Non è un libro ma … Recensione di un gioco da tavolo: “Gino Pilotino”

Sul blog ho dato spazio finora soprattutto a giochi “cerebrali”, nei quali oltre ad un grado variabile di fortuna aveva il peso maggiore la capacità di osservare e ragionare da parte dei partecipanti (ovviamente in adeguato rapporto con la loro età). Quest’oggi invece voglio parlare di un gioco che potremmo etichettare come d’abilità, nel quale un po’ di attenzione si deve abbinare ad una buona manualità, o per lo meno al fatto di cogliere il momento giusto per la propria azione. A che gioco mi riferisco?

Una delle più recenti edizioni in lingua italiana del gioco (che poi di "italiano" ci sono solo il titolo sulla scatola ed il regolamento)
Una delle più recenti edizioni in lingua italiana del gioco (che poi di “italiano” ci sono solo il titolo sulla scatola ed il regolamento)

A “Gino Pilotino“, vecchio gioco risalente nelle sue prime edizioni agli anni ’80 del secolo scorso ma di tale successo che non solo è ancora in commercio, ma se ne possono ritrovare scatole con i titoli nelle diverse lingue. Ecco dunque che in Italia il prodotto è commercializzato anche come “Picchiatello“, mentre al di fuori dei patri confini sono (o sono state) disponibili “Looping Louie” e la sua versione britannica dal titolo quasi identico “Loopin’ Louie“, oltre ad un’impronunciabile “Kururin Panic” per il mercato nipponico. Nome a parte, il succo del gioco è sempre il medesimo: difendere il proprio pollaio – occupato inizialmente da tre gallinelle disciplinatamente in fila indiana – dalle incursioni di un pazzo pilota che cerca di rubare i polli.

Nel corso degli anni sono state prodotte anche altre versioni del gioco, immutate nella sostanza ma completamente rivisitate nell’estetica. La prima in ordine di tempo è probabilmente, nel 1999, “Barn Buzzin’ Goofy” che vede per protagonista l’imbranato Pippo e gli altri personaggi Disney amici di Topolino. Quella forse più famosa invece, risalente al 2010, è “Buzz to the Rescue“, che cavalcando l’onda del successo cinematografico di Toy Story 3 sostituisce Gino il pilota con l’intrepido ranger spaziale Buzz e le galline con i piccoli alieni verdi dai tre occhi. Del 2007 è invece “Bobbin’ Bumblebee“, nel quale la fanno da padroni api e miele. L’unica significativa differenza è che queste due edizioni suggeriscono come età minima i 3 anni (perfettamente adeguata a mio avviso), mentre il classico Gino Pilotino vira sui 4.

L’ambientazione del gioco è sicuramente la caratteristica che più si impone all’attenzione del pubblico: con i suoi colori vivaci, l’aeroplanino rosso ed il pilota dai vistosi occhialoni, “Gino Pilotino” non è un prodotto che passa inosservato. Ed anche nelle sue più recenti versioni i colori sono sempre forti, a contrasto, in modo da catturare l’attenzione già con disegno riportato sopra la scatola. In tutti i casi il pretesto alla base del gioco è relativamente flebile ma in tono con l’età – davvero bassa – a cui il prodotto è destinato: difendere il proprio pollaio dall’assalto di un pazzo omino a bordo del suo aereo, tenere al sicuro il proprio miele dai furti di un’apina capricciosa, impedire a Buzz di prendere con sé i piccoli alieni verdi.

Due delle diverse ambientazioni date al gioco nel corso degli anni: diversa scenografica, identico meccanismo
Due delle diverse ambientazioni date al gioco nel corso degli anni: diversa scenografica, identico meccanismo

Aiutano a migliorare la resa estetica anche i numerosi adesivi da usare per personalizzare le fiches (trasformandole a seconda dei casi in polli, miele o alieni); probabilmente l’aspetto meno realistico è dato dalla fessura dove riposano appunto le fiches, che non ha un corrispettivo reale e realistico con le diverse situazioni proposte, ma è l’unico particolare che davvero non avrebbe potuto essere diverso – e non penso che i bambini facciano molto caso alla sua mancanza di “autenticità”. E’ più probabile che dopo qualche partita si lamentino perché l’aereo non compie mai le acrobatiche evoluzioni (con tanto di giro della morte) suggerite dalle scie disegnate sulla confezione del gioco: un adulto capisce d’istinto che quei movimenti sono impossibili per il piccolo aereo ancorato al centro della plancia dal braccio rotante, ma spiegarlo ai bambini non è sempre immediato …

