“Cane Nero” di Levi Pinfold – Presentazione

Avevo già parlato in passato di un libro per bambini che affronta il tema della paura in occasione della presentazione di “Una strana creatura nel mio armadio” di Mercer Mayer (questo il link); il volume al quale dedico il post odierno tratta più o meno lo stesso argomento ma non si limita a dire che le proprie paure – per essere superate – andrebbero affrontate: “Cane Nero” di Levi Pinfold va oltre e spiegando che la paura si autoalimenta offre ai bambini la chiave per esorcizzarla.

Cane Nero - copertina
Cane Nero – copertina

Il libro, pubblicato dalla casa editrice Terre di Mezzo (della quale avevo già recensito lo splendido “La Valle dei Muliniin questo post) e attualmente disponibile solo nella versione con copertina rigida, racconta una storia al contempo quotidiana e surreale dall’esplicito messaggio: a qualsiasi età la cosa migliore da fare è affrontare le proprie paure e le proprie ansie, perché solo così sarà possibile – forse – scoprire che sono meno terribili del previsto.

Il racconto è incentrato sulla famiglia Hope, che d’improvviso una mattina fuori di casa vede un cane nero, ma non un cane nero qualsiasi, bensì un mostro enorme che si fa sempre più gigantesco ad ogni minuto che passa. Tutti sono terrorizzati dal tremendo bestione tranne la figlia più piccola, Small, che incurante dell’angoscia altrui esce di casa, si avvicina al terribile colosso e addirittura inizia a parlare con lui – azioni che le permetteranno di di conoscere meglio quell’essere visto inizialmente attraverso le descrizioni (e le paure) altrui, al punto che l’animale si farà via via sempre più piccolo, fino a riacquistare dimensioni normali. Il che gli permetterà di essere accolto (non solo fisicamente ma anche emotivamente) da tutta la famiglia.

Non sono una psicologa e non ho competenze specifiche per giudicare, ma personalmente ritengo che quest’idea di ingigantire (e poi rimpicciolire) il co-protagonista della storia sia una trovata geniale. Non solo l’autore sceglie proprio il cane, ovvero in teoria il migliore amico dell’uomo, per simboleggiare la paura, ma ne aumenta le dimensioni ogni volta che un nuovo personaggio entra in scena e si accorge della sua presenza, ottimo espediente per rappresentare anche visivamente come fingere di non vedere la paura e nascondersi ad essa non facciano altro che permetterle di crescere.

Una delle pagine interne che alterna scritte e illustrazioni color seppia
Una delle pagine interne che alterna scritte e illustrazioni color seppia

Se il racconto è denso di significato, il testo per contro è semplice, lineare, capace di conferire leggerezza ad una storia che potrebbe essere cupa grazie a qualche ben dosato tocco di brio e modernità. Per i bambini per esempio il cane mostruoso è grande come un T-Rex o come Hulk (tipici soggetti da libri e cartoni animati per ragazzi), mentre la piccola Small nel ritrovarsi faccia a faccia con la terribile bestia si lascia sfuggire un ingenuo “puzzi”. Dettagli forse, ma che senza togliere nulla all’incisività del brano (accentuata dal frequente uso del discorso diretto) la arricchiscono con riferimenti e suggestioni quotidiani come l’atto del fare colazione o del lavarsi i denti.

Levi Pinfold è autore non solo del testo ma anche delle illustrazioni, che si rivelano non solo deliziosamente ricche di dettagli e colori ma anche perfettamente inglobate alla componente scritta. Le 32 pagine che compongono l’opera (dimensioni del volume 22×28 cm) sono strutturate inizialmente con una ritmica alternanza di tavole a pagina intera e facciate che accompagnano al testo alcune minuscole scenette in sequenza, poi (dopo l’incontro di Small col cane) diventano preponderanti i disegni di grande dimensione, quasi a sottolineare che la paura sta pian piano regredendo, anche se una piccola icona color seppia è sempre presente.

I disegni più piccoli sono come dicevo nei toni del seppia e (viste anche le ridotte dimensioni) mostrano un soggetto semplice ed unico, non troppo particolareggiato, eppure danno una visione d’insieme del passaggio testuale corrispondente che lascia quasi senza fiato: prima è mostrata la casa, al cui esterno la sagoma nere cresce sempre più, poi un particolare del gigantesco cane, il personaggio che sta per scontrarsi con lui ed infine tre fotogrammi pieni di movimento e d’azione che ben rappresentano l’ansia generata dall’orrido cane nero. Quando poi passano a raffigurare un dettaglio del cane o l’insinuarsi di Small in pertugi sempre più stretti si fanno precisi come fotografie, per tornare infine – quando Small e il cane ormai piccolo e mansueto entrano in casa – ad essere schizzi delicati di tutta la famiglia.

Illustrazione a pagina intera
Esempio di una delle llustrazioni a pagina intera

Le illustrazioni a piena facciata sono più articolate rispetto alle figure color seppia. Innanzitutto per i colori, vivaci ma in qualche modo “soffici”, che paiono quasi esplodere fino a riempire l’intera pagina, così da conferire luminosità – almeno graficamente – ad una vicenda in apparenza spaventosa e oscura. Ma anche per i dettagli, dei quali sono ricchissime sia nel tratteggiare l’interno di casa Hope sia nel delineare gli ambienti esterni (siano essi il bosco che circonda la dimora o il parco giochi che Small attraversa prima di rientrare).

Nell’insieme dunque un testo puntuale e chiaro, a tratti sottilmente spiritoso per non lasciar crescere nei bambini un’inquietudine che l’argomento trattato potrebbe giustificare, e delle immagini molto curate e ben realizzate, che si sposano perfettamente al racconto e lo rendono di più immediata comprensione anche per i più piccoli.

La mia esperienza: ho acquistato questo libro non per noi (purtroppo, visto quanto è ben realizzato e interessante!) ma per regalarlo ad un’amichetta di mia figlia che sembra avere molte difficoltà a superare la paura del buio e l’idea di dormire in camera da sola la notte. Volumi per l’infanzia sulla paura ce ne sono tantissimi (ne ho sfogliati in libreria almeno una mezza dozzina) ma pochi credo riescano a focalizzare così bene il concetto stesso di paura, dandone una chiave di interpretazione facilmente accessibile ai bambini e proponendo così efficacemente una soluzione al problema.

Età per cui lo suggerisco: lettura ad alta voce dai 4 anni – lettura autonoma dai 6 anni e mezzo

Valutazione: acquisto assolutamente consigliato! 03-reading-a-book

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