alla sostanza delle cose, ma nonostante il frequente riferimento alla religiosità e all’altruismo di Magalì, le lettrici vengono coinvolte nel suo modo di essere e conquistate dalle vicende che movimentano la narrazione. Perché al di là di ogni intento educativo o morale, più o meno implicito, questa storia è ricca anche di colpi di scena e di descrizioni vivaci dell’atmosfera di un tempo ormai passato.

Ecco allora che vediamo la giovinetta muoversi sullo sfondo sontuoso della ricca dimora di campagna dei duchi di Staldiff, in posizione subalterna è vero, ma sempre presente alle feste, alle cavalcate, alle serate di musica ed alle piccole rappresentazioni teatrali “fra amici”. E’ una Magalì giovanile e spensierata, più che pia e seriosa, quella che viene eletta a gran voce regina di maggio, ed è gaia l’atmosfera delle feste da ballo o in maschera che si tengono a Staldiff Park.

Né manca l’antagonista malvagio, persecutore già dei genitori della protagonista, che tenta addirittura di rapirla in un crescendo di colpi di scena sempre più emozionanti. Insomma, sebbene descritti con delicatezza gli episodi originali ed interessanti sono numerosi e concorrono a mantenere sostenuto il ritmo della narrazione.

Ricordo che a 12 anni avevo letto “Magalì” tutto d’un fiato, trascinata dall’empatia per questa eroina splendida fisicamente e moralmente oltre che dall’emozione per un amore che trionfa su tutto. Rileggendolo ora mi rendo conto che la trama è forse un po’ banale ma i colpi di scena ed il messaggio della bontà che alla fine viene premiata hanno ancora il loro fascino senza tempo, trasformando “Magalì” in una lettura romantica e delicata che fa davvero sognare.

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