“Le fiabe di Beda il Bardo” di J.K. Rowling – Recensione

[Titolo originale: The Tales of Beedle the Bard]

Il mio giudizio in breve:

Originale ed evocativa antologia di presunte fiabe del mondo magico, peccato che la Rowling non abbia immaginato qualche racconto in più. Le favole sono scorrevoli, intriganti, a volte persino un po’ commoventi, la loro morale mai esageratamente insistita ed i commenti ad opera di Silente un piacevolissimo corollario alla narrazione.

Un volume dal titolo “Le fiabe di Beda il Bardo” ha fatto la sua prima comparsa come riferimento all’interno della celebre saga di Harry Potter, quando dopo la morte di Silente è stato svelato il suo testamento ed il nuovo ministro della magia ha consegnato ad Harry, Ron ed Hermione gli oggetti lasciati loro dal defunto preside di Hogwarts. In seguito la Rowling ha effettivamente scritto ed illustrato questo libro, prima facendone stampare soltanto sette copie, destinate alle persone più coinvolte nella stesura e pubblicazione della sua serie, poi permettendone nuove stampe in modo che i proventi ricavati dalle vendite venissero devoluti in beneficienza al Children’s High Level Group.

Alcune edizioni italiane del libro
Alcune edizioni italiane del libro

Stando alla finzione letteraria proclamata da copertina ed introduzioni, l’edizione che il lettore tiene in mano sarebbe una revisione delle fiabe originali (scritte in runico) ad opera di Hermione Granger, accompagnata dai commenti del professor Silente. Il libro, in effetti molto sottile, contiene cinque racconti: il famosissimo “La storia dei tre fratelli” esplicitamente citato nel volume “Harry Potter e i doni della morte“, ed altre quattro pretese favole del mondo magico (Il mago e il pentolone salterino, La fonte della buona sorte, Lo stregone dal cuore peloso, Baba Raba e il ceppo ghignante).

Come riportato nel volume, queste favole (sempre stando alla finzione narrativa) sono state popolari per secoli presso i giovani maghi e streghe della Gran Bretagna, costituendo un po’ l’analogo di quello che hanno rappresentato nel mondo babbano Biancaneve o Cenerentola. L’edizione proposta accompagna il testo di questi racconti della buona notte con osservazioni di Silente sulla storia della magia, ricordi personali, chiave di lettura di ciascuna fiaba, in modo non solo da renderle comprensibili anche ai babbani ma da completarle e farne risaltare importanza e peculiarità.

In questa recensione non intendo entrare nel dettaglio delle singole storie perché una parte notevole del piacere che si può ricavare dalla lettura del libro deriva dal fatto di non conoscere le vicende narrate e non avere nemmeno un vago indizio della strada che la narrazione prenderà, visto che si tratta di racconti molto diversi dalle tradizionali fiabe e favole europee dove il vissero felici e contenti va quasi sempre a chiudere un intreccio fatto di sfide, coraggio, virtù premiata e gioiosi ricongiungimenti. Posso dire che la mia preferita è la storia della fonte, ma non potendone svelare il contenuto questo giudizio risulterà quanto meno criptico.

Ciò che invece ci tengo a sottolineare è come la Rowling abbia saputo, con “Le fiabe di Beda il Bardo” non soltanto ricreare l’ambientazione magica e fantastica che ha caratterizzato i sette volumi dedicati ad Harry Potter, ma anche offrire uno spunto nuovo a tutti coloro (bambini ma non solo) che ancora riescono a sognare attraverso la fiabe. I più piccoli verranno probabilmente trascinati dalla magia dei racconti (bacchette, incantesimi, fonti miracolose), dagli echi che la narrazione conserva nei confronti delle fiabe reali (foreste misteriose, sovrani dispotici, ciarlatani in cerca di ricchezze), ma anche i più grandi a mio parere troveranno interessante e coinvolgente la lettura. Questo soprattutto perché non solo le diverse storie portano con sé una morale – proprio come ogni favola che si rispetti – ma il loro significato più profondo e le sottili implicazioni che possono avere avuto con la società sono ben evidenziate dalle osservazioni di Silente.

La morte e il terzo fratello, due figure centrali di "La storia dei tre fratelli".
La morte e il terzo fratello, due figure centrali di “La storia dei tre fratelli”.

Attraverso la sua penna infatti, la Rowling approfondisce una volta di più quello che è stato uno dei personaggi più importanti ed amati del suo universo magico, quel preside convinto che l’amore e la collaborazione potessero vincere il malvagio lord Voldemort e che in queste note a margine si dimostra un critico privo di pregiudizi, che con sguardo benevolo, attento, sempre interessato analizza le fiabe della propria società per sviscerarne ogni aspetto.

L’aver scelto di includere nel testo le note di Silente è davvero quel particolare in più che agli amanti della saga farà pensare di aver letteralmente preso in prestito il volume dalla biblioteca di Hogwarts, rafforzando una volta di più l’impressione che il mondo magico della Rowling esista davvero, e non sia pura fantasia. Inevitabilmente, pur trattandosi di un’antologia davvero ridotta, alcune fiabe piaceranno più di altre, ma i commenti di Silente risulteranno sempre pertinenti, saggi, il vero tocco in più capace di riportare il lettore nel mondo di Harry Potter.

Questo libro, che personalmente credo possa costituire una lettura insolita e gradevole per chiunque (compresi i bambini, purché non troppo piccoli) costituirà un’autentica gioia per gli appassionati della serie di Harry Potter, che sicuramente non vorranno perdersi un volume che, anche grazie alla curatissima veste grafica, apparirà loro come un piccolo gioiellino. E per tutti “Le fiabe di Beda il Bardo” costituiranno una piacevolissima evasione dalla realtà.

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4 thoughts on ““Le fiabe di Beda il Bardo” di J.K. Rowling – Recensione

    1. Ciao Carla, sicuramente mi è piaciuta molto la storia dei tre fratelli, che però si conosceva già dalla lettura dell’ultimo volume di Harry Potter. Fra quelle completamente inedite direi che la mia preferita è stata la fiaba della fonte magica, forse per la conclusione, che unisce la prevedibile morale ad una nota ottimistica e positiva. Tu invece come hai trovato il libro? Qual è stata la tua storia preferita?

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