L’estratto della settimana: “Il Codice della Fenice” di Umberto Lubich

La vana ricerca di un chick-lit o comunque di un romanzo rosa ad ambientazione contemporanea che mi appassionasse sin dalle prime pagine mi ha spinta nei giorni scorsi a sospendere questa esplorazione che minacciava di farsi deprimente e virare verso altri generi di narrativa. Dopo qualche incertezza mi sono quindi accostata ad un’opera molto diversa dalle precedenti, un thriller sfumato di ricerche archeologico-misteriche che dalla sinossi pare richiamare lo stile reso celebre da Dan Brown con il suo famoso “Il Codice Da Vinci“.

codicefenice

Come riportato sui siti di libri online quali Ibs e Amazon, dal secondo dei quali ho scaricato l’estratto oggetto del post, “Il Codice della Fenice” si avvia gettando subito il lettore nel mezzo dell’azione: la storia infatti si apre presentando il protagonista che lascia in fretta e furia Venezia, dove vive e lavora, per recarsi a Siena in seguito a due eventi inattesi. Il primo è costituito da una mail ricevuta da Ardenti, noto professore impegnato in una campagna di scavi archeologici nella cittadina toscana; il secondo e più decisivo sprone è la scomparsa del professore stesso un paio di giorni dopo l’invio di quel breve messaggio. Poco dopo aver raggiunto Siena, inconsapevolmente tenuto d’occhio da un uomo che lo sorveglia furtivo, Alan Maier viene avvicinato da una studentessa che non solo condivide con lui le proprie idee circa la sparizione del professor Ardenti, ma gli mostra un sarcofago con strane iscrizioni dentro il quale il gruppo di esperti guidato dal professore aveva ritrovato un bastone rubato proprio nelle stesse ore della scomparsa di Ardenti.

Che dire, a descriverla in questo modo la trama del romanzo sembra tutta azione e ritmo serrato, invece l’estratto che ho letto non mi ha convinta proprio perché ho trovato piatto e per nulla coinvolgente lo stile dell’autore. Ci sono casi in cui l’anteprima di un libro non mi entusiasma a causa della caratterizzazione dei protagonisti, della banalità della vicenda oppure (ed è il caso decisamente peggiore) per la presenza di errori grammaticali o di sintassi: “Il Codice della Fenice” non presenta nessuno di questi difetti, eppure è risultato una lettura monotona e non appassionante.

La scrittura è scorrevole, semplice, eppure risulta rallentata da alcuni dettagli inutili (il fatto che il protagonista abbia una pipa in radica, oppure che per quasi cinque giorni fosse rimasto chiuso in casa con il cellulare scarico e quindi virtualmente irraggiungibile) e nel complesso non è mai riuscita a trasmettermi la sensazione di urgenza e suspense che per quanto mi riguarda dovrebbero essere componente essenziale di un thriller. Anche i dialoghi, per quel poco lasciato intuire dall’estratto iniziale, non sono per niente incisivi – al contrario risultano così deboli e superficiali da conferire una patina di banalità e noia all’intera narrazione.

L’ultimo fattore che mi ha lasciata perplessa (e che assommato alle mie precedenti considerazioni mi ha spinta a non proseguire nella lettura dopo averne conclusa l’anteprima) è legato alla struttura da caccia al tesoro che sembra caratterizzare lo svolgersi degli eventi. Naturalmente questa potrebbe essere un’impressione dovuta al fatto di aver letto solo il primo 10% del romanzo, ma la mia sensazione nel notare il modo in cui i vari eventi narrati si legano fra loro (una prima mail ignorata dal protagonista, un fax che lo spinge a partire, un incontro chiaramente insoddisfacente con la polizia senese, l’incontro con Giulia, l’informazione legata al furto del bastone, la scoperta del sarcofago) è stata che non ci fosse un vero impulso alla storia dovuto alle azioni di Maier. Più che un protagonista nel vero senso della parola – ovvero un uomo che con il suo agire influenza la vicenda – Alan mi è sembrato il mero destinatario di una serie di indizi dei quali veniva a conoscenza senza gran sforzo da parte sua, e che in maniera quasi automatica lo portavano a scoprire l’indizio seguente.

In definitiva ho concluso che “Il Codice della Fenice” non fa per me, motivo per cui sono ancora alla ricerca di un titolo che mi attiri a sufficienza da spingermi a proseguire la lettura oltre le pagine del campione iniziale.

Giudizio dell’estratto:reading_book-sad_smiley

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