La componentistica, pur essendo tutta realizzata in plastica (il caro vecchio legno risulta evidentemente troppo costoso!) è di buon livello e sufficientemente resistente. D’altra parte non è che nella scatola siano presenti poi così tanti componenti: 4 bracci fissi da montare in orizzontale che costituiscono la base del pollaio (abbastanza ingombrante una volta assemblato, ma siccome gli incastri sono davvero semplici l’ideale è smontarlo e rimontarlo ad ogni partita), un ulteriore braccio meccanizzato con l’aereo (l’unico che potrebbe non funzionare impedendo il gioco), i dischetti con le galline. Nella confezione da noi acquistata, come d’altronde capita praticamente sempre quando un prodotto le richiede, mancavano le due pile AA necessarie per far funzionare il meccanismo di rotazione: personalmente le avrei incluse, così da permettere di iniziare subito la partita.

Ecco come appare il gioco dopo essere stato montato
Ecco come appare il gioco dopo essere stato montato

La meccanica di gioco è legata all’abilità manuale, cui si affianca comunque una certa capacità minima di osservazione e di ragionamento per capire quando – sulla base della traiettoria passata dell’aereo e sulla sua posizione attuale – sia il caso di cercare di far rimbalzare lontano il pestifero Gino. Ho notato infatti che mentre i bambini un po’ più grandicelli (dai 5 anni circa) meditano in trepidante attesa con il dito appoggiato sopra la loro leva, aspettando il momento giusto per farlo scattare, i più piccini non fanno altro che premere a ripetizione, confidando sulla quantità più che sulla qualità del proprio intervento. Non che questo approccio d’altronde impedisca loro di divertirsi, al contrario, ogni partita alla quale ho assistito era un mix variabile di risate e concentrazione.

Mediamente una partita non dura più di una decina di minuti (giusto tempo in rapporto all’età dei partecipanti) ma l’attenzione è sempre alta da parte di tutti sia perché il volo di Gino può prendere una piega inattesa a causa di un colpo molto forte (o troppo debole) dato da altri giocatori, sia perché non vi sono i turni tradizionali. Ognuno infatti deve agire quando gli sembra meglio, senza che nulla vieti a due o più giocatori di farlo in contemporanea (più o meno volutamente).

Dettaglio ravvicinato del drammatico momento in cui l'aereo sta per colpire una fiche
Dettaglio ravvicinato del drammatico momento in cui l’aereo sta per colpire una fiche

Quello che ho notato osservando i miei figli e i loro amici, o giocando io stessa con loro, e che è forse l’unico aspetto negativo del gioco è un certo squilibrio che si può generare se uno dei piccoli “domina” la partita con la sua irruenza. Come facilmente intuibile, il moto regolare dell’aereo (che andrebbe sempre alla stessa quota oltre che alla stessa velocità) è influenzato dalla violenza con cui i bambini lo colpiscono con la propria leva, ma questo mi pare si ripercuota un po’ troppo sul gioco, soprattutto nel caso in cui i pollai da difendere siano tre. Se infatti gli urti dell’aereo sono decisi (e coi bambini è quasi sempre così), tipicamente l’aereo ne subisce un contraccolpo tale da essere troppo in alto per colpire il pollaio successivo; questa situazione finisce per riassestarsi presto per un numero pari di partecipanti, mentre per un numero dispari spesso uno dei bambini si ritroverà semplicemente a guardare i suoi due compagni che picchiano come disperati nel tentativo di mantenere le proprie galline.

La nostra esperienza: regalammo parecchi anni fa “Loopin’ Louie” a nostro figlio, all’epoca appena treenne, per iniziare a sperimentare in sua compagnia giochi relativamente tranquilli da fare intorno ad un tavolo. Ormai lui è davvero troppo cresciuto perché questo tipo di prodotti lo appassioni ancora, e a breve lo sarà anche sua sorella, ma spesso quando vengono a trovarli degli amici capita che estraggano dallo scaffale la scatola di Gino Pilotino e si divertano a picchiare violenti pugni sulle leve per una decina di minuti.

 

gif-board-games

Queste le caratteristiche riportate sulla scatola:
Gioco da 2 a 4 giocatori
Età dai 4 anni in su

 

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