L’estratto della settimana: “Patricia Brent, zitella” di Herbert G. Jenkins

Il libro oggetto del post di oggi l’ho scoperto per caso tuttavia mi ha subito attratta per ben due ragioni. La prima è il fatto che si tratta di un romanzo d’annata (l’autore, il britannico Herbert George Jenkins, nacque nel 1876 e  morì nel 1923) e la seconda che ad esempio nel blog therestlessreadersroom.blogspot.it il volume è stato definito frizzante, umoristico e divertente – dandomi l’impressione di un libro rosa contemporaneo catapultato indietro nel tempo di 100 anni. E per quanto una simile immagine appaia bizzarra non è poi troppo lontana dalla realtà, visto che un po’ come accadde alla Austen, anche in questo caso lo scrittore descrisse quella che era la realtà in cui viveva, il che di solito garantisce una certa scorrevolezza nel linguaggio e un alto grado di realismo nelle vicende narrate.

patriciabrentzitella

Come lascia facilmente intuire il suo titolo, questo romanzo ha per protagonista Patricia, ventiquattrenne segretaria di un modesto politico londinese all’epoca della Grande Guerra che vive nella capitale presso una pensione dove è riunita un’eterogenea massa di ospiti paganti. Fra questi vi sono un po’ tutti i tipi che si potevano incontrare frequentando la società britannica dell’epoca – la vedova di scarsi mezzi finanziari, la gentildonna di buoni natali ma scarsa sostanza, qualche piccolo borghese occupato nella City – e Patricia non si trova poi troppo male a Galvin House. Per lo meno finché una sera prima di riunirsi per andare a tavola non sente due delle altre pensionanti sparlare di lei, compatendola perché è senza un uomo e dunque avviata verso la strada dello zitellaggio. Umiliata e in collera, Patricia si lascia andare ad un gesto impulsivo e prima del termine della cena annuncia a voce alta che il giorno seguente uscirà con il proprio fidanzato. Il che non sarebbe affatto sensazionale se non fosse per un piccolo dettaglio: la giovane non ha alcun fidanzato, medita semplicemente di uscire sola e rientrare a tarda ora con espressione radiosa …

Giusto una settimana fa avevo parlato di un’altra anteprima, quella del romanzo “Troppo bello per essere vero” di Kristan Higgins lamentando che la protagonista di quella vicenda, Grace, aveva la sgradevole abitudine di inventarsi dei fidanzati inesistenti, ed ecco che quest’oggi mi trovo davanti ad uno spunto analogo. Che cosa dunque dovrebbe spingermi a leggere “Patricia Brent, zitella” mentre ho temporaneamente messo da parte “Troppo bello per essere vero“?

Innanzitutto il fatto che mentre Grace mente sulla propria vita sentimentale in maniera quasi cronica, facendolo ormai da anni e talvolta persino con se stessa (come quando si è inventata l’incontro con un bel pediatra per risollevarsi il morale dopo aver sostituito una gomma a terra ed aver ripulito il vomito del suo cane dalla cucina), Patricia cede alla tentazione una volta sola, ben consapevole di quello che sta facendo. Inoltre Patricia si crea un fidanzato di fantasia in un momento storico in cui per una donna era relativamente difficile – per non dire impossibile – vivere una soddisfacente vita da single senza venir etichettata dagli altri come zitella, e per questo compatita e derisa. Grace non ha analoghe scusanti, o per lo meno non altrettanto motivate considerato che ai nostri giorni molte donne emancipate sono più che appagate di non sposarsi e di non avere neppure relazioni stabili.

Quello che comunque mi ha incuriosita soprattutto leggendo l’estratto di “Patricia Brent, zitella” è la prospettiva di scoprire come una bugia tutto sommato innocua si trasformerà in una rete di inganni degna (spero) delle migliori commedie degli equivoci. Già perché Patricia in fondo ha solo detto che avrebbe trascorso la serata con il fidanzato, non ci si aspetta che qualche altro ospite della pensione la pedini per scoprire con chi si vedrà, né che la attendano alzati nell’ingresso di Galvin House per vedere coi propri occhi chi la riaccompagnerà alla porta. Per questo sono particolarmente curiosa di leggere le pagine seguenti del romanzo, augurandomi che l’autore abbia ideato un pretesto convincente e valido per costringere la sua eroina a portare avanti la finzione.

