“Una strana creatura nel mio armadio” di Mercer Mayer – Presentazione

Di recente ho preso l’abitudine di passare almeno una o due volte al mese in libreria, di solito appena finita la spesa al supermercato, perché i miei figli crescono e mi fa piacere proporre loro dei titoli nuovi, qualcosa che possa stuzzicarli spingendoli ad amare la lettura. In una di queste sedute esplorative mi sono imbattuta in un libro la cui copertina mi ricordava, per lo stile del disegno, una storia che ricordavo vagamente dalla mia infanzia: “Una strana creatura nel mio armadio” di Mercer Mayer. Non so se effettivamente questo titolo fosse già stato tradotto in passato o se la mia memoria me lo abbia fatto credere simile ad un volume differente, in ogni caso ho giudicato il libro interessante e ho dunque deciso di dedicargli un po’ di spazio sul mio blog.

La copertina del libro di Mayer
La copertina del libro di Mayer

La storia, raccontata in prima persona dal punto di vista di un bambino, descrive come il giovane protagonista terminato il suo rituale di ogni sera sia comunque assillato dalla sensazione, per lui cupa e angosciosa, che qualcosa si nasconda nel suo armadio. Il piccolo allora si sforza di non girarsi a guardare indietro, si nasconde sotto le coperte, si circonda di giocattoli e oggetti; finché una sera non decide di affrontare la creatura che lo spaventa. E a questo punto capita l’impensabile: sarà il bambino con la sua combattività a terrorizzare il mostro, facendolo addirittura piangere, al punto che il protagonista diventerà protettivo verso la creatura dei suoi incubi, facendolo stendere accanto a sé e rimboccandogli le coperte.

La trama può risultare familiare a chi abbia visto il film d’animazione “Monsters & Co.“, tuttavia è giusto osservare a questo proposito che è il libro il precursore in quanto benché l’edizione italiana pubblicata dalla casa editrice Kalandraka risalga soltanto ad ottobre del 2015, l’originale “There’s a nightmare in my closet” risale addirittura al 1968.

Il messaggio trasmesso dall’autore, forse non più così innovativo ed insolito oggigiorno, è comunque sempre valido: dal momento che i bambini hanno ancora, e sempre avranno, paura di qualcosa soprattutto nel buio della notte, questo libro non sarà mai fuori moda. Ed il modo in cui viene evidenziato il cambiamento dalla paura dell’ignoto (un mostro, il buio, la solitudine) all’accettazione di una componente di sé più indifesa che può al contrario diventare un punto di forza è positivo e ben sviluppato.

Il testo è semplice, essenziale (praticamente una sola riga per pagina), ma ottimamente accompagnato da una serie di ampie illustrazioni a penna ed inchiostro che – seppur non del tutto accattivanti, almeno per il mio gusto – sono forse la scelta migliore per creare nel lettore partecipazione ed empatia. Le singole illustrazioni sono inoltre davvero ben studiate, in modo che i loro dettagli suggeriscano quello che le brevi frasi del racconto non dicono. Ecco allora che inizialmente la stanza, dipinta con colori freddi, resa cupa da un gioco di ombre e psicologicamente resa ancor più fredda dal vento che entra dalla finestra aperta (si vede la tenda sollevarsi), è la cornice ideale per far percepire l’angoscia del bimbo che, rannicchiato a letto con intorno le sue armi giocattolo, tiene lo sguardo ansioso fisso sulla porta socchiusa all’altro lato della parete.

Una delle pagine iniziali, in cui il bambino è terrorizzato da ciò che si nasconde nell'armadio
Una delle pagine iniziali, in cui il bambino è terrorizzato da ciò che si nasconde nell’armadio

Quando invece il protagonista decide di affrontare la creatura che lo terrorizza, benché la scena rappresentata sia la stessa (la stanza è identica), tutto cambia nell’espressione del bambino, che imbraccia un fucile e con sguardo combattivo resta in attesa di ciò che giungerà presto. E quando il mostro appare il disegno rivela una creatura buffa più che terribile: nonostante la grandezza, le orecchie sproporzionate e i denti sporgenti fanno ridere piuttosto che spaventare.

Personalmente credo che il libro risulti rassicurante per un bambino, perché riesce a mostrargli (anche visivamente, suscitando le sue emozioni e reazioni più che a parole) come anche qualcosa che sembrava terrificante in effetti non lo è necessariamente. D’altra parte per i bambini più piccoli, o quelli che ancora non hanno fatto degli incubi, il testo potrebbe risultare più fonte di ansia che di conforto, quindi suggerirei a qualsiasi adulto di leggere prima il volume da solo, in modo da capire se è adeguato all’età e alla sensibilità del suo possibile destinatario.

Il volume è stampato in un formato importante, di circa 21×27 cm, non troppo maneggevole per i lettori più giovani ma sicuramente adeguato per garantire una migliore fruizione delle immagini. La copertina è rigida, le pagine (non cartonate) 36. La casa editrice lo consiglia dai 5 anni in su; io penso che anche bambini più piccoli, intorno ai 4 anni, siano già in grado di apprezzarne e capirne il messaggio.

Al momento della conclusione il bambino ha superato la paura per la misteriosa creatura dell'armadio
Al momento della conclusione il bambino ha superato la paura per la misteriosa creatura dell’armadio

La mia esperienza: non posso dire di avere una reale esperienza personale in merito a questo libro, perché i miei figli hanno già superato la paura degli incubi. Quello che sicuramente mi è piaciuto di “Una strana creatura nel mio armadio” è l’idea di fondo, che anche qualcosa di pauroso per noi possa in effetti non esserlo (o che chi ci spaventa possa a sua volta essere impaurito, da noi o da un altro suo “mostro”), unito al fatto che l’autore sul finale ha lasciato intuire che dentro l’armadio si celano altre creature, così da suggerire con realismo che ci sarà sempre una paura successiva da superare, per quante se ne possano aver già accantonate. Ho apprezzato meno il modo in cui viene rappresentato il bambino nel momento in cui decide di combattere la creatura: armato, per quanto con dei giocattoli, come se solo la forza e la violenza possano aiutare a vincere i conflitti. D’altra parte nel momento in cui il mostro, impaurito lui stesso, scoppia in lacrime, il giovane protagonista abbandona ogni atteggiamento di scontro e – non dovendo più difendersi lui stesso – si preoccupa di accudire quello che appare come il nuovo personaggio più debole.

Età per cui lo suggerisco: lettura ad alta voce dai 4 anni

Valutazione: acquisto assolutamente consigliato! 03-reading-a-book

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