L’estratto della settimana: “Sognando una stella” di Ellah K. Drake

Accantonata temporaneamente la lettura dei gialli dalla copertina rossa della Beaton, mi sono rimessa in cerca di un chick-lit divertente e frizzante che mi rallegrasse per un paio d’ore. Dopo la deludente esperienza sperimentata con l’estratto di “Cara cognata, ti odio!” (questo il post che ho dedicato all’argomento), mi sono rivolta al vasto mondo online per carpire qualche suggerimento. Navigando qua e là mi sono imbattuta in due siti che parlavano molto bene dello stesso romanzo, “Sognando una stella” di Ellah K. Drake: su http://www.good-morning.it il romanzo viene definito “Simpatico, frizzante ed energico … troviamo una narrazione spensierata, ironica e leggera” mentre Ginevra Donato Donata di http://www.pensierospensierato.net lo giudica “un libro frizzante, brioso, avvincente, splendido e scritto davvero bene“. Sembrandomi due presentazioni davvero positive per non dire entusiaste mi sono affrettata a scaricare un campione del volume.

drake_stella_cop

Già il primo approccio non mi ha convinta del tutto a causa di una protagonista, Angelica, che memore dell’abbandono paterno subito nell’infanzia rifugge non solo dai rapporti umani in generale ma soprattutto da quelli con uomini che abbiano gli occhi azzurri come il genitore che tanto l’ha segnata col proprio comportamento. Per carità, ogni autore caratterizza i propri personaggi come meglio crede, ma mi pare assurdo insistere (praticamente per tutta la lunghezza dell’estratto) su questo particolare dello sguardo di zaffiro. Anche perché Angelica si scosta da un occasionale passante – reo appunto solo di avere gli occhi azzurri – con tale foga da rovesciare tutto il contenuto del proprio zaino per strada, ma poi si apprende che alcuni anni prima al vedere uno sconosciuto rosso di capelli e con le famigerate iridi color del cielo stranamente era rimasta in conversazione nella bolgia di un pub.

Angelica poi mi è apparsa non tanto come una ragazza impacciata e restia a legarsi, ma come una giovane donna lagnosa all’inverosimile che di fatto (lo si capisce subito) solo in James ha trovato qualcuno con cui restare un minimo in contatto. Come mai poi quest’uomo – che prima lavorava e studiava notte e giorno per diventare attore, e poi ha sfondato raggiungendo fama e successo – sia stato per così tanto tempo legato ad una persona come Angelica non mi è affatto chiaro, ma offro alla Drake il beneficio del dubbio e spero venga chiarito nel prosiequo  prosieguo della storia.

Storia che comunque io non leggerò per un motivo a mio parere molti ordini di grandezza più significativo di una caratterizzazione iniziale dei personaggi un po’ traballante, ovvero una scrittura grammaticalmente scorretta. Io capisco che un errore possa scappare digitando sulla tastiera, ma le riletture servono proprio a correggere gli sbagli. Che invece in “Sognando una stella” sono rimasti a infastidirmi come non hanno saputo fare le lamentele reiterate di Angelica e il suo piangersi addosso di continuo.

Già mi aveva convinto poco il dialogo dei protagonisti la sera in cui si sono conosciuti: se infatti è vagamente credibile che una ragazza affermi “My nome ès Angelica” visto che subito dopo l’autrice aggiunge risposi in inglese alquanto maccheronico (dando quindi l’impressione che la mescolanza di lingue sia intenzionale), proprio non riesco a farmi piacere “She è crazy, but a buona girl“. Ma davvero una ragazza di circa vent’anni non è in grado di tradurre in inglese la terza persona presente del verbo essere oppure l’aggettivo buona?

Il colpo di grazia alle mie sempre più vive perplessità l’hanno comunque dato i veri e propri errori di grammatica: “se attendevo, avrei trovato tutti i ladri del mondo in casa mia” e “Che sarebbe stata defenestrata dall’attore famoso, non appena avrebbe saputo che“. Ma dunque il congiuntivo non esiste proprio più? Se attendevo ha un tono molto colloquiale però può ancora risultare sopportabile, non appena avrebbe saputo invece non è niente altro che un errore. E proprio non me la sento di dedicare tempo ad un libro la cui storia mi pare poco promettente e per di più appesantita da una scrittura dove persino la grammatica è zoppicante.

Insomma, anche “Sognando una stella” è stato prontamente cancellato dal mio ebook reader ed io sono ancora in cerca di un chick-lit che meriti di essere acquistato e letto per intero …

Giudizio dell’estratto:reading_book-sad_smiley

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4 thoughts on “L’estratto della settimana: “Sognando una stella” di Ellah K. Drake

  1. capito qui avendo ricevuto l’avviso di Pingback, e non voglio fare l’avvocato difensore di Ellah, che già sa difendersi benissimo, ma…diamine…errori di grammatica ne hai fatti anche tu, e parecchi.
    Lasciamo stare le puntualizzazioni sulla lingua falsamente inglese usata… non ti è venuto in mente che volesse essere una cosa voluta espressamente dall’autrice? Il latino maccheronico esiste da secoli, suvvia!