Anche lo stile del libro, per quanto leggermente superato in alcuni passaggi, contribuisce a renderlo una lettura accattivante perché nel complesso risulta scorrevole, fluido, condito da quel leggero tocco di umorismo tipicamente britannico che spessissimo gli autori inglesi riescono ad infondere nelle proprie opere. E per quanto l’anteprima non mi abbia ovviamente offerto nulla più che un piccolo assaggio di questo romanzo, ho deciso di proseguirne la lettura, augurandomi di trovare in “Patricia Brent, zitella” una commedia al tempo stesso brillante e sentimentale, capace di farmi sorridere ma anche emozionare.

Giudizio dell’estratto:reading_book-sad_smiley

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13 thoughts on “L’estratto della settimana: “Patricia Brent, zitella” di Herbert G. Jenkins

    1. Ciao Giulia,
      è proprio l’impressione che sta dando anche a me. L’estratto comunque mi è proprio piaciuto perché in questi giorni ero alla ricerca di un titolo disimpegnato, scorrevole, un po’ all’antica come umorismo e situazioni. Pensa che mi ha talmente intrigata che ieri sera sono andata un po’ avanti e sono arrivata al primo incontro con Peter: irrealistico oggi in molti tratti, ma davvero divertente e ben scritto!

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      1. Esattamente ciò che cercavo! 🙂
        Finora le opere più somiglianti che io abbia trovato sono i romanzi di Delly o Du Veuzit (non so se li conosci), che però sono più romantici e meno avventurosi, e alcuni giallo-rosa della Kaye (scrittrice che io amo per i suoi romanzi storici). Altrettanto all’antica nell’impostazione sono probabilmente gli investigativi della Christie, che però risultano già meno spensierati, e quelli della Greenwood, pacati ma si avverte che la scrittrice è contemporanea dei suoi lettori più che della sua eroina. Tu mi sapresti consigliare altri libri analoghi? E’ un periodo in cui mi sento proprio di dedicarmi solo a letture molto disimpegnate ma comunque non banali.

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      2. Le altre si mentre non conosco Du Veuzit ma vado subito a documentarmi. Ottimo spunto! Un libro secondo me sul genere è “Un giorno di gloria per Miss Pettigrew” di Winifred Watson che ho trovato molto delicato e anche divertente. Lo conosci già?

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      3. No, non conosco il titolo che citi – ed anche io andrò subito a documentarmi. Finora “Patricia Brent, zitella” mi sta davvero piacendo e non vedo l’ora di segnarmi qualcosa di altrettanto divertente eppure (come dici giustamente tu) delicato.

        Du Veuzit (gli ho dedicato anche un post nel blog nella categoria autori e ho recensito una delle sue opere a mio parere più riuscite, “John autista russo”) assomiglia abbastanza a Delly come stile. Direi che la differenza sta soprattutto in un maggiore umorismo e una minor santità della protagonista, che non è angelica come le eroine di Delly ma più umana nei suoi difetti.
        Sullo stesso genere ti consiglio anche la Werner, scrittrice tedesca del tardo Ottocento che in patria raggiunse una fama simile a quella di Dickens in Inghilterra. Di questa scrittrice a volte è un po’ esagerato il patriottismo, ma tolto questo fattore ha scritto libri davvero interessanti, in particolare “Wineta” (del quale ho parlato sul blog) e “San Michele”.
        Purtroppo sono tutti autori che non si trovano più in catalogo da molti anni, ma nel mercato dell’usato online non è difficile reperire parecchi dei loro libri.

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      4. Grazie mille degli ottimi consigli, sembrano proprio autori che mi potrebbero piacere e poi mi piace sempre curiosare ai mercatini dell’usato online e non! Ho letto il tuo articolo e mi hai super incuriosito…questo weekend mi metto alla ricerca di qualche volume!

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      5. Spero proprio che tu riesca a trovare qualche titolo interessante.
        Nel frattempo mi è venuto in mente che altri due romanzi un po’ meno romantici e quindi forse più a tono con Patricia Brent sono “Il tempio della fortuna” e “Le signore di Missolungi”. Di entrambi ho parlato sul blog, quindi se vuoi puoi saperne facilmente qualcosa di più 🙂
        E nel frattempo … buona caccia agli acquisti!

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      6. Io fra i due se ne dovessi consigliare uno solo sceglierei l’altro, Il tempio della fortuna. Perché da un lato è un bel romanzo storico, accurato eppure scorrevole, dall’altro l’autore ha saputo miscelare bene nella storia sia gli elementi di un mistero da risolvere che quelli di una vicenda d’amore e persino di un romanzo d’avventura.

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