L’estratto della settimana: “Agatha Raisin e il veterinario crudele” di M. C. Beaton

Visto che siamo ancora in gennaio, ho voluto subito leggere un altro volume della Beaton in modo da poterlo inserire nelle scelte per la sfida di lettura a cui partecipo (tutta la serie pare accomunata dalla copertina rossa ed una delle tracce di lettura per questo mese era proprio scegliere libri con la copertina di tale colore). In effetti non pensavo di leggere l’estratto iniziale di questa seconda avventura della volitiva e sgarbata detective dilettante Agatha Raisin, perché dopotutto avendo già sperimentato un intero volume scritto dalla Beaton ne conoscevo lo stile, ma siccome l’anteprima del secondo libro era inclusa in quello precedente, non ho resistito alla curiosità.

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Il primo capitolo (con esso di fatto coincide l’anteprima,a meno di poche pagine) di questo nuovo romanzo rimane perfettamente allineato con quanto l’autrice aveva scritto e descritto in “Agatha Raisin e la quiche letale“; in questo caso vediamo la scorbutica ed autoritaria protagonista ritornare a Carsely abbronzata ma di pessimo umore dopo una fallimentare vacanza ai Caraibi, vacanza decisa d’impulso per braccare l’affascinante vicino James Lacey e che si è rivelata inutile perché all’ultimo motivo la preda ha mutato destinazione scegliendo di andare in Egitto. La delusione di Agatha comunque sembra destinata a lasciare presto il posto ad una nuova infatuazione perché durante la sua assenza nel villaggio ha aperto il proprio studio un veterinario sui quarant’anni, di bell’aspetto e apparentemente più cordiale di James. La Beaton dunque ci mostra come Agatha, con la consueta determinazione, dà l’assalto al veterinario convinta che se la scintilla non è scoccata con Lacey lo farà con il nuovo venuto …

Come già era capitato con l’estratto di “Agatha Raisin e la quiche letale, pure l’inizio di “Agatha Raisin e il veterinario crudele” non è esattamente sfolgorante, ma questa volta ammetto che – conoscendo già ambientazione, protagonista e personaggi ricorrenti – l’impressione è stata più coinvolgente. Immagino che l’avere familiarità con la vita di Carsely, oltre che con le abitudini di Agatha, renda questo primo capitolo un ponte ideale fra il delitto precedente e quello che avverrà in questo volume, perciò credo che – se la Beaton avrà il buon senso di far uccidere la vittima (che presumo essere il crudele veterinario del titolo) abbastanza presto – il ritmo diventerà subito più serrato.

L’aspetto che meno mi ha convinta in questa anteprima, ma che d’altronde avevo riscontrato già nella lettura di “Agatha Raisin e la quiche letale“, è l’estrema sgradevolezza della protagonista. Aver scelto una donna non bella, non giovane, non intelligentissima, non ricchissima o famosa, non realizzata (perché in fondo Agatha non lo è) mi pare un’ottima scelta da parte della Beaton: rende più credibile e meno stereotipato il personaggio, conferendogli inoltre un tono di normalità e permettendo una maggior immedesimazione da parte dei lettori. Anche il fatto che il carattere di Agatha sia tutt’altro che amabile potrebbe costituire un vantaggio, considerando che sono molto più numerose le persone poco simpatiche rispetto ai santi, ma a volte mi pare che l’autrice calchi un po’ troppo la mano.

La sua protagonista non è soltanto scontrosa o poco diplomatica, nella maggior parte dei casi è assolutamente insopportabile: insulta le persone solo perché la salutano in un momento in cui lei è di cattivo umore, ruba i parcheggi ad altri automobilisti perché ha fretta, etichetta come sgualdrine (in realtà lei usa termini assai meno delicati) le donne che le pare abbiano interessi sentimentali per gli stessi uomini che piacciono a lei … Personalmente mi piacerebbe che, pur senza perdere irruenza o caparbietà, il personaggio di Agatha evolvesse verso un atteggiamento quantomeno un po’ più educato.

Detto questo e pur ripetendo che l’estratto iniziale di “Agatha Raisin e il veterinario crudele” non è di quegli incipit che lasciano con il cuore in gola, non ho dubbi che acquisterò anche questo secondo romanzo della Beaton, non fosse altro che per scoprire se i difetti riscontrati nel primo volume (che in una serie è sempre un po’ penalizzato dalla necessità di far conoscere al pubblico persone e luoghi) saranno presenti o meno, e se quindi la lettura sarà più intrigante rispetto a quanto lo è stata quella del primo libro.

Giudizio dell’estratto:reading_book-sad_smiley

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