“Cento racconti illustrati” delle edizioni Usborne – Presentazione

Avendo amato molto una raccolta di racconti di questa casa editrice (qui il post dedicato a “Racconti per sognare“), quando ho visto un altro volume antologico della Usborne nella biblioteca civica che frequentiamo di solito coi bambini non me lo sono lasciata sfuggire e subito è passato dallo scaffale alle nostre mani. Abbiamo iniziato a leggerlo quella sera stessa e devo dire che, nonostante si sia rivelato diverso da ciò che mi aspettavo, non ha deluso le attese mie e soprattutto dei piccoli.

La splendida, curatissima copertina del volume
La splendida, curatissima copertina del volume

Cento racconti illustrati” è un libro che figura degnamente in qualsiasi libreria: copertina rigida, formato che pur senza essere maxi è comunque importante (circa 21×17 cm), fettuccia segnalibro integrata. I contenuti si possono abbastanza facilmente intuire dal titolo: ben 100 storie, lunghe mediamente fra le 3 e le 5 pagine (i racconti più corposi arrivano alle 8 pagine), per un totale di oltre 500 pagine. L’unico appunto che mi sento di fare al formato del libro è proprio il fatto che sia molto compatto: avrei preferito una dimensione leggermente più ampia (diciamo sui 20×30 cm), in modo da diminuire eventualmente il numero di pagine, così tutto l’insieme sarebbe risultato più maneggevole, soprattutto per i bambini più piccoli. Ammetto che comunque questa era soprattutto una mia esigenza, entrambi i miei figli non hanno manifestato alcun disappunto per peso e dimensioni del volume.

Ciò che invece ho apprezzato particolarmente in questa antologia, e che mi sembra sia stato molto gradito anche dai bambini, è il contenuto di “Cento racconti illustrati“, in particolare il carattere di universalità delle favole e leggende riportate. Infatti oltre alle storie tradizionalmente note (siano esse quelle dei fratelli Grimm o di Andersen piuttosto che le classiche narrazioni di Esopo o alcuni brani tratti da “Le mille e una notte“), il libro contiene anche molti racconti che non solo noi non conoscevamo, ma che provengono davvero da tutto il mondo: Cina, Giappone, Africa, Indonesia. Il che, almeno nel nostro caso, ha costituito uno spunto per parlare brevemente di nazioni e luoghi, oltre che culture, che i miei figli ancora non conoscevano.

Nonostante la gran varietà rappresentata dai 100 racconti di questo libro, devo osservare tuttavia una certa ripetitività nelle pubblicazioni Usborne: questa antologia è di certo più ricca, ma se si paragona al titolo “Racconti per sognare” si nota che quasi metà delle storie riportate in quest’ultimo volume sono presenti anche in “Cento racconti illustrati”: Il tappeto volante, Il garzone del mugnaio e la sirena, Gli elfi e il calzolaio, L’oro delle fate, Pere magiche, Persefone, Zuppa di sasso, Il vento e il sole, Lo schiaccianoci. Aspetto questo non molto piacevole per chi si trovasse ad acquistare entrambi i libri. Fortunatamente ci sono in ogni caso molte altre fiabe e favole differenti fra i due testi, e per quanto in “Cento racconti illustrati” vi sia preponderanza di narrazioni d’impostazione europea, che quindi si tende a conoscere già, quelle del resto del mondo e le leggende del ciclo arturiano costituiscono come ho già scritto delle interessanti scoperte.

Il ricco sommario dell'opera

Il ricco sommario dell'opera
Il ricco sommario dell’opera

Analizzando poi l’impostazione data ai vari racconti, si nota in genere la tendenza a riassumere abbastanza la trama, pur mantenendone i punti cardine e stemperandone eventualmente i punti più paurosi. Sono solo le storie più lunghe e strutturate (come lo Schiaccianoci o le fiabe classiche dei Grimm, Andersen e Perrault) che vengono ridotte in maniera davvero significativa, tale da ottenerne una versione adatta per la lettura prima della buonanotte.

Che dire, personalmente non mi è dispiaciuta questa scelta perché ho letto il libro soprattutto a mia figlia che, non avendo ancora 5 anni, ha mostrato di preferire due storie più brevi rispetto ad una soltanto ma più lunga. Questa caratteristica va comunque tenuta in considerazione, perché per bambini dai 7 anni circa (quelli dunque che potrebbero leggere da soli senza l’aiuto di un adulto) la presenza di molti racconti brevi potrebbe al contrario risultare meno gradita.

Lo stile narrativo non è sempre uniforme, ma ciò è normale considerando che le rielaborazioni dei testi sono opera di sei autori diversi (le illustrazioni sono state curate da un numero ancora maggiore di disegnatori, circa 50). Quello che è interessante notare – e che viene segnalato anche in una pagina introduttiva del volume – è come favole e leggende molto lontane fra loro in termini di luoghi o tempo mostrino, nonostante le origini così eterogenee, una certa somiglianza nei temi trattati, quasi a dimostrare che in qualsiasi cultura sono apprezzate vicende che narrano di inganni e di coraggio, di vendette e di premi, di magia e di malvagità.

Pagine della storia de "Il gatto con gli stivali"
Pagine della storia de “Il gatto con gli stivali”

Le illustrazioni sono l’aspetto che io ho probabilmente apprezzato meno in quest’opera, perché preferisco uno stile più fiabesco e meno moderno rispetto a quello preponderante nel libro. Per fare un esempio, ho giudicato davvero evocativa ed azzeccata la copertina, coi suoi nastri e decori floreali dalle tinte delicate e le figure simili a silhouette che richiamano gli elementi classici della tradizione favolistica (castelli, cavalieri, cocchi, arcolai), ed avrei preferito un tratto più simile a questo anche per i disegni interni.

A parte questo giudizio personale, posso dire che il volume è ricco di illustrazioni (praticamente una per facciata), che occupano generalmente una metà circa dello spazio disponibile, lasciando il resto alla parte scritta. I disegni accompagnano sempre efficacemente il testo, del quale tratteggiano qualche passaggio chiave, e nell’insieme ho notato che i bambini – soprattutto i più piccoli – le osservano a lungo e con piacere.

Una pagina de "Il principe ranocchio"
Una pagina de “Il principe ranocchio”

La mia esperienza: ho letto il libro a mia figlia prima di andare a letto (in questo periodo è il momento che predilige per ascoltare una storia); ciò che io ho preferito è stato il fatto che questi racconti così variegati mi hanno permesso di introdurre la bambina ad una vasta gamma di fiabe, espressioni di molte culture differenti. A lei sono piaciute un po’ tutte le vicende, e commentava le differenze fra la versione che conosceva già di un racconto e quella che io le leggevo. Mi sembra invece che non abbia dedicato tantissima attenzione alle illustrazioni, mentre adora sempre osservare quelle di “Racconti per sognare“, che rimane sicuramente uno dei suoi libri preferiti in assoluto.

Età per cui lo suggerisco: lettura ad alta voce dai 4 anni – lettura autonoma dai 7 anni

Valutazione: acquisto consigliatissimo! 03-reading-a-book

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