    Intanto, il mio nome: DonatA Ginevra, non Ginevra Donato: ci tengo particolarmente.

    Poi: “ma poi si apprende che alcuni anni prima al vedere uno sconosciuto rosso di capelli e con le famigerate iridi color del cielo stranamente era rimasta in conversazione nella bolgia di un pub”. Stride parecchio quel “al vedere uno sconosciuto” e “era rimasta in conversazione”.

    prosiequo. Ti prego. ProsieGuo.

    E tralasciamo la D eufonica seminata dove non dovrebbe andare.

    Insomma, se ti fai censore di una grammatica zoppicante, occhio a non essere tu la prima a zoppicare.

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    1. Ciao Ginevra e benvenuta.
      Innanzitutto mi spiace per aver scritto male il tuo cognome, che ho giustamente corretto.

      Condivido la tua osservazione finale “se ti fai censore di una grammatica zoppicante, occhio a non essere tu la prima a zoppicare”: hai ragione, sicuramente, ma concorderai spero che un conto è un articolo pubblicato quasi di getto in un blog, tutt’altra cosa un romanzo che viene pubblicato e venduto (per quanto solo in formato elettronico), motivo per cui mi aspetto un minimo di revisione. Anche perché a parte la parola prosieguo che effettivamente ho digitato erroneamente (e corretto ora) non trovo nel mio post altri errori di grammatica. La D eufonica di cui parli per esempio non mi pare sia seminata dove non dovrebbe, e la frase che secondo te stride parecchio magari striderà, ma almeno non ha congiuntivi o condizionali fuori posto …

      Sul fatto che l’autrice abbia scelto in alcuni passaggi di ricorrere all’inglese maccheronico non discuto, tuttavia mi permetto ugualmente di notare che ne consegue una caratterizzazione della protagonista che non mi suscita interesse o empatia (e sottolineo che non lo suscita a ME, magari per il 99% delle altre lettrici accade l’esatto opposto). Ma per quando mi riguarda e per come ho inteso io la lettura di quel passaggio, se Angelica cercava di essere spiritosa a me è parsa superficiale e sciocchina nel rivolgersi in inglese maccheronico ad uno sconosciuto, mentre se effettivamente il suo livello di inglese non superava le frasi citate, allora è poco credibile come personaggio.

      Dal tuo blog è evidente che a te il libro è piaciuto, per me non è stato lo stesso e nel mio post ho voluto evidenziare le ragioni che mi hanno reso poco gradevole la lettura delle prime pagine del romanzo. Tutto qui. Non credo che potrà esserci fra noi un confronto molto più approfondito su “Sognando una stella” visto che io ne ho letto solo la parte iniziale, mi piacerebbe però paragonare le nostre opinioni su un romanzo che abbiamo letto entrambe per intero. Che ne pensi? Fra i libri che io ho recensito finora c’è qualcosa che hai letto anche tu e del quale vorresti fare un confronto di pareri?

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  2. Mi permetto di dissentire sull’uso del condizionale e la invito a fare altre ricerche a riguardo. Quello che lei definisce errore è Contemporaneità di Azione. Tra l’altro per fare le cose bene avrebbe dovuto mettere la frase per intero. Ma non importa, la figura non l’ho fatta io 😄
    Per ciò che concerne l’inglese maccheronico, l’autrice sapeva quel che scriveva dato che è laureata in lingue. Inoltre, quel romanzo è stato rivisto e corretto da editor del settore, vedo che lei usa le d eufoniche in ogni dove, si informi sulle regole che uno scrittore deve usare. Detto ciò, la ringrazio per aver speso il suo tempo prezioso per qualcosa di così orripilante 😉😄 mi segno il suo romanzo come lettura futura. Io condivido ogni Opinione, ma personalmente il fattore grammatica non sta in piedi. Non si preoccupi, dirò ai 3500 lettori di quel romanzo di stare in guardia 😄

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    1. Buongiorno Emanuela, mi spiace che esprimere un’opinione sincera generi questa acredine …
      Io non ho messo in discussione le conoscenze dell’autrice (non ho idea dei suoi studi, semplicemente ho letto ciò che ha scritto), il successo di vendite del romanzo o il fatto che ad altre persone possa essere piaciuto. Mi pare al contrario di aver evidenziato che avevo iniziato la lettura di “Sognando una stella” proprio perché ne avevo trovate in rete parecchie recensioni positive.
      A me tuttavia il libro non è piaciuto e ne ho scritto il perché nel mio post, non mi pare con questo di aver attaccato l’autrice o di aver voluto mettere in guardia nessuno parlando di un’opera orripilante (aggettivo che lei ha usato nel suo commento, non certo io nel mio post). Ho semplicemente scritto la mia opinione con sincerità, esattamente come avrei fatto se fosse stata positiva. Per esempio pur riconoscendo l’uso dell’inglese maccheronico non ho apprezzato questa scelta per le ragioni che ho già scritto.
      Non credo che esporre un parere negativo, motivandolo, possa essere considerato un delitto … ma a quanto pare essere una voce fuori dal coro delle lodi è quasi una colpa … così come pare esserlo non riportare un intero paragrafo da un libro, ma solo la parte che si considera più significativa del discorso …

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