“One Wintry Night” di Ruth Graham e Richard Jesse Watson – Presentazione

Proseguendo un’abitudine che ho preso soltanto da un paio d’anni ma che mi piacerebbe trasformare in una tradizione di famiglia, in occasione del Natale ho acquistato qualche libro che tratta il tema delle feste in modo che fornisca uno spunto ai miei figli per guardare da un’angolazione diversa una ricorrenza che agli occhi dei più piccoli rischia di ridursi soltanto in regale e vacanze da scuola.

wintrynight-cover

Uno dei titoli che più mi avevano intrigata durante le mie ricerche (online oltre che presso le librerie della zona) era “One Wintry Night“, che mi sembrava possedere illustrazioni molto belle ma presentava l’inconveniente di essere in inglese. A me piacerebbe che i miei figli riuscissero presto a leggere e scrivere in questa lingua tanto usata, ma non è realistico attendersi che ciò accada nell’immediato e dunque prima di acquistare un volume che non sia in italiano ci penso sempre a lungo. La bella copertina di questo volume però mi attirava ogni volta che la vedevo, così alla fine ho cliccato su metti nel carrello e devo dire che non sono rimasta delusa.

In una settantina di pagine abbastanza grandi (il formato è di circa 20×23 cm), l’autrice Ruth Graham dipana una storia di Natale toccante ma assolutamente inconsueta i cui protagonisti sono un ragazzo che si è smarrito sulle montagne ed una donna a tratti materna nel suo atteggiamento affabile e pieno di riguardi, a volte più simile ad una nonna per come si prende dolcemente cura del bambino che ha bussato alla sua porta. Sarà proprio questa donna a far conoscere al bambino, che la ascolta per la prima volta in vita sua, la storia della Natavità, raccontata iniziando dalla creazione e concludendo con la resurrezione.

Un’impostazione dunque di ampio, amplissimo respiro, che cala nella realtà quotidiana la nascita di Cristo perché non solo la fa conoscere ad uno Zeb (questo il nome del ragazzo) ferito ed esausto, ma perché non la pone isolatamente come una favoletta della buona notte, piuttosto la rende una diretta prosecuzione della rivisitazione biblica che partendo dal Paradiso Terrestre è passata attraverso Noè, Mosè, Abramo, Sansone. Una prospettiva insolita quindi per parlare di una storia antica, ovvero quella di un Dio amorevole che non abbandona mai gli uomini.

Due delle pagine del libro
Due delle pagine del libro

Il testo che svolge questa narrazione è scorrevole, di facile comprensione ma capace di andare dritto al punto (e al cuore); non si tratta però di un libro per la primissima infanzia con una componente scritta di poche righe: qui lo sviluppo del racconto è corposo e per chi non sia madrelingua inglese può essere utile una preventiva lettura solitaria che dia dimestichezza con la trama e con il ritmo dell’azione, così da poterla tradurre meglio nel momento in cui la si “legge” ai bambini. Personalmente trovo che comunque la prosa sia di facile interpretazione (tolto magari qualche vocabolo che non si conosce) e che gli episodi biblici siano stati riadattati in maniera fluida, in modo da rendere il libro molto più che una semplice novella natalizia. La Graham inoltre è stata bravissima a creare dei cliff-hanger molto emozionanti alla fine dei vari capitoli e questo espediente non può che rendere avvincente la lettura del volume.

La scena della Natività
La scena della Natività

L’aspetto che comunque colpisce di più nel libro sono probabilmente le illustrazioni, splendide. La ricchezza di dettagli di ogni singola immagine è impressionante, lo stile un riuscitissimo esempio di come il realismo possa essere pieno di poesia e suggestioni. Queste sono decisamente alcune delle rappresentazioni bibliche più credibili che io abbia visto in un libro per bambini, categoria che di solito vira verso figure molto stilizzate o personaggi quasi da fumetti. Per esempio, Adamo ed Eva somigliano davvero a due persone comuni, mentre Golia appare proprio come un gigante guerriero.

I paesaggi non sono presentano una gran moltitudine di piante, animali e persone differenti (nella pagina con le piaghe d’Egitto appaiono per esempio diversi tipi di rane) ma sono anche ricchi di sfumature che coprono praticamente tutto lo spettro dei colori. Mentre il bianco e nero sono utilizzati in modo notevole per rendere tutta la maestosità del diffondersi della luce nell’istante di creazione dell’universo.

La mia esperienza: ho letto “One Wintry Night” ai miei figli portando avanti un piccolo esperimento, ovvero affrontare un capitolo al giorno ogni sera prima di dormire. Da un lato è stato bello aspettare, giorno dopo giorno, il momento di accoccolarci insieme sul divano sotto un plaid per scoprire come sarebbe progredita la storia, dall’altro è stato appassionante avvicinarsi progressivamente al vero significato del Natale.

Età per cui lo suggerisco: lettura dai 5 anni – lettura autonoma dagli 8 anni (per bambini di lingua inglese)

Valutazione: acquisto assolutamente consigliato! 03-reading-a-book

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