“Sissi” di Brigitte Hamann – Recensione

[Titolo originale: Sissi]

Il mio giudizio in breve:

Biografia completa, chiara, precisa, perfetta non solo per inquadrare una figura a suo modo complessa come fu quella della celebre imperatrice d’Austria ma anche la realtà politica e sociale di quegli anni. Un libro a mio parere indicatissimo per farsi un’idea vera della donna celebrata da merchandising e film ma spesso vista solo come un’icona di bellezza.

sissi

Questo libro riposa da moltissimo tempo negli scaffali di casa mia e confesso che per anni, dopo averne fatta una prima lettura, lo avevo guardato con una certa acredine. “Sissi” è stata una delle prime biografie non romanzate che io abbia mai letto, l’avevo acquistata al termine delle superiori e mi ci ero subito gettata con entusiasmo perché della seducente imperatrice d’Austria dai folti capelli castani ed il sorriso quasi abbagliante sapevo solo ciò che mi avevano trasmesso i tre famosi film interpretati da Romy Schneider e diretti da Ernst Marischka a partire dal 1955.

Ebbene, nulla avrebbe potuto essere più diverso di questo volume nel tratteggiare la figura di una donna che il cinema aveva presentato come una dolcissima donna che sfamava caprioli, rappacificava gli stati ribelli dell’impero e soffriva lontana dal marito per guarire dalla tubercolosi. La biografia della Hamann va molto oltre questo ritratto superficiale (caratteristica che nella mia ingenua giovinezza mi aveva un po’ urtata).

Già, perché mentre le pellicole avevano ceduto ad una visione decisamente edulcorata della vita di Sissi, sia in gioventù che durante il matrimonio, la Hamann invece ha riportato con fedeltà impeccabile tutte le ombre celate dietro l’abbagliante fascino di una delle donne più belle del suo tempo, talmente splendida che al matrimonio della figlia Gisella tutti i diplomatici presenti osservarono come Sissi avesse messo in ombra la giovane sposa. Per chi dunque si accosterà alla biografia della Hamann avendo negli occhi solo la finzione cinematografica mirabilmente interpretata dalla bella Romy Schneider, lo shock sarà notevole – ribadisco che per me a diciott’anni lo fu. Ma ora, con maggior maturità, per quanto una piccola parte di me rimpianga sempre il crollo del mito, non posso fare a meno di apprezzare la precisione ed il rigore con cui la scrittrice ha approfondito una figura complessa, tormentata, di certo infelice.

Con una scrittura scorrevole, piacevole da leggere, la Hamann ha portato avanti un’analisi strutturata contemporaneamente sia in successione temporale che tematica, in modo da coprire il più possibile non solo la vita ma soprattutto la personalità di Elisabetta di Baviera. Senza indulgere praticamente mai in dettagli di costume o pettegolezzi, l’autrice ha esplorato la mentalità di questa giovanissima imperatrice, le sue idee, per quanto possibile anche le sue emozioni e quelli che probabilmente furono i suoi problemi sia di salute che affettivi.

Locandina del primo film di Marischka interpretato da Romy Schneider nel 1955
Locandina del primo film di Marischka interpretato da Romy Schneider nel 1955

Per ogni aspetto toccato la Hamann fornisce un quadro storico generale, un approfondimento (caratteriale, politico, sociale, emotivo), le riflessioni delle persone che furono vicine a Sissi, una possibile spiegazione medica o psicologica qualora questa sia rilevante per aiutare a comprendere le azioni di un’imperatrice cui la storia ha quasi donato l’immortalità. Il ritratto che ne esce è completo, a tutto tondo, scevro di pregiudizi sia in senso positivo che negativo: nulla a che vedere con la trilogia di Marischka, garbata commedia rosa che rivedo spesso con piacere ma che della difficile vita di Sissi ha taciuto fin troppo.

La Hamann invece non nasconde la realtà; al contrario parla di un padre assente (che preferiva trascorrere il proprio tempo con i figli illegittimi anziché con quelli avuti dalla moglie), di una fanciulla probabilmente abbagliata dalla prospettiva di essere la prima donna dell’impero, di una giovane madre diciannovenne che perde la figlia primogenita e di questa perdita straziante conserverà per sempre un misto di rancore verso la suocera e di senso di colpa per aver voluto condurre in Ungheria la bambina.

Nella biografia si parla di tutto ciò che rese Sissi una persona, prima ancora che un’imperatrice: la sua ossessione per la bellezza (una sala del palazzo attrezzata come una moderna palestra, le sfiancanti camminate per perdere peso, le diete folli, il timore di perdere i capelli così forte che le cameriere nascondevano le ciocche rimaste impigliate sulle spazzole), l’amore quasi soffocante per l’ultima figlia, quei ripetuti e strani malesseri probabilmente psicosomatici (considerato che ma la salute di Elisabetta migliorava non appena l’imperatrice si allontanava dall’opprimente corte di Vienna).

Ritratto della famiglia imperiale: Sissi, Franz Joseph e le due prime figlie, Sofia e Gisela
Ritratto della famiglia imperiale: Sissi, Franz Joseph e le due prime figlie, Sofia e Gisella

Probabilmente in qualche passaggio il libro risulta un po’ ripetitivo, sia per la suddivisione tematica (che a volte costringe a riportare a galla fatti ed episodi già trattati), sia perché i diversi aspetti – privati e pubblici, politici e sociali, familiari ed intimi – della vita di Sissi si intrecciarono inevitabilmente fra loro, con la conseguenza che anche la narrazione della Hamann si focalizza nuovamente su aspetti già analizzati. La lettura di questa biografia comunque è a mio parere sempre scorrevole, anche perché non di rado l’autrice riporta aneddoti originali e poco conosciuti o passaggi dai diari e dalle lettere dei membri di corte che vissero a più stretto contatto con Elisabetta.

Illuminante per esempio, e secondo me ottima per riassumere in una manciata di parole l’essenza stessa di questa figura così complessa, è un’osservazione della contessa Festetics (dama di compagnia di Sissi) riportata dalla Hamann: “Lei non sa apprezzare in misura sufficiente il fatto di essere un’Imperatrice! Non ha afferrato il lato bello, esaltante della sua posizione perché nessuno glielo ha fatto vedere. Ne sente solo l’ombra fredda, ma non ne vede la luce, cosicché i suoi sentimenti non si accordano con il mondo che la circonda e in una situazione come questa è impossibile che regnino la tranquillità, la pace, l’armonia.

In conclusione ritengo “Sissi” una biografia validissima, un’opera attenta e dettagliata nella quale l’autrice non ha avuto paura di mostrare per quella che era realmente una delle figure più mitizzate degli ultimi duecento anni, permettendo ai lettori di avvicinarsi davvero ad una personalità difficile, conflittuale, insofferente – che spesso l’immaginario collettivo tende ad identificare semplicemente nell’incantevole moglie dell’ultimo grande imperatore d’Austria.

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