Collana “Misteri a 4 zampe Scooby-Doo” di Piemme – Presentazione

Alzi una mano chi non ha mai sentito parlare di Scooby-Doo, alano fifone, e della sua gang di investigatori più o meno capaci e coraggiosi! Scommetto che non c’è praticamente nessuno che non conosca i simpatici personaggi creati quasi cinquant’anni fa dalla famosa casa produttrice cinematografica Hanna-Barbera, anche perché col tempo agli originali cartoni animati della fine anni ’60 si sono affiancate via via nuove serie per tutti gli anni ’70 e ’80, altre nel Ventunesimo secolo e poi persino film (di animazione oppure con attori veri ai quali sono affiancati personaggi in computer graphics o pupazzi animati).

Uno dei volumi della collana
Uno dei volumi della collana

Insomma, Scooby-Doo è conosciuto da tutti insieme a Shaggy (il suo altrettanto timoroso e vorace padrone), Fred (il capo della Misteri e affini, appassionato di trabocchetti ed enigmi), Daphne (graziosa ragazza molto dotata negli sport) e Velma (l’intellettuale del gruppo). E da circa un decennio questa gang curiosa ed impicciona è protagonista anche di una fortunata collana edita dalla Piemme nella sua collana “Il battello a vapore“, ovvero i “Misteri a 4 zampe” – del quale sono stati pubblicati attualmente quasi 60 titoli.

Non voglio entrare nello specifico delle singole trame, che comunque ricalcano perfettamente la struttura degli episodi animati: il gruppo viaggiando si imbatte in un fenomeno curioso, una casa infestata o un paese sconvolto da eventi misteriosi, sicché tutti (più o meno …) sono ansiosi di indagare. Le indagini saranno condotte con un alternarsi di zelo estremo, fughe precipitose, sprezzo del pericolo, urla angosciate, finché la banda non consegnerà alla giustizia il colpevole, che anche nei casi apparentemente quasi soprannaturali si rivelerà sempre essere perfettamente umano – e concluderà l’avventura con la memorabile frase “e ce l’avrei fatta se non fosse stato per voi impiccioni”.

Ecco la pagina che spiega il significato di occhi e torce disseminati nel testo
Ecco la pagina che spiega il significato di occhi e torce disseminati nel testo

Ciò che caratterizza questa collana, formata da volumi con copertina flessibile ma abbastanza “rinforzata”, dimensioni tascabili di circa 15×18 cm e mediamente intorno alle 80 pagine (spesso aumentate a 100 nelle nuove edizioni), è la sua impostazione quasi interattiva. Come efficacemente spiegato nella prima pagina infatti, il giovane lettore è invitato a risolvere il mistero insieme ai protagonisti ed è aiutato in questo senso da due simboli che vengono disegnati sulle pagine clou della storia: un paio di occhi ed una torcia. Gli occhi servono ad evidenziare l’incontro con una persona sospetta, mentre la torcia fa capire che nella frase seguente è contenuto un indizio importante. Senza contare che al termine dei capitoli più significativi per svelare il mistero sono riportate due o tre domande abbastanza precise che spingeranno a focalizzarsi sugli indizi raccolti, facendo il punto della situazione prima di un nuovo sviluppo nelle indagini. Da questo punto di vista quindi promozione a pieni voti, la collana si situa come un perfetto primo approccio alla narrativa poliziesca in quanto stimola i bambini non solo a seguire una storia investigativa ma a capire quali siano le informazioni importanti per risolvere il mistero.

L’aspetto su cui invece, a voler essere proprio puntigliosi, i “Misteri a 4 zampe” sono un po’ carenti è quello delle trame. Non posso certo affermare di avere una visione completa di una collana che presenta oltre 50 volumi, ma ho avuto fra le mani una decina di titoli diversi e devo purtroppo riconoscere che nella maggior parte dei casi l’intreccio – almeno visto con gli occhi di un adulto – non è molto coinvolgente. Questo perché, per quanto vi sia generalmente un buon numero di indizi e sospettati, il finale è generalmente scontato e prevedibile (mi vengono in mente in questo senso “Il ferroviere ferroso“, “Il castello stregato” o “Il vampiro assetato“). D’altra parte bisogna riconoscere che i giovani lettori hanno maggiori difficoltà, anche solo per inesperienza, nel capire quando una frase è significativa e quando no, oppure quando un indiziato mente, quindi il fatto che la soluzione sia un po’ banale a conti fatti non è un vero e proprio difetto, almeno non per il pubblico cui la collana è idealmente rivolta. Direi anzi che in alcuni volumi sarebbero utili un po’ di suggerimenti extra, sempre sotto forma di occhietti ammiccanti e torce elettriche, per guidare meglio i bambini attraverso le situazioni proposte.

Vecchia (a sinistra) e nuova edizione (a destra) di un medesimo volume
Vecchia (a sinistra) e nuova edizione (a destra) di un medesimo volume

Anche dal punto di vista stilistico la collana è davvero ben realizzata, con una narrazione che riprende bene sia nei toni che nelle situazioni il registro delle serie televisive: qualche momento divertente per stemperare la tensione delle indagini, il linguaggio colloquiale, un frequente scambio di battute fra i personaggi. Sotto questo aspetto va forse sottolineato come proprio l’abbondanza di discorsi diretti e vivaci, in cui tante persone prendono via via la parola, possa rendere di non immediata comprensione alcuni dialoghi ai più piccoli. Io per esempio avevo acquistato uno di questi libri per mio figlio quando frequentava la prima elementare fidandomi dell’indicazione, riportata su Amazon, di una fascia d’età fra i 5 e gli 8 anni, ma sinceramente credo che questi volumi si facciano apprezzare davvero solo intorno ai 7 anni.

Esempio di pagina interna, con illustrazione e vivace bordo "a impronte"
Esempio di pagina interna, con illustrazione e vivace bordo “a impronte”

Le illustrazioni infine sono molto vivaci e perfettamente in tono con i personaggi tradizionali. Oltre ad un vivace bordo colorato disseminato di impronte di cane che orna ciascuna pagina, si può dire che praticamente ciascuna coppia di facciate o quasi abbia un disegno, piccolo o grande, ad alleggerirla. I colori sono vivaci, le scenette mai terrificanti, i personaggi colti come se ci fosse stato un fermo-immagine durante la storia.

La mia esperienza: abbiamo regalato a mio figlio due titoli di questa collana (“Il castello stregato” e “Un’estate da brivido“) in un periodo in cui lui e la sorellina avevano seguito con piacere parecchi episodi della più recente serie animata. In un primo tempo non hanno riscosso grande successo, perché comunque credo che per un bambino sia un po’ complesso mettersi nei panni dell’investigatore e raccogliere indizi disseminati in oltre cinquanta pagine. Dopo un periodo di stagionatura però, mio figlio li ha ripresi in mano e devo dire che al termine della seconda elementare durante le vacanze estive li ha letti con interesse.

Età per cui lo suggerisco: lettura autonoma dai 7 anni

Valutazione: acquisto decisamente consigliato! 03-reading-a-book